Ambulante e Ambulante di Generi Alimentari: Come Iniziare ad Aprire l’Attività

Di qualsiasi genere siano, i mercati itineranti sono molto comuni in Italia, attività che non conoscono crisi ma al contrario sono più convenienti dell’apertura di negozi, specialmente agli inizi. Nell’articolo di oggi scopriremo come si diventa ambulanti, con requisiti e procedure per avere un negozio itinerante di varie tipologie.

A burocrazia e relative autorizzazioni si unisce poi la capacità di saper vendere, entrare nelle simpatie della clientela per essere sempre riconosciuti, intercettando tendenze alimentari e non solo. Investimento e rischio ridotto, per un’attività che può essere redditizia sin dall’inizio, come diventare ambulante?

Chi è il venditore ambulante?

Per venditore ambulante, si intende un soggetto che eserciti professione di vendita e commercio in luogo fisico non fisso ma in aree pubbliche come mercati giornalieri, manifestazioni fieristiche o sportive e musicali in maniera continuativa o stagionale. La sua figura è disciplinata in Italia dall’art. 27 e successivi del D.Lgs. 114/1998.

La sua attività di vendita riguarda:

  • Generi alimentari
  • Abbigliamento
  • Accessori
  • Giocattoli
  • Casalinghi
  • Oggettistica varia

Può presenziare in mercati ed eventi con:

  • Bancarella, con gazebo, tavolo, illuminazione, eventuale gruppo elettrogeno e altro necessario
  • Mezzo semovente, come furgone o motocarro (esempio tipico può essere il food truck)

Secondo le ultime stime disponibili Economia-italia.com, a giugno 2019 in Italia vi sono circa 183.000 ambulanti, pari al 22% delle attività commerciali nazionali, con 6.500 comuni con almeno un ambulante. La categoria merceologica più affermata è l’abbigliamento col 38% degli esercizi itineranti totali.

Requisiti per diventare venditori ambulanti

Il decreto 114/1998 stabilisce principi generali per la vendita itinerante su suolo pubblico, sebbene lasci alle singole regioni di entrare maggiormente nel merito. Per iniziare l’attività è necessaria l’autorizzazione da parte del comune competente, che può essere di due tipologie:

  • Tipo A, sul commercio ambulante in un luogo fisso, consente di esporre in un mercato locale in un giorno specifico, sono richieste più licenze per partecipare a più mercati; ha durata 10 anni, si hanno 30 giorni di tempo per effettuare richiesta dalla pubblicazione dell’elenco dei posti liberi da parte del comune, in caso di assenze frequenti si rischia la perdita
  • Tipo B, sul commercio ambulante fuori dal proprio comune, consente di esporre su tutto il territorio nazionale in base a posti disponibili senza titolari, per soste non superiori alle due ore con spostamenti minimi di 500 metri

Entrambe le licenze richiedono una marca da bollo di 14,62 euro da allegare al modulo di richiesta da presentare al proprio comune, a cui si aggiunge il canone di posteggio, variabile a seconda di comune e dimensione del banco. Le autorizzazioni possono essere richieste da:

  • Ditte individuali
  • Società di persone
  • Società di capitali
  • Cooperative

Una volta ottenuta l’autorizzazione si dovrà procedere con gli oneri burocratici:

  • Apertura PEC attiva e funzionante
  • Apertura Partita IVA coi Codici ATECO
    • 56.10.42 per ristorazione e beni alimentari
    • 47.82.00 per abbigliamento, calzature e prodotti tessili
    • 47.89.01 per fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti
    • 47.89.02 per macchine, attrezzature e prodotti agricoli e per giardinaggio
    • 47.89.03 per profumi, cosmetici, saponi, detersivi e altri detergenti
    • 47.89.04 per oggettistica e bigiotteria
    • 47.89.05 per arredamenti per giardino, mobili, tappeti, casalinghi ed elettrodomestici
    • 47.89.09 per altri prodotti
  • Apertura posizioni contributive INPS e INAIL
  • Presentazione SCIA all’amministrazione competente
  • Iscrizione al Registro delle Imprese presso Camera di Commercio, anche con Comunicazione Unica per pratiche Agenzia Entrate, INPS e INAIL

Informazioni alla compilazione di Comunicazione Unica e altra documentazione sono disponibili sul sito ufficiale della Camera di Commercio.

Infine, è necessario essere in possesso di requisiti morali e soggettivi previsti dalla legge, come non aver riportato condanne o esser dichiarati falliti. Sono esclusi dalla vendita in aree pubbliche soggetti che esercitano vendita a domicilio.

Completeranno il profilo empatia, cortesia, propensione al contatto diretto e comprensione delle principali esigenze del pubblico.

come diventare venditore ambulante di generi alimentari

Come diventare venditore ambulante per generi alimentari?

Come avviare un’attività ambulante di generi alimentari ? Fare l’ambulante vendendo cose da mangiare oggi, è uno delle attività a basso costo che può far guadagnare quello che basta per poter andare avanti.
Oggi come oggi infatti, aprire una propria attività è sempre più difficile per almeno 3 principali ragioni: i costi, la burocrazia e la crisi economica, anche se si tratta solo di fare l’ambulante.
C’é però un settore che non conoscerà MAI una vera e propria crisi, di cui si può aprire un’impresa individuale con 10.000 euro, tutto compreso.
Tutte le persone hanno bisogno di mangiare, e basta avere l’intuizione di capire qual’é la cosa che le persone cercano in quel determinato periodo, o che va di moda in quel particolare territorio e fargliela trovare sottomano, nei posti più frequentati che ecco: sicuramente dei soldi si incasseranno a fine giornata.

Chi deve aprire un’attività di ambulante di generi alimentari? 

Ad esempio, quella della vendita ambulante di generi alimentari , é una delle attività di piccolissima impresa molto di moda al centro di New York, tanto di moda che ultimamente i proprietari dei negozi hanno fatto una petizione al sindaco per far sgombrare i venditori ambulanti di hot-dog davanti i propri negozi.
Anche in Italia – da sempre – il porchettaro ambulante é un lavoro di tutto rispetto che permette a chi lo fa in modo adeguato di portarsi a casa una cifra considerevole.

La spesa iniziale può variare di molto, e quello che incide é il mezzo con cui si vuole vendere.

Noi consigliamo una delle ‘ultime mode’. sono delle biciclettine con un piccolo banco, un modello di vendita ambulante che andava di moda oltre 50 anni fa e che è tornato in numero considerevole nelle Nostre strade. Si consideri che un mezzo nuovo di questo tipo costa sui 4-5.000 euro ed è dotato di tutta l’attrezzatura necessaria per poter vendere gelati, oppure fare panini o crèpes, piadine, hot-dog o quant’altro, di certo però, non si avrà una grandissima scelta e si dovrà puntare solo su 1 o 2 prodotti.

Un altro modo economico di aprire un negozio ambulante è quello di comprare un mezzo usato. Qui il prezzo varia a seconda del variare del mezzo. Va considerato però che il costo di allestimento di un normale fugone ( che si può guidare con la patente B o di un piccolo camioncino – quelli che si possono guidare con la patente C – può variare dalle 40 alle 60.000 euro + il costo del mezzo stesso, quindi già stiamo parlando di 100.000 euro, costo comunque inferiore di un negozio.

Per esporre uno stand o un mezzo alimentare al mercato o altre aree pubbliche è necessario essere in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti accademici/formali:

  • Titolo di studio inerente all’attività, come diploma in istituto alberghiero o laurea in Scienze dell’Alimentazione o simili
  • Attestato di corso professionale per Somministrazione Alimenti e Bevande, riconosciuto da regione o provincia, ai sensi del D.Lgs. 59/2010 ( facilmente acquisibile ) 
  • Permanenza in esercizio del comparto alimentare, come titolare, socio o dipendente, per almeno 2 negli ultimi 5 anni

Inoltre, è necessaria l’autorizzazione sanitaria dal comune competente, rilasciata dall’ufficio d’igiene una volta accertato il rispetto delle normative vigenti sul territorio. A questa si unisce la certificazione HACCP sul controllo igienico alimentare.

Sarà poi necessario organizzare il proprio spazio di vendita scegliendo tra:

  • Stand, che comprende
    • Uno o più gazebi, a partire da 50,00 euro l’uno
    • Uno o più tavoli, a partire da 40,00 euro l’uno
    • Luci, con costo variabile a partire da 15,00 euro
    • Gruppo elettrogeno, a partire da 140,00 euro
    • Strumenti necessari, con costi distinti a seconda delle tipologie
  • Food truck, motocarro o rimorchio, da acquistare nuovo o usato a partire da 6.000 euro modifiche escluse, o noleggiare a partire da 400,00 euro/giorno; richiederanno apposita patente di guida per gli spostamenti

In entrambe le scelte, la propria area dovrà essere esteticamente e funzionalmente pertinente al menù che si proporrà e, di conseguenza, così anche il personale assunto. Si consiglia di scegliere solo uno o due prodotti possibilmente simili tra loro.

Come diventare venditore ambulante per prodotti diversi?

La procedura per aprire una bancarella di prodotti non-alimentari in mercati o eventi è decisamente più semplice, in quanto oltre ai requisiti soggettivi e morali è necessario solo rispettare quelli burocratici, regolamentandosi con l’apertura di Partita IVA e iscrizione al Registro delle Imprese alla Camera di Commercio, non sono invece necessari attestati professionali, HACCP e autorizzazione sanitaria.

Quanto costa gestire un negozio itinerante?

Con costi d’avviamento ridotti rispetto ad un negozio tradizionale, l’attività di ambulante può iniziare con un investimento iniziale a partire da 10.000 euro, comprendendo l’acquisto o noleggio di un mezzo proprio anche di piccole dimensioni o le spese di uno stand e la strumentazione necessaria alla propria categoria merceologica.

Il commercio itinerante presenta benefici anche sul piano fiscale, con la soluzione migliore per la Partita IVA che sarà il regime forfettario: la Legge di Bilancio 2023 ha innalzato il limite di fatturato a 85.000 euro/anno da rapportare ai mesi lavorativi, mentre l’aliquota sarà dal 5% al 15% con riduzione di contributi INPS fissi, oltre a +35% extra per startup e attività trasformate da semplificate a forfettarie.

Conviene fare il venditore ambulante con negozio itinerante?

Affittare un furgonato 

Dipende: se si ha già una clientela praticamente sicura e che ci permette di rientrare bene nelle spese di affitto del mezzo ( di solito molto alte) sì, altrimenti conviene comprarlo nuovo, o come dicevamo, un mezzo usato.

Autorizzazione al commercio al dettaglio su aree pubbliche in forma itinerante:

Abilita all’esercizio del commercio in forma itinerante su tutto il territorio nazionale (ovvero con sosta per il tempo massimo di un’ora nello stesso punto e successivo spostamento di almeno 500 mt.); alla vendita al domicilio dei consumatori e nei locali ove essi si trovano per motivi di lavoro, di studio, di cura o di intrattenimento o svago; alla partecipazione alle fiere sia sul territorio comunale che nazionale.

L’autorizzazione di tipo B è rilasciata dal comune di residenza del richiedente, se persona fisica, dal comune ove la società ha la sede legale oppure dal comune nel quale il richiedente intende avviare l’attività 

Essere già iscritto al R.E.C. (Registro Esercenti del Commercio)  presso la camera del commercio inoltre:

Per fare l’ambulante alimentare ci vogliono questi requisiti

  1. Aver frequentato con esito positivo un corso per il commercio del settore alimentare (spesso vengono organizzati dalla sede della Confcommercio della vostra città); , oppure Aver esercitato in proprio la stessa attività di vendita; aver prestato la propria opera nello stesso settore per almeno 2 anni ultimi 5 anni come dipendente o come collaboratore familiare; oppure: Essere in possesso del diploma di scuola alberghiera o titolo equivalente.
  2. Corso HACCP sono corsi gratuiti offerti da aziende private o pubbliche ed hanno un costo ( circa) di 40 euro per il rilascio dell’attestato dopo che si é svolto un esame.
  3. Occorrono 2 marche da bollo da euro 14,62 ciascuna per il rilascio dell’autorizzazione,  e certificato antimafia rilasciato dalla Questura

Concludendo quest’esame e notando i dati sulla presenza in Italia, emerge che l’attività di venditori ambulanti è particolarmente vantaggiosa rispetto ad un esercizio commerciale tradizionale. Importanti punti di forza da notare sono:

  • Investimento ridotto, risparmiando su attrezzature e strumenti da negozio
  • Nessun affitto, qualora si abbia un mezzo o stand di proprietà, o sostituito da eventuale noleggio di entità minore
  • Nessuna utenza, come luce, gas o telefono, sostituite solo da bollo, assicurazione e revisione dei mezzi
  • Snellimento burocratico, nell’ottenimento autorizzazioni e procedure fiscali
  • Libertà di movimento, per spostarsi direttamente in aree strategiche e accogliere più clienti
  • Inizio immediato, per farsi conoscere velocemente e avere guadagni sicuri in tempi brevi
  • Rischio d’impresa ridotto, ricoprendo in minor tempo investimenti in perdita, vendendo più velocemente mezzi e/o attrezzatura in caso di cessione attività o noleggiandoli a terzi creando nuova rendita

A conti fatti, investire in un’attività ambulante-itinerante non può essere altro che conveniente, sia in termini economici che burocratici e tecnici. Ciò che conta sarà conoscere bene le tendenze, che siano esse alimentari, d’abbigliamento o su altre categorie per poterle presentare al proprio pubblico, ancor meglio se affezionato, del resto chi non fa amicizia con gli espositori al mercato di paese?

C’è però da dire che, nonostante il mercato locale sia un’occasione di vendita ricorrente, non vanno mai sottovalutati grandi eventi stagionali ad alta visibilità, che rappresentano laute opportunità di guadagno veloce.

Ambulante di Generi Alimentari: Come Iniziare ad Aprire l'Attività

 

7 vantaggi di aprire un’attività ambulante:

  1. Basso investimento, visto che risparmierete sulle attrezzature e sull’arredamento rispetto ad un negozio, e comunque molto meno rispetto ad un auto negozio. quanto dovreste investire per arredare un negozio molto semplice o un bar ? quanto costerebbe un furgone o un motocarro come base meccanica su cui allestire la vostra azienda? a seconda del prodotto che vendete e dei margini di guadagno .
  2. Eliminazione totale del costo di affitto, che in alcune città potrebbe essere dai 500 ¤ al mese a 2.000 / 3.000 ¤ al mese.
  3. Eliminazione totale dei costi di gestione come energia elettrica, gas, telefono, imposte sulle insegne, costi burocratici, permessi ecc.
  4. Facilitazioni fiscali e maggior semplicità nell’ottenere le varie autorizzazioni rispetto ad un negozio tradizionale.
  5. Più libertà nel decidere dove e quando svolgere la Vostra attività, ed avere la possibilità di non dover attendere i clienti, ma andare direttamente dove loro si trovano.
  6. Rapidità nel poter iniziare a lavorare subito o in tempi molto brevi. l’apertura di un negozio comporta sempre dei tempi più lunghi, e quindi costi di mancato guadagno nel tempo perso.
  7. Guadagni sicuri, anche se non troppo alti.
  8. Minore rischio economico qualora l’attività non dovesse andare secondo le vostre aspettative. e’ molto più facile rivendere un carretto allestito per la vendita ambulante, piuttosto che una attività impostata in un negozio. probabilmente riuscireste a realizzare almeno il valore che avete investito…

Attività Imprenditoriali Redditizie 

Autore

  • Economia-italia.com

    Amministratore e CEO del portale www.economia-italia.com Massy Biagio è anche analista finanziario, trader, si avvicina al mondo della finanza dopo aver frequentato la Facoltà di Economia e Commercio presso l'Università di Perugia. Collaboratore di varie testate online dal 2007, in cui scrive di economia, mercati, politica ed economia internazionale, lavoro, fare impresa, marketing, dal 2014 è CEO di www.economia-italia.com.

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8 commenti

  1. I peggiori sono gli ambulanti abusivi o i finti grossisti che aprono i furgoni per strada e vendono roba senza permesso. In alcuni comuni distruggono l'economia.
    L'idea del gelataio ambulante però é carina

    1. Ci sono migliaia di aziende che evadono le tasse in italia, forse milioni, non ce n'è una migliore o peggiore.
      Evadono, la maggior parte di loro per poter rimanere aperte

  2. faccio l'ambulante da 1 anno, ho un piccolo camioncino e vendo porchetta.

    In tutto all'inizio ho speso 20 mila euro, in pratica già sono rientrato

  3. Mi hanno chiesto 20 mila euro per furgone usato + posto + 2 mesi di 'training' del vecchio proprietario, mi ha assicurato che in 12 mesi rifaccio tutti i soldi investiti..

    quasi quasi…

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