Previsioni Mercato Immobiliare 2023 e lungo termine

Gli anni del Covid hanno sostanzialmente quasi azzerato il mercato immobiliare che però aveva ripreso vigore in questo anno. Ora con inflazione e probabile recessione le aspettative sono cambiate, ma cerchiamo di capire da che parte andrà questo importante mercato per l’economia italiana.

Quali sono i fattori che influenzeranno il mercato immobiliare 2023

Ci sono dei fattori negativi e positivi, iniziamo da quelli più evidenti negativi.

  1. L’inflazione e la possibile recessione probabilmente freneranno il mercato immobiliare.
  2. Il Bonus 110% ha fatto crescere il prezzo di tutte le componenti per l’edilizia, scoraggiando chi vuole comprare una casa per ristrutturarla.

Va detto però che questo settore ha ancora molte frecce da tirare dal suo arco.

  1. Per questi 2 anni il settore immobiliare è stato fermo causa pandemia
  2. Le persone hanno sviluppato il bisogno di comprarsi una casa con un giardino, proprio dopo quello che è accaduto.
  3. L’economia italiana ha avuto una discreta crescita e tante persone hanno messo da parte un bel gruzzolo da investire.
  4. L’Italia è diventata una meta di moda non solo per turisti del week end ma di intere famiglie che vogliono costruire qui il loro “angolo di paradiso”, lo chiamano così migliaia di europei che sono venuti in Italia comprando una casetta da ristrutturare per poche migliaia di euro. Un trend che c’è da anni ma che oggi sta inziando avere numeri importanti? Quanti? Vedremo anche cosa accadrà questo anno.

Secondo l’indice Ipab dell’Istat, nel primo trimestre il mercato del mattone registrerà rialzi consecutivi fino al 12%, grazie alla rimodulazione della domanda immobiliare iniziata dalla fine del lockdown. Complici anche gli incentivi fiscali, ma sopratutto il desiderio di avere un immobile – magari con un giardino – da parte degli italiani rimane, facendo emergere nuovi trend di cui i principali:

  • Case polifunzionali, di dimensioni e versatilità maggiori, adibite anche allo smart working
  • Grandi spazi esterni, come balconi, terrazzi o giardini, intesi come sfoghi dall’immobile
  • Servizi condominiali, come sale funzionali condivise, ripostigli o palestre
  • Seconde case, sempre più adatte a smart working e/o periodi di pausa dal lavoro

La speranza di progressiva uscita dall’epidemia porta inoltre al rafforzamento della posizione di ville signorili (che sono lo 0,1% del totale) e di abitazioni in località turistiche.

Buoni auspici anche per l’acquisto d’abitazioni uso investimento, che stando ai dati  potrebbe registrare nuovi rialzi specialmente su immobili indipendenti o semi-indipendenti.

Previsioni Mercato Immobiliare 2023 e lungo termine

Previsioni per il mercato immobiliare italiano 2023, cosa succederà?

Dopo il difficile periodo dell’epidemia Coronavirus e il conflitto russo-ucraino con relativi stravolgimenti geo-politici, quello che si sta vivendo è uno scenario d’inflazione, riduzione del potere d’acquisto, crisi energetica e delle materie prime. Ciò si ripercuote anche sul mattone e, nell’articolo di oggi, scopriremo insieme cosa succederà al mercato immobiliare italiano nel 2023 in modo da capire se sarà conveniente o meno investire in immobili.

Le tendenze espansive post-CoViD-19 potrebbero fermarsi e l’intero comparto vivere notevoli difficoltà, su cui graveranno anche caro vita e difficoltà d’accesso al credito, quindi anche al mutuo. Col rischio di quadri generali particolarmente sfavorevoli occorre chiedersi, quali previsioni al nuovo anno per il settore immobiliare in Italia?

Mercato immobiliare anni passati, la situazione italiana

Secondo studi Agenzia delle EntrateABI, al 2020 il settore delle compravendite immobiliari in Italia ha segnato -46.000 transazioni rispetto all’anno precedente a causa della crisi pandemica CoViD-19, perdita seguita però da un 2021 più roseo in cui sono state registrate circa 750.000 transazioni, di cui quasi 366.000 con mutuo ipotecario, interessando oltre 1,36 milioni d’abitazioni sul territorio nazionale. La domanda è forte, coi seguenti aumenti regionali rispetto al 2020:

  • Liguria, +44%
  • Campania, +33,7%
  • Marche, 33,3%
  • Lombardia, +25,6%
  • Lazio, +24,1%
  • Molise, +10,1%

L’erogazione di mutui 2021-2022 da parte degli istituti creditizi è stata di circa 50 milioni di euro.

Dati simili sono condivisi da FIMAA (Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari) aderente a Confcommercio, che ha confermato la crescita di settore anche per il primo quadrimestre 2022, con un’opinione degli intervistati generalmente favorevole: il 54,2% dei soggetti coinvolti ritiene dinamica la domanda del mercato immobiliare, seppur in leggera flessione rispetto all’ultimo quadrimestre 2021.

Nonostante il 73,2% degli intervistati preveda stabilità nei prezzi, stando agli stessi studi sono differenti invece le stime di volume e numero di compravendite sull’ultimo quadrimestre:

  • 42,8% ipotizza diminuzioni
  • 35,5% considera la situazione stabile
  • 21,7% prevede aumenti, seguendo anche le valutazioni IPAB

Principali fattori che influiranno sul mercato del mattone italiano 2022-2023 saranno l’inflazione, secondo Istat a ottobre all’11,8%, conseguente caro vita, rialzi dei tassi d’interesse dei mutui, stando a dati ABI a +1,93% spese escluse rispetto a maggio, e le varie preoccupazioni sulla situazione macro-economica.

Quali previsioni sul mercato immobiliare italiano nel 2023?

Secondo recenti ricerche, l’attuale condizione geo-politica ha portato ad un clima di sfiducia verso l’economia italiana, con maggiore difficoltà d’accesso a prestiti e mutui, quindi anche sul comparto del mattone. Si parlerà quindi di raffreddamento del trend positivo post-CoViD con due scenari possibili entrambi sfavorevoli:

  • Ribassista, con domanda d’acquisto inferiore rispetto al 2022 e nuove crescite nel 2024
  • Avverso, con meno di 700.000 compravendite e accesso ai mutui molto più rigido

Nell’ipotesi peggiore, si prevede una flessione delle transazioni a -7% rispetto al 2022, con ulteriore irrigidimento delle regole bancarie col proseguire della restrittiva politica monetaria della BCE.

In entrambe le casistiche, si assisterà anche a una riduzione dei prezzi media del -1%, in cui si notano però alcune differenze territoriali:

  • Bologna +2%
  • Milano +1,5%
  • Roma -0,6%
  • Palermo -1,8%

Altre fonti più ottimistiche secondo cui l’Italia è in linea col trend europeo, con fatturato di settore 2022 di 140 miliardi di euro, +9,9% rispetto al 2021, e crescita fino a 148 miliardi per il 2023 portando l’Italia al secondo posto tra i cinque principali mercati immobiliari europei.

Stando a tali studi, dopo le ottime performance 2021 e primo semestre 2022, l’anno terminerà con -5,1% di transazioni immobiliari residenziali, con circa 710.000 compravendite, proseguendo il 2023 a -5,8%, attestandosi a 670.000 compravendite.

Discorso differente per i fabbricati retail, che a fine 2022 registreranno +0,8% rispetto fine 2021, con previsione +4,3% per il 2023: i maggiori segnali positivi arriveranno dagli investitori, che rispetto al primo semestre 2021 hanno aumentato i loro volumi a +31%; anche per la logistica si ha una proiezione del +2,9% a fine 2022 rispetto l’anno precedente e +1% nel 2023.

Riguardo ai prezzi il calo medio è del -1,6%, considerando però alcune eccezioni nei quartieri di lusso delle grandi città, tra tutte Milano, Torino e Roma, dove da giugno 2020 i prezzi hanno avuto incrementi da +4% a +6%, raggiungendo addirittura i 2 milioni di euro.

Infine, altri studi di settore prevedono per gli immobili  un significativo aumento di prezzi nelle grandi città italiane nel 2023, come Milano a +5,1% e Roma +1,8% rispetto al 2022, cosa che può portare numerosi investitori internazionali ad acquistare immobili in Italia; l’aumento è comunque più contenuto rispetto a località come Miami o Los Angeles, fino a +8%, o Londra e Madrid +6%.

Proiezioni immobiliari 2023, cosa succede in Europa?

In Europa si prevede un aumento dei contratti di compravendita intorno al 4,3%.

Anche negli altri stati europei si prevede un aumento del prezzo medio delle case.

 

Previsioni Mercato Immobiliare 2021 e lungo termine
Immagine sopra: dei palazzi

Quali saranno gli investimenti nel mercato immobiliare secondo le previsioni 2023?

Altre previsioni di settore ci dicono che nel 2023 gli investimenti in immobili dovrebbero concentrarsi su questo tipo di asset:

  • Uffici: nonostante le difficoltà della situazione e la crescente digitalizzazione del lavoro, la presenza in ufficio sarà ancora elemento cruciale di attività produttive, creatività e culture aziendali; l’ufficio rappresenterà un valore aggiunto e un sostegno alle varie politiche di smart working
  • Logistica: settore scelto dal 55% degli investitori nell’outlook poiché altamente diversificato, complice anche la crescita delle transazioni digitali la logistica ha acquisito un ruolo centrale che non tende a ridursi; il centro logistico rappresenterà un vantaggio competitivo delle aziende che lo detengono
  • Commercio: tra i settori che hanno subito il maggior impatto dal Coronavirus, la vendita al dettaglio ha visto molti suoi esponenti costretti a cambiare strategia di business tra trasferimenti e stoccaggio risorse, decisione che li ha portati ad acquisire resilienza; se da una parte scoraggia gli investitori per via dell’attuale situazione, dall’altra li incentiva con la creazione di catene e gruppi commerciali
  • Residenziale e ricettivo: scelte da investitori privati con l’obiettivo di creare rendite nel tempo, case e strutture ricettive catturano l’interesse non tanto per i loro rendimenti bensì per la loro stabilità sul mercato, essendo entrambi asset tra i più sicuri e bilanciati, poichè capaci di conciliare eventuali perdite nel tempo

A conti fatti, ogni settore presenta scenari altamente favorevoli, occorre però ricordare i vari fattori che incidono sull’economia: specialmente a livello nazionale, è necessario considerare in primis l’invecchiamento della popolazione (secondo Eurostat il 22,8% degli italiani è over 65), che assieme al PIL è un segnale che condiziona fortemente la domanda.

A questo si aggiungono la permanenza in casa dei genitori fino a tarda età ed i trasferimenti monodirezionali, spesso verso capoluoghi di provincia o grandi metropoli, segno di scarsa dinamicità specialmente nel mercato residenziale.

Risorse utili ed approfondimenti su Case, Terreni ed Immobili:

Pubblicista finanziario e operatore turistico, ha frequentato la Facoltà di Economia e Commercio e il Dipartimento di Lettere, lingue, letterature , civiltà antiche e moderne, presso UniPG

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.