Pellet Migliore, Come Scegliere: Offerte e Prezzi

Il “pellet” è un tipo di biocombustibile solido che è comunemente utilizzato per la produzione di calore in ambito domestico e industriale. È prodotto pressando materia prima lignocellulosica – spesso segatura o altri residui di legno – attraverso una matrice che gli dà la sua forma tipica: piccoli cilindri o sfere di legno compattato.

Caratteristiche del pellet:

  • Forma e Dimensioni: I pellet hanno generalmente una forma cilindrica, con un diametro di qualche millimetro e una lunghezza di alcuni centimetri.
  • Materia Prima: Benché il legno sia la materia prima più comune, i pellet possono anche essere prodotti da altre biomasse, come paglia o miscanthus.
  • Potere Calorifico: Il pellet ha un elevato potere calorifico, fornendo un’efficace fonte di calore.
  • Basso Impatto Ambientale: Se prodotto e utilizzato correttamente, il pellet può essere una fonte di energia relativamente pulita e sostenibile, in quanto emette meno gas serra rispetto ai combustibili fossili.

Usi del Pellet:

  • Riscaldamento Domestico: I pellet vengono spesso utilizzati in stufe e caldaie domestiche come fonte di calore.
  • Produzione Industriale: In ambito industriale, il pellet può essere utilizzato per generare calore necessario per diversi processi produttivi.
  • Produzione di Energia Elettrica: In alcuni casi, il pellet può essere utilizzato anche in centrali elettriche per la produzione di energia.

Vantaggi dell’Uso del Pellet:

  • Sostenibilità: Il pellet può essere prodotto da residui di altre industrie, come quella del legno, riducendo così lo spreco di risorse.
  • Riduzione delle Emissioni: Quando bruciato, il pellet tende ad emettere meno inquinanti rispetto ad altri combustibili.
  • Stoccaggio e Trasporto: Grazie alle sue dimensioni ridotte e alla sua forma, il pellet è relativamente facile da stoccare e trasportare.

Svantaggi dell’Uso del Pellet:

  • Costo: In alcune regioni, il costo del pellet può essere significativamente più alto rispetto ad altre fonti di calore, come il gas naturale.
  • Disponibilità: La disponibilità di pellet può variare a seconda della località e delle condizioni del mercato.
  • Manutenzione: Gli impianti di riscaldamento a pellet richiedono una certa manutenzione, come la pulizia regolare per evitare accumuli di cenere e mantenere l’efficienza.
  • Bisogno di Energia per la Produzione: La produzione di pellet richiede energia, che, a seconda della fonte utilizzata, può influenzare il bilancio complessivo delle emissioni di carbonio.

Il pellet è dunque una fonte energetica importante e sostenibile, particolarmente utile in contesti dove la decarbonizzazione e la riduzione delle emissioni di gas serra sono obiettivi prioritari.

Sostenibilità del pelle: mito o realtà?

Il concetto di sostenibilità del pellet, come biocombustibile, è legato principalmente alla sua capacità di essere un “combustibile neutro in termini di carbonio”, o almeno teoricamente lo è. Ciò significa che durante la combustione, il pellet rilascia la stessa quantità di CO2 che l’albero (da cui proviene il legno) ha assorbito durante la sua vita. Questo ciclo potrebbe, in teoria, rendere l’uso del pellet carbon-neutral, ossia neutro in termini di emissioni di carbonio.

Tuttavia, ci sono vari aspetti da considerare:

  1. Produzione e Trasporto:
    • La produzione dei pellet richiede energia, spesso derivata da fonti non rinnovabili, che può generare emissioni di CO2.
    • Il trasporto dei pellet dalle aree di produzione ai luoghi di utilizzo può anch’esso generare emissioni, a meno che non venga eseguito utilizzando mezzi a basse emissioni.
  2. Fonte del Materiale:
    • Se la materia prima per i pellet viene ottenuta da foreste gestite in modo sostenibile, l’impatto ambientale è ridotto.
    • La deforestazione o l’utilizzo di alberi non sostituiti incidono negativamente sul bilancio complessivo del carbonio.
  3. Tecnologia di Combustione:
    • Le tecnologie di combustione moderna e ad alta efficienza producono meno emissioni rispetto ai metodi più obsoleti.
    • La manutenzione e l’efficienza degli impianti di riscaldamento influenzano notevolmente le emissioni di CO2 e altri inquinanti.
  4. Utilizzo di Residui di Legno:
    • Utilizzare scarti e residui di legno come materia prima per i pellet è più sostenibile rispetto all’utilizzo di legno vergine.
    • L’uso di residui previene anche il loro decadimento naturale, che produrrebbe comunque CO2 e, in alcuni casi, metano (un gas serra più potente).

Conclusione:

La sostenibilità del pellet è quindi multifattoriale e dipende da come e da dove viene prodotto, trasportato e utilizzato. In generale, l’utilizzo di pellet può essere considerato relativamente sostenibile, specialmente quando paragonato a combustibili fossili come il carbone, il petrolio o il gas naturale. Tuttavia, la sua sostenibilità può essere migliorata attraverso l’uso responsabile delle risorse forestali, tecnologie di produzione e combustione più efficienti, e una logistica attenta all’impatto ambientale.

È sempre fondamentale adottare un approccio olistico alla sostenibilità, considerando tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto e le alternative disponibili, al fine di minimizzare l’impatto ambientale complessivo.

Costo del pellet e delle stufe a pellet

I prezzi del pellet e delle stufe a pellet possono variare significativamente a seconda di vari fattori, inclusi il luogo, la marca, le caratteristiche tecniche, e le fluttuazioni del mercato. Pertanto, i dati forniti qui potrebbero non rappresentare precisamente i prezzi correnti sul mercato italiano. Tuttavia, posso offrire delle indicazioni generali basate sui dati disponibili fino alla mia ultima data di aggiornamento nel gennaio 2022.

Costo del Pellet:

  • Prezzo del Pellet: In Italia, il costo del pellet può variare significativamente a seconda della regione e della stagione. Mediamente, i prezzi possono oscillare tra i 250 e i 350 Euro per tonnellata, ma possono anche essere maggiori in periodi di alta domanda o in specifiche località.

Costo delle Stufe a Pellet:

  • Stufe a Pellet Economiche: Ci sono modelli di stufe a pellet disponibili a partire da alcune centinaia di euro (circa 500 – 1000 Euro), che spesso sono soluzioni più semplici e con meno funzionalità.
  • Stufe a Pellet di Fascia Media: Le stufe di fascia media, che offrono una buona combinazione di efficienza e funzionalità aggiuntive, possono costare tra i 1000 e i 3000 Euro.
  • Stufe a Pellet di Alta Gamma: I modelli di alta gamma, che includono funzionalità avanzate, maggiore efficienza, e design di alta qualità, possono costare oltre i 3000 Euro, con alcune soluzioni che raggiungono anche i 5000 Euro o più.

Considerazioni Aggiuntive:

  • Installazione: Il costo di installazione di una stufa a pellet può variare a seconda della complessità del lavoro necessario e delle specifiche dell’abitazione. Potrebbe esserci bisogno di un’installazione professionale per assicurare la sicurezza e l’efficienza dell’apparecchio.
  • Manutenzione: La manutenzione regolare è essenziale per mantenere l’efficienza della stufa e per prevenire problemi. Questo può includere la pulizia e la verifica di componenti specifici, con costi che possono variare.
  • Pellet di Qualità: Investire in pellet di alta qualità può migliorare l’efficienza della combustione e ridurre l’accumulo di residui nella stufa, contribuendo a mantenere la stufa in buone condizioni per più tempo.
  • Contributi e Incentivi: In alcuni casi, l’acquisto di stufe a pellet potrebbe beneficiare di incentivi statali o locali volti a promuovere l’uso di fonti energetiche più sostenibili.

.

L’Italia é il paese in Europa dove c’é il maggior numero di stufe a pellet per abitante, quali i prezzi, le offerte e in base a cosa scegliere il pellet.

Non solo: l’Italia é il maggior produttore di stufe a pellet nel nostro continente, Noi italiani infatti ci sbagliamo quando diciamo che non siamo attenti al risparmio energetico in casa, il Nostro paese è uno dei paesi al mondo con il minore consumo di energia per famiglia, siamo dei veri e propri risparmiatori.

Questo per varie ragioni, ma la più importante è sicuramente che non abbiamo fonti di energia fossile come il petrolio o il gas ( o meglio qualche giacimento c’è ma è piccolo e poco influente sul consumo che ne facciamo), siamo uno dei paesi con il più alto numero di pannelli solari al mondo, l’Italia è un paese di persone ecologiste, dicono questo i numeri e quando arrivarono le stufe a pellet furono particolarmente apprezzate per il loro risparmio ma anche perchè sappiamo che il legno per fare il pellet arriva da piantagioni specifiche a questo scopo, che vengono poi rimesse ciclicamente.

Il Pellet conviene per scaldare casa

Questo record per la Nostra economia è dovuto principalmente ad un fattore di risparmio energetico , infatti le bollette di luce e gas sono tra le più care di tutta Europa, come poter risparmiare sul riscaldamento, allora?
La Coldiretti, pochi giorni fa ha fatto sapere che c’è stato un incremento della vendita del pellet di almeno il 15% rispetto l’anno scorso.

Ma allora quale pellet scegliere per le Nostre stufe?

Pellet migliore

Quale Pellet scegliere: prezzi, offerte, qual'è il pellet migliore
Pellet

Qual’è il Pellet migliore per le stufe?

Una volta che abbiamo montato una stufa a pellet in casa, questi truciolati di legno – o meglio questa segatura essiccata ( il pellet è segatura essiccata)  li possiamo trovare a ‘buste’ in tutti i supermercati italiani durante il periodo invernale.
Ci sono bustoni di pellet di tutte le misure, magari ogni tanto ci sono delle offerte,  e di diversi prezzi al chilogrammo

Come riconoscere il Pellet migliore da quello peggiore? quando andiamo a comprare il Pellet bisogna stare attenti che sia certificato:

  • Din,
  • Din Plus,
  • ÖNORM M7135,
  • SN 166000
  • ENPlus (una certificazione internazionale,  divisa tra  A1 migliore poi , poi  A2 e B);
  • Nelle indicazioni ci deve essere anche il Paese di provenienza (IT per l’Italia) e il numero identificativo dell’aziendaIn Italia, come in molti altri paesi, il mercato del pellet offre diverse opzioni, che si differenziano per tipo di materia prima, processo produttivo, qualità, e certificazioni. Di seguito vengono illustrate alcune delle tipologie di pellet che potrebbero essere disponibili sul mercato italiano, nonché alcuni aspetti che potrebbero influenzare la loro qualità.

    Tipi di Pellet per Materia Prima:

    1. Pellet di Legno: È il tipo più comune e può essere prodotto da diversi tipi di legno, come abete, faggio, pino, etc.
    2. Pellet di Agrumi: Prodotto utilizzando i residui della lavorazione degli agrumi, come bucce e scarti.
    3. Pellet di Olivo: Realizzato utilizzando i residui della potatura degli olivi e dalla produzione dell’olio.
    4. Pellet di Sorgo: Prodotto a partire dalle piantine di sorgo, utilizzate anche come foraggio.
    5. Pellet Misti: Composti da una miscela di diversi tipi di biomasse.

    Certificazioni e Qualità:

    • ENplus: È uno standard europeo che classifica il pellet in base a criteri come il contenuto di umidità, il potere calorifico, e le impurità. Le classi A1 e A2 sono le più comuni per uso domestico, con la A1 che rappresenta la qualità superiore.
    • DINplus: Uno standard tedesco noto per i suoi elevati criteri di qualità, simili a quelli di ENplus.
    • FSC e PEFC: Sono certificazioni che attestano che il legno provenga da foreste gestite in modo sostenibile.

    Fattori che Influirebbero sulla “Migliore” Scelta:

    • Potere Calorifico: Un’alta capacità di produrre calore è generalmente desiderabile.
    • Contenuto di Cenere: Un basso contenuto di cenere è preferibile, poiché una quantità elevata potrebbe richiedere una manutenzione più frequente.
    • Umidità: Un basso contenuto di umidità migliora l’efficienza della combustione.
    • Purezza: La presenza di impurità o additivi può influenzare la combustione e la manutenzione della stufa.
    • Sostenibilità: La sostenibilità della produzione e del trasporto del pellet è un fattore sempre più rilevante per molte persone.
    • Disponibilità Locale: Optare per produttori locali o regionali può ridurre le emissioni legate al trasporto e supportare l’economia locale.

    La scelta del “miglior” pellet dipenderà dalle esigenze specifiche, dalle preferenze personali, e dai compromessi che si è disposti a fare tra prezzo e qualità. L’utilizzo di pellet certificati e conformi agli standard elevati di qualità e sostenibilità può essere un buon punto di partenza per assicurare un riscaldamento efficiente e ridurre l’impatto ambientale.

 

Ultime novità sulla Casa:

Fondatore di Economia Italia nel 2014, ha frequentato la Facoltà di Economia e Commercio presso l'Università di Perugia. Si avvicina al mondo digitale nel 2007, nello stesso anno inizia a scrivere di economia e politica internazionale prima in forum e poi collaborando con varie testate, blog e siti in cui scrive approfondimenti di argomenti di suo interesse, come l'economia italiana, la formazione scolastica, il lavoro, l'impresa individuale, il marketing, i mercati finanziari, le energie rinnovabili, i motori.

2 commenti

  1. quest'anno le stufe a pellet sono davvero covenienti.

    Ogni anno costano sempre di meno, ne ho viste di molto belle e potenti per molto meno di 1.000 euro.

    Le stesse stufe , 3 o 4 anni fa costavano più di 2.000 euro.

    In pratica il prezzo delle stufe per Pellet è diminuito di 3 volte, incredibile…….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.