Economia dello Spazio: cos’è e come Investire in Space Economy

Negli anni le grandi saghe di fantascienza hanno fatto sognare tante persone, oggi invece a sognare sono le importanti aziende della Space Economy ed i loro numerosi investitori nel mondo. Un settore in continua crescita che implica un business di oltre 350 miliardi di dollari, provenienti da fondi statali, venture capital e non solo.

Se prima vi erano solo Nasa e Esa, oggi sono tante le realtà che concorrono alla conquista dello spazio con tecnologie sempre più avanzate, prime tra tutte quelle di Musk, Bezos e Branson, che contribuiscono inoltre al progresso scientifico. Occorre quindi capire, cos’è l’Economia dello Spazio e quali opportunità d’investimento offre?

Economia dello Spazio, cos'è e come guadagnarci?
Immagine sopra da ESA Agenzia Spaziale Europea

Cos’è l’Economia dello Spazio e di cosa si occupa?

Chiamata anche Space Economy o Space-based Economy, l’Economia dello Spazio è un settore industriale e finanziario legato a ricerca, sviluppo, realizzazione e impiego di innovativi prodotti e servizi in ambito spaziale, con conseguente utilizzo di risorse tecnologiche, digitali, aeronautiche e aerospaziali. Le numerose evoluzioni da esso portate riguardano:

  • Telecomunicazioni ad alta velocità
  • Big data
  • Navigazione e posizionamento di precisione
  • Monitoraggio ambientale
  • Sicurezza alimentare
  • Esplorazione territoriale
  • Studio atmosferico terrestre/extra-terrestre
  • Previsioni meteo accurate
  • Tracciamento e puntamento militare

Le sue origini risalgono al 4 ottobre 1957, inizio della famosa Era Spaziale col lancio del satellite Sputnik: il settore raggiunge in soli 15 anni una spesa totale di 153 miliardi di dollari e circa 400.000 soggetti impiegati, grazie anche alla missione Apollo 11 sulla Luna il 20 luglio 1969. Tra le aziende che maggiormente hanno collaborato con Nasa, unico ente istituzionale del comparto dell’epoca, vi sono state:

  • Boeing, per i motori a razzo
  • IBM, per i computer di bordo
  • Whirlpool, per elettrodomestici di bordo e alimenti
  • ILC Dover, per le tute

Sono gli anni della Corsa allo Spazio e, al volume d’affari complessivo, si aggiunge per primo il budget per il programma spaziale dell’Unione Sovietica, di circa 6,9 miliardi di rubli (equivalenti a 4 miliardi di dollari), seguito da quelli minori di Francia, Canada, India e Giappone. 

Forte di lunga tradizione nei settori aero-spazio, l’Italia è invece tra i membri fondatori dell’Esa, la cui nascita ufficiale risale al 1975: secondo Statista, al 2019, con 2 miliardi e 300 milioni di euro di fondi stanziati, è il terzo paese contributore d’Europa dopo Francia e Germania.

Economia dello Spazio- Space Economy: cos'è e come guadagnarci?
Immagine sopra di: ESA Agenzia Spaziale Europea

Come si è evoluta l’Economia dello Spazio?

Se fino al 1999 la Space Economy era legata principalmente a missioni scientifiche d’esplorazione e messa in orbita di satelliti orbitali ed extraorbitali, dal 2000 in poi è l’ingegneria aerospaziale la principale disciplina ad essere impiegata, trovando facile impiego anche in filiere terrestri e tradizionali. Ciò ha portato ad una nuova fase chiamata NewSpace, che apre anche ai mercati di estrazione mineraria e turismo spaziale. Sono questi i presupposti per la nascita di numerose startup private, di cui le più importanti:

Secondo la SIA statunitense (Satellite Industry Association), a inizio 2021 l’indotto dell’economia spaziale internazionale è di circa 366 miliardi di dollari, di cui:

  • Il 74% proveniente dall’industria satellitare
  • Il 22% proveniente da enti governativi
  • Il 4% da privati

Sull’ultima percentuale, dal 2000 sono stati investiti 6,3 miliardi da venture capitalist.

Perchè investire nella Space Economy e come farlo?

La più recente fase del settore, chiamata New Space Economy, vede un volume d’affari che stando alle previsioni di Bank of America raggiungerà 1.400 miliardi di dollari entro il 2030. Ciò grazie all’interesse crescente degli investitori nelle nuove tecnologie spaziali e alle numerose applicazioni che avranno nella vita di tutti i giorni. Si considera poi che, secondo la piattaforma Space Economy Initiative delle Nazioni Unite, sono più di 80 i paesi nel mondo che hanno almeno un satellite orbitante, grazie al progressivo abbattimento dei costi.

Tuttavia, a far risaltare l’attenzione del settore, quindi anche dei potenziali investimenti, sono le nuove idee sul turismo spaziale e l’approdo nel mercato commerciale, un’ipotetica visione futura in cui tutti potranno viaggiare dentro o fuori l’orbita terrestre. A rendere più verosimile tale idea sono stati i recenti lanci delle più importanti compagnie, tra tutti quelli dei moduli:

  • Crew Dragon di SpaceX, verso la Stazione Spaziale Internazionale con gli astronauti Douglas Hurley e Robert Behnken, il 30 maggio 2020
  • Vss Unity di Virgin Galactic, a 80 km d’altitudine con Richard Branson e gli ingegneri Beth Moses, Colin Bennett e Sirisha Bandla, l’11 luglio 2021
  • New Shepard di Blue Origin, nell’orbita terrestre con Jeff e Mark Bezos, l’ex-aviatrice Wally Funk e il giovane Oliver Daemen (vincitore del biglietto all’asta per 28 milioni di dollari), il 20 luglio 2021

Oltre al mercato dei viaggi, da ricordare inoltre Starlink, progetto di SpaceX per realizzare una costellazione di satelliti che forniranno internet ad alta velocità e bassa latenza, con l’obiettivo di raggiungere anche aree del mondo potenzialmente scoperte: un servizio in continuo svilippo che, secondo Elon Musk, potrebbe raggiungere 40 milioni di clienti e valore di 30 miliardi di dollari tra 2024 e 2025.

A settembre 2021 SpaceX, Starlink e Blue Origin non sono ancora quotate sul mercato, ma è possibile investire su Virgin Galactic, quotata sul NYSE da ottobre 2019, che nonostante i massimi storici raggiunti l’11 febbraio e il 25 giugno 2021 mantiene un andamento stabile a 25,17 dollari/azione, +40,4% rispetto a settembre 2020. Ma ci sono altre azioni spaziali da comprare, oppure, in alternativa, è possibile investire sulle azioni di società connesse sia su Piazza Affari che sul NYSE:

  • Amazon, 2.869,50 euro/azione, +16,5% da settembre 2020
  • Tesla, 621,80 euro/azione, +68,9% da settembre 2020

Qualora si voglia investire in qualcosa di differente dai grandi classici, altri validi nomi della Space Economy sono:

  • Iridium, sistema di satelliti da telecomunicazioni statunitense nato nel 2001, quotato sul NYSE a 44,57 dollari/azione, +74,6% da settembre 2020
  • Nokia Oyj, multinazionale di telecomunicazioni finlandese fondata nel 1865, quotata sul Nasdaq Nordic a 4,65 euro/azione, +39,2% da settembre 2020
  • Leonardo, società d’ingegneria aerospaziale italiana fondata nel 1948, controllata dal MEF per il 30%, quotata a Piazza Affari a 6,65 euro/azione, +29,6% da settembre 2020
  • Eutelsat, società di telecomunicazioni satellitari francese fondata nel 1977, quotata sulla Borsa di Parigi a 9,88 euro/azione, +15,6% da settembre 2020
  • Aerojet Rocketdyne, società di costruzione di motori a razzo statunitense fondata nel 2013, quotata sul NYSE a 41,90 dollari/azione, +4,1% da settembre 2020

Infine, investimenti alternativi possono riguardare gli ETF, come il Procure Space ETF, che detiene i titoli di 35 società aerospaziali e affini, o fondi comuni sul settore tecnologico come Blackrock World Technology, JP Morgan US Technology o Janus Global Technology.

Investire nell’Economia dello Spazio conviene?

Nello scenario attuale, visto l’elevato potenziale di crescita, investire in una società dell’Economia dello Spazio può essere una valida opportunità di guadagno: se sul breve periodo i risultati possono essere altalenanti e dare poca fiducia, i migliori rendimenti si avranno nell’ampio respiro, grazie a tecnologie in continuo sviluppo e crescente accessibilità sul mercato anche per piccoli investitori.

A conti fatti, se in passato molte idee della New Space Economy potevano essere considerate pura fantascienza, col passare degli anni queste diventano sempre più verosimili, seppur con orizzonti di realizzazione non inferiori ai 15-20 anni. Proprio per tale ragione, una strategia passiva come la Buy & Hold potrebbe essere la più adatta per avere i risultati migliori, seppur con occhio sempre attento a oscillazioni o andamenti imprevisti.

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