Reddito di cittadinanza di Grillo: che cos’è

Il reddito di cittadinanza sarà uno dei temi politici del 2017, un modo per combattere la disoccupazione, spesso viene confuso e molti non sanno nemmeno il reale significato di questo termine, in quanto – ad esempio – chi è disoccupato ha già diritto ad un sostentamento economico, così come chi ha un ISEE basso, ha diritto ad un aiuto in forma di sgravi fiscali, esenzioni fiscali, aiuti materiali come l’assegnazione di una casa popolare, buoni pasto sia da parte del Governo centrale, che degli enti locali.

Aggiornamento 26 Aprile: Il Movimento 5 Stelle organizza una marcia per il reddito minimo

Partirà a Perugia alle 11,30 dalla Cattedrale di S. Antonio e arriverà fino ad Assisi la marcia per il reddito di cittadinanza organizzata dal Movimento 5 Stelle.
La marcia sarà un modo per gli attivisti del Movimento di incontrarsi ed incontrare nella realtà le tante persone che si dicono favorevoli a questo progetto che ( lo ricordiamo) dovrebbe venire a costare oltre 21 miliardi di euro all’anno, una cifra del tutto ragguardevole, che uscirà principalmente da tasse e alcuni tagli della PA.

Reddito di cittadinanza Movimento 5 Stelle

ll Movimento 5 Stelle, creato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, ha introdotto in Italia temi innovativi nel dibattito politico. Si tratta di argomenti diventati dei veri e propri cavalli di battaglia e che in questo 2017 entreranno con forza nell’agenda dei partiti. Uno degli argomenti più discussi è il reddito di cittadinanza. L’argomento divide gli italiani in una sorta di battaglia tra i fautori (per il si) e i contrari (per il no), che paradossalmente ha contagiato il centrodestra e non tanto il Pd. La misura, in effetti, dovrebbe essere un cavallo di battaglia delle Sinistre. Ma in Italia non vi sono più identificazioni politiche ma populismi. Ma che cosa è davvero il reddito di cittadinanza?

Reddito di cittadinanza di Grillo: che cos'è

Reddito di cittadinanza e Reddito Minimo: 2 cose molto diverse

 

Gli economisti concordano sulla definizione di reddito di cittadinanza o reddito di base. Si tratta di un trasferimento universale e stabile per ciascun soggetto che appartenga ad un Popolo o cittadinanza, senza limitazioni di censo, senza regole da rispettare per beneficiare della misura.
Se applicato ai soggetti in età da lavoro, anche solo a quelli in soglia di povertà assoluta, in Italia servirebbero più di 300 miliardi annui. Per avere un’idea della portata sulle casse dello Stato italiano l’impegno di spesa annuale sarebbe 2 volte la somma delle spese per sanità, scuola e università.
Il reddito di cittadinanza vero e proprio  reè applicato soltanto nello Stato USA dell’Alaska grazie ai proventi derivanti dalle royalities sul petrolio che si estrae da quei luoghi e in ogni caso nell’ordine di massimo 200 dollari mensili per ogni cittadino.
In via sperimentale la misura verrà testata per questo ed il prossimo anno in Finlandiama solo per 2 mila individui. Peraltro in un Paese dove il welfareassume un’importanza strategica.

Che cos’è il reddito minimo

In Europa esiste un reddito minimo o reddito minimo garantito che garantisce al soggetto occupabile, a prescindere se lavora o meno, un’integrazione reddituale che gli consente di raggiungere un livello minimo di qualità della vita. Il reddito minimo punta a mantenere una soglia di reddito, una linea della povertà. Esistono strumenti su base personale o familiare.
Anche nella Regione Puglia c’è un reddito minimo garantito.
I grillini hanno presentato il disegno di legge n. 1148 dell’ottobre 2013 arrecante il titolo di “istituzione del reddito di cittadinanza” per offrire alle famiglie in condizione di povertà assoluta di emergere, sulla scorta di obblighi e adempimenti da rispettare. Il reddito minimo del movimento di Casaleggio e associati inciderebbe, secondo le stime, sui 16 miliardi di euro, il 4,4% del costo del “vero” reddito di cittadinanza che dovrebbe essere su una soglia di povertà di 800 euro mensili.
Per dare una misura di questi costi, si consideri che il Decreto Salva Banche del Governo Gentiloni è costato 20 miliardi di euro, tutto il gettito delle tasse sulla casa al 2013 (Imu + Tasi) era di 27 miliardi di euro.

Le misure di sostegno al reddito

Il Governo spende diverse somme su scala nazionale e locale per il welfare ed in particolare per il sostegno al reddito. Si tratta di misure disomogenee e che, in molti casi, differiscono su base regionale o territoriale. Per i lavoratori che rimangono senza occupazione sono disponibili la NASPIe la cassa integrazione e il Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA), uno strumento di contrasto alla povertà. Per accedere a questa misura bisogna rientrare nella soglie di povertà e in aggiunta avere in famiglia un disabile, un figlio minorenne oppure una donna in stato di “gravidanza accertata”. La spesa complessiva per queste misure è stimata sul miliardo annuale, molto meno rispetto alla proposta dei 5 Stelle e lontana anni luce dalla spesa per il reale reddito di cittadinanza.
Altra proposta che fu fatta è stato il “Reddito di inclusione sociale“, poi rimasto sulla carta.

Sostenibilità di reddito di cittadinanza e reddito minimo

Il reddito dicittadinanza genera, secondo gli analisti, degli scompensi e rasenta l’insostenibilità se la spesa si aggira vicino alla soglia di povertà. Gestire la misura del reddito minimo necessita alle spalle un sistema burocratico preparato. La misura grillina lascia spazio a calcoli “pratici”. Conviene lavorare solo se si guadagna una cifra maggiore della soglia di povertà, al di sotto è più vantaggioso usufruire del sussidio. Le misure attualmente in vigore creano diseguaglianze e non raggiungono l’obiettivo di contrastare la povertà, ma soprattutto non sembrano combattere la disoccupazione, che ha bisogno di incentivi per le aziende.

L’imposta negativa: una proposta interessante per combattere la disoccupazione

E’ una proposta rilanciata dagli economisti liberali da Milton Friedman a Friedrich von Hayek. L’imposta negativa presenta 2 elementi di positività: non disincentiva a lavorare se il reddito è sotto la soglia di povertà ed è gestibile anche in assenza di una struttura statale di gestione del mercato del lavoro. Per chi in Italia guadagna oltre 8 mila euro annui, per i lavoratori dipendenti, non vi sono dei cambiamenti. Per i soggetti senza guadagno o con entrate inferiori e che non hanno capacità fiscale, il Fisco applica un’aliquota negativa, compensa il differenziale tra ciò il lavoratore guadagna e la soglia della no tax area. Se ben strutturato, il meccanismo fa risultare conveniente sempre lavorare di più. L’imposta negativa non completa mai in modo totale la differenza tra il reddito effettivo e la soglia della non tassazione. Rimane però “vantaggioso” aggirare il sistema e lavorare in nero.

Conclusioni su disoccupazione e reddito di cittadinanza:

  • Per quanto ci riguarda, il Nostro  parere è quello che chi è disoccupato non solo può cercarsi un lavoro, ma può inventarselo, oggi c’è l’opportunità di crearsi un lavoro anche nella realtà virtuale di internet, mettersi in proprio o riscoprire vecchi mestieri che nessuno fa più ma che il mercato ancora richiede, certo ci vogliono certi requisiti per lavorare e una preparazione culturale che troppo spesso, manca, specialmente per trovare dei buon lavori.
  • Se consideriamo il reddito di cittadinanza per tutti solo una utopia che potrebbe rivelarsi addirittura controproducente per l’economia italiana, il dibattito politico acceso dai 5S è comunque interessante e potrebbe portare ad un giusto reddito minimo garantito per persone al di sotto della soglia di povertà, un aiuto in casi particolari che queste persone non riescano a trovare o crearsi un lavoro, a patto che però continuino a cercalo e non rifiutino quei tipi di lavoro anche scomodi, difficili e faticosi da fare.

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