Bernie Madoff, il Re delle Truffe Finanziarie Online

Una delle più grandi frodi di tutti i tempi, per un valore di circa 65 miliardi di dollari. A organizzarla è stato Bernie Madoff, agente di cambio e investitore in finanza dal 1960. Un elaborato Schema Ponzi, per una figura dall’accezione altamente negativa nello scenario dei mercati finanziari, in una lunga truffa scoperta solo davanti alla crisi 2008.
Per molto tempo ci siamo occupati di truffe finanziarie online,  oggi vi parleremo di una delle più grandi truffe finanziarie di sempre e di colui che l’ha messa in atto.

Una storia di Madoff  inizia da origini umili, passando per le figure genitoriali e per la sua società d’investimento, fino alla fortuna miliardaria e l’arresto con 150 anni di detenzione. Chi è Bernie Madoff? Come ha fatto a creare una struttura truffaldina così imponente e perché è così importante per la finanza?

 

UPDATE 14 Aprile 2021: Bernie Madoff è morto in carcere oggi.

Bernie Madoff, il Re delle Truffe Finanziarie Online
Foto sopra: Bernie Madoff in un suo ufficio

Chi è Bernie Madoff? Le origini

Bernard Lawrence Madoff detto Bernie nasce a New York il 29 aprile 1938. Fa parte di una modesta famiglia d’origine ebraica ed è secondogenito di Ralph e Sylvia, mentre i suoi nonni erano originari di Polonia, Austria e Romania. Seppur con risultati insoddisfacenti, sono i suoi genitori nei primi anni ’50 ad interessarsi all’alta finanza, condizionando anche le sue scelte future.

Aveva rendimenti elevati negli studi, diplomandosi al Far Rockaway High School del Queens nel 1958 e frequentando la University of Alabama in seguito, per poi trasferirsi alla Hofstra University dove si laurea nel 1960 in scienze politiche. Nello stesso anno, a soli 22 anni, fonda la BMIS (Bernard L. Madoff Investment Securities).

BMIS e il successo

Società che offriva negoziazione titoli e sviluppava servizi di trading, BMIS viene avviata con un investimento di 5.000 dollari, guadagnati da Madoff nei suoi precedenti lavori da installatore di sistemi d’irrigazione e bagnino a Long Island (proposto dal suo istruttore di nuoto). La sua diventa una delle più importanti società di cambio attraverso due strategie:

  • Dotarsi di nuove tecnologie per effettuare investimenti più velocemente, abbattendo i costi rispetto ai competitor
  • Rimborsare un consistente valore per azione a tutti gli investitori che spostano verso essa parte della loro operatività

Madoff faceva anche da fornitore per il mercato non-regolamentato e il suo successo aumentava nel tempo, coinvolgendo anche suo fratello Peter, i figli Mark e Andrew e i nipoti Shana e Roger, entrato in società nel 2006. Tra i suoi investitori sono figurati anche nomi come Steven Spielberg, Kevin Bacon e John Malkovich, ma la sua reputazione cresceva specialmente grazie al sostegno delle comunità ebraiche statunitensi, tanto che per la sua stabilità lo soprannominarono Jewish Bond (obbligazione ebraica).

Dopo un periodo di sperimentazione, nel 1973 la tecnologia che la sua società ha contribuito a sviluppare divenne il NASDAQ, di cui fu presidente dal 1990 al 1993. Al termine degli anni ’80 Madoff e altri quattro nomi di Wall Street controllavano la metà degli ordini sul NYSE, generando guadagni annuali vicini ai 100 milioni di dollari.

La truffa con lo Schema Ponzi

A novembre 2008 BMIS gestiva i conti di 4.800 clienti per un valore di 17 miliardi di dollari, legato specialmente a feeder fund (fondi che investono in fondi sottostanti) per numerosi investitori nel mondo, che non risultavano clienti di Madoff bensì dei fondi stessi. Quello di Bernie Madoff era quindi un triplice ruolo, facendo da:

  • Intermediario di mercato
  • Consulente
  • Gestore di fondi

Tuttavia, fu in grado di nascondere tale conflitto d’interessi alla SEC (Security and Exchange Commission) fino al 2006, poiché protetto dal mancato obbligo di segnalare la propria posizione qualora avesse avuto meno di 15 clienti: i reali clienti BMIS erano pochi feeder fund che gestivano gli investimenti dei 4.800 clienti finali.

Ulteriori criticità vengono alla luce nel 2008 durante la grande recessione dei mutui sub-prime, quando molti risparmiatori dovettero richiedere indietro il denaro investito per disinvestimenti di oltre 7 miliardi di dollari. Tale denaro non era più disponibile, cosa che fece insospettire autorità statunitensi, premi Nobel, università e banche europee.

Infatti, dietro la società di Bernie Madoff era nascosto un elaborato Schema di Ponzi, una struttura piramidale simile a quella sviluppata dall’omonimo truffatore nel 1918: gli interessi maturati dai vecchi investitori venivano pagati coi versamenti dei nuovi, con rendimenti tra 10% e 15%. Tra i truffati anche le banche italiane Unicredit, con una perdita di quasi 75 milioni di euro legata ai fondi Pioneer, e Ubi Banca, che registra perdite per 60 milioni.

Arresto e condanna

Bernie Madoff viene arrestato dagli agenti federali l’11 dicembre 2008, con l’accusa di insolvenza fraudolenta dal valore di 65 miliardi di dollari, rappresentando una delle più grandi truffe di tutti i tempi. L’accusa di truffa è scattata dalle dichiarazioni dei figli Mark e Andrew, coinvolti in BMIS, a cui il padre aveva rivelato dei falsi bilanci nella gestione patrimoniale.

Tuttavia, la questione ha rappresentato un grande fallimento per la SEC: il nome di Madoff compariva già in indagini per frode nel 1992 e nel 2004 ma senza gravi violazioni, mentre nel 2001 i rendimenti BMIS fino al 15% annuale destarono i sospetti di molti competitor; infine, del giro d’affari di 17 miliardi registrato a novembre 2008 emerse che solo un miliardo era investito in azioni.

Il 12 marzo 2009 Madoff si dichiara colpevole per:

  • Frode di consulenti finanziari
  • Truffa in titoli
  • Truffa postale e telematica
  • Riciclaggio
  • Falsa testimonianza
  • Falso deposito presso SEC
  • Appropriazione indebita piano pensionistico

All’età di 71 anni, il 29 giugno dello stesso anno viene infine condannato a 150 anni di carcere, massima pena possibile. La sentenza ha previsto inoltre la confisca di beni personali per un valore massimo di 171 milioni di dollari (immobili inclusi) e di investimenti per 80 milioni.

E’ detenuto nella prigione federale di Butner, North Carolina, da dove ha appreso la morte dei suoi due figli: Mark muore suicida l’11 dicembre 2010 e Andrew per complicazioni da linfoma il 3 settembre 2014. Nonostante l’emergenza Coronavirus e le precarie condizioni di salute, a giugno 2020 gli viene negato il rilascio anticipato.

Perché il caso Madoff è così importante nello scenario finanziario?

Quella di Bernie Madoff rappresenta una delle vicende più cupe della storia della finanza internazionale, poiché ha pesato fortemente sulla grande recessione vissuta nel 2008, durante la quale secondo il FMI c’è stata una perdita a livello mondiale di 4.100 miliardi di dollari. Secondo gli analisti, quella della BMIS è una delle più rovinose truffe dell’epoca moderna, tre volte più grave rispetto al crac Parmalat del 2003.

A conti fatti, dalla figura di Bernard Madoff è stato tratto anche il film The Wizard of Lies, in cui è interpretato da Robert de Niro, ciò non nasconde però la sua accezione estremamente negativa, così come è negativa quella della sua famiglia, che tra 1956 e 1965 ha contratto debiti fiscali di oltre 13.000 dollari per la società di gestione finanziaria Gibraltar Securities.

Secondo il Dipartimento di Giustizia statunitense, ad aprile 2018 sono stati restituiti solo 1,2 miliardi di dollari alle vittime dello scandalo Madoff. Ciò fa capire quanto questa sia una storia da insegnare e comprendere, per prevenire gli errori e le loro conseguenze sul lungo periodo.

Madoff si è spento in carcere all’inizio del 2021.

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