Come investire in Borsa, le 7 regole d’oro di Warren Buffett

Ecco come investire in Borsa con le 7 regole d’oro di Warren Buffet uno dei metodi più efficaci per effettuare speculazioni e tentativi di arricchimento. I mercati di tutto il mondo sono organizzati in modo tale da poter acquistare pacchetti azionari da poter vendere e comprare nella speranza di aumentare il proprio capitale. Questo capitale potrà poi essere liquidato in qualunque momento, oppure lasciato crescere per un futuro.
Diventare ricchi investendo in Borsa, però, non è così scontato: servono dedizione, passione, fortuna e una buona tecnica d’investimento. Uno dei re dei consigli su come investire in Borsa è Warren Buffett. Vediamo insieme quali sono i suoi suggerimenti e le sue regole per investire in Borsa.

Chi è Warren Buffett

Prima di apprendere tutte le regole e i segreti bisogna scoprire chi è questo uomo. Noto come “l’oracolo di Omaha“, il leggendario investitore americano nato nel 1930 è passato alla storia per il suo fiuto negli affari. Seguace dell’economista Benjamin Graham, sin da giovanissimo ha mostrato uno spiccato talento sulla scelta delle azioni sulle quali investire, non risultando praticamente mai perdente.
Buffett è anche un grandissimo filantropo, che ha donato decine di miliardi di dollari per scopi benefici a favore del Terzo mondo.
A parte queste caratteristiche personali, uno degli investitori più fortunati della storia ha anche più volte ribadito quali sono le sue regole per un investimento corretto e redditizio: queste regole sono diventate un vero e proprio mantra per decine di migliaia di investitori.

Come investire in Borsa, le 7 regole d'oro di Warren Buffett
Warren Buffet ha un capitale di oltre 74 miliardi di dollari, ( al 2017) una cifra incredibile.
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Tutti i trucchi per investire in Borsa

Le regole di Warren Buffett si articolano attorno a 7 capisaldi indispensabili per l’investitore contemporaneo.
  1. Gestione razionale delle risorse. I manager sono coloro che decidono che fine faranno i soldi dei risparmiatori. Il dilemma che si consuma attorno a queste figure è sempre quello degli utili: trattenerli per effettuare ulteriori investimenti o restituirli agli azionisti?
    Secondo Buffett la tendenza manageriale è sempre quella di tenere nelle proprie mani gli utili guadagnati per poter dare vita a nuove campagne di investimenti. Il buon manager, invece, è colui che sa decidere caso per caso e sa effettuare una corretta spartizione degli utili. Questo migliora la fiducia tra investitori e manager la stabilità dell’azienda. Gli utili possono essere ripartiti tra gli investitori sotto forma di dividendi o con altre modalità di corresponsione: l’importante è che la leadership non venga messa in crisi e che ci sia una costante tensione alla trasparenza;
  2. Miglioramento aziendale. Tutte le aziende sono continuamente alla ricerca di miglioramenti e di innovazione nelle proprie tecnologie, nei propri ambienti di ricerca e soprattutto nella cura del personale. Le aziende che vogliono essere competitive e fare successo sul mercato sono sempre in ansia da prestazione e vogliono risultare le migliori possibili. Questo deve portare ad una previsione di spesa che non tocchi gli utili guadagnati da ogni azienda, ma che venga effettuata indipendentemente da quale sarà il guadagno. Solo in questo modo si riesce ad avere un prospetto chiaro di quanta sarà la spesa (cifra che non può cambiare) e si può mettere in campo una strategia per aumentare il fatturato e quindi gli utili.
  3. Quotazione d’acquisto delle azioni. Ci sono alcune azioni estremamente quotate in alcuni momenti storici ma decadono improvvisamente nel giro di pochissimo tempo. Warren Buffett suggerisce di stimare un margine di sicurezza per evitare di perdere i propri soldi. Bisogna sempre investire su azioni che abbiano una quotazione di almeno il 25% più bassa del loro valore. Fare queste previsioni è difficile, ma è utile per non farsi assorbire dalle euforie del mercato rischiando ingenti perdite di denaro. Se le previsioni sono giuste si ha un rientro economico molto elevato e si tiene prudentemente al riparo il denaro dalle follie di mercato.
  4. Capacità di fatturato. Si torna nuovamente alla responsabilità della figura manageriale, che deve essere in grado di massimizzare i profitti creando anche un piano economico stabile di contenimento dei costi. Buffett sostiene di dover monitorare con attenzione i piani che le aziende fanno per contenere la spesa: se sono troppi e troppo ravvicinati significa che la loro strategia non sta funzionando e devono rinnovarsi di continuo: meglio tenersi lontani da un’azienda così instabile;
  5. Tamponamento dei debiti. Contrarre debiti quando si è un’azienda avviata in un settore è quasi impossibile, soprattutto se quel settore è soggetto ai rovesci di fortuna del mercato più degli altri. Le aziende in cui conviene investire per avere un ritorno economico fortunato, tuttavia, sono quelle che riescono ad avere un piano di debiti molto contenuto, che evitano quindi gli investimenti azzardati e sono più affidabili a lungo termine;
  6. Performance adeguate. Ogni anno le aziende si pongono un certo tetto di crescita per guadagnare un utile superiore all’anno precedente e poi restituire dei dividendi agli azionisti. Le quote, però, generalmente sono molto basse, perché la crescita in un anno è difficilmente sorprendente, tranne nel caso di alcune aziende che esplodono all’improvviso. Se è difficile trovare un’azienda con performance annue superiori al 30% di utile in più (e comunque potrebbe essere un fuoco di paglia che muore presto) è anche vero che secondo Warren Buffett bisogna tenersi alla larga da quelle aziende che non riescono a garantire una crescita annua almeno del 10%. Ciò che queste aziende spacciano per cautela, infatti, è semplice voglia di concentrare nelle proprie mani, anzi nelle mani dei propri manager, tutti gli utili per futuri investimenti, atteggiamento che tradisce la prima delle regole di Buffet sulla buona gestione aziendale;
  7. Reinvestimento coscienzioso. La prosecuzione naturale dell’atteggiamento manageriale di voler conservare il più possibile l’utile al posto che dividerlo tra gli azionisti dovrebbe essere quella di reimpiegare questo utile in investimenti coscienziosi e possibilmente fruttuosi. Le aziende che adottano questo comportamento sono orientate al futuro e alla crescita, quindi sono sicuramente un buon porto dove investire il proprio denaro.

Gli investimenti immobiliari secondo Warren Buffett

Gli investimenti immobiliari sono un altro dei rifugi sicuri dove le persone preferiscono investire il proprio denaro, e anche per questi Warren Buffett ha dispensato dei consigli per non cadere in tentazioni e trappole che possono diminuire il proprio patrimonio.
L’acquisto di un immobile a prezzo di mercato, infatti, a volte si rivela faticoso per chi vuole investire nel mattone per una futura rendita ma al momento non ha disponibili tutte quelle liquidità: spesso, allora, si cerca di trovare degli immobili a prezzo scontato, soprattutto se è tempo di crisi immobiliare. In questo modo si tenta di fare un affare tenendo l’immobile magari in affitto finché non si rialza la quotazione di mercato, per poi venderlo ad un prezzo maggiorato.
Il punto di acquistare immobili in saldo, secondo Warren Buffett, è che bisogna fare molta attenzione alla percentuale di sconto.
Acquistare un immobile in saldo significa spesso accontentarsi di una casa che non è in una posizione signorile o molto favorevole (ad esempio è lontana dal centro città) e che viene venduta scontata proprio perché il mercato di possibili acquirenti interessati è inferiore. Acquistare quell’immobile, dunque, può portare parecchi punti percentuali di guadagno immediato (perché rimangono nelle proprie tasche dei soldi che sarebbero serviti a comprare una casa più costosa) ma nel lungo periodo provoca una perdita, perché se il sito dell’immobile è quello che è e il suo stato di conservazione lascia a desiderare è probabile che non si sia fatto un ottimo affare con questo investimento.

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Investire in aziende

Warren Buffett ha dato anche consigli e regole su come investire in aziende che sono in vendita. Anche qui vale lo stesso principio degli immobili: dipende da chi rileva l’azienda e dal suo talento. Rilevare un’azienda a prezzo di mercato che sia anche abbastanza solida significa poter guidare una nave ben rodata che avrebbe tutte le carte in regola per procedere da sola. Certo, se si fa un investimento sbagliato e poi la nave cola a picco è solo colpa del capitano, ma se chi acquista un’azienda mette l’esperienza e l’azienda stessa mette il nome e la solidità, è probabile che il cambio di gestione avvenga senza traumi e con dolcezza, continuando a far procedere l’azienda a gonfie vele.
Diverso è il caso in cui viene rilevata un’azienda a prezzo scontato. Il fatto che i vecchi proprietari la svendano è sicuramente un brutto segno, probabilmente testimone del fatto che l’azienda è sull’orlo del fallimento. In questo caso se si è bravi timonieri si può anche compiere il miracolo e riportare l’azienda ai vetusti splendori, ma certamente è molto più difficile e il rischio di disastrose perdite economiche è molto elevato.
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Diventare ricchi con gli investimenti in borsa: utopia o realtà?

Leggendo la biografia di Warren Buffett sembra quasi di immergersi in un mondo fatato dove il protagonista è una sorta di re Mida: tutto quello che tocca diventa oro. Naturalmente la fortuna e il grandissimo fiuto per gli affari di Warren Buffett sono storia, quindi è incontrovertibile che il suo talento sia di esempio per tutti gli investitori. Tuttavia, come nel mondo dello sport o della musica, di talenti ne nascono pochi, ed illudersi di diventare il nuovo Warren Buffett è un sogno un po’ bambinesco che può portare ad azzardare troppo. Certamente le sue regole sono quasi oracolari e vanno seguite alla lettera se si vuole investire ed avere un ritorno economico molto buono, ma un pizzico di imprevedibilità nel mondo del mercato azionario è sempre da mettere in conto, quindi occorre essere preparati a qualsiasi evenienza prima di investire in Borsa.

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