Cos’è una Residenza Protetta per Anziani? Quale Scegliere?

Una residenza protetta per anziani è identificabile come una struttura di tipo residenziale dotata di caratteristiche socio-sanitarie per assistere al meglio persone anziani non autosufficienti. Quando parliamo di assistenza a persone non autosufficienti, ci riferiamo a soggetti che sono colpite da patologie di una certa rilevanza: nello specifico, si fa riferimento a patologie fisiche, psichiche, degenerative per cui non è idonea una cura al proprio domicilio. Patologie di diversa rilevanza che richiedono una assistenza professionale, sia temporanea, sia per lunghi periodi, con l’ ausilio di personale sanitario adeguatamente preparato.

 

Nel concreto, una residenza geriatrica per anziani è  una struttura con determinate caratteristiche.

Le caratteristiche, primarie, afferiscono all’ assistenza sanitaria, medica, di riabilitazione, con un grado idoneo, e soddisfacente, di struttura tutelare/alberghiera.

La stessa deve offrire, inoltre, una adeguata vita comunitaria, delle attività ludiche o ricreative quotidiane. Questo si rende necessario per mantenere, e riattivare le capacità residue del paziente, oltre a quanto viene svolto dall’ assistenza medica, infermieristica e di riabilitazione.

 

La terza età è una fase della vita in cui può capitare di ritrovarsi in uno stato di non autosufficienza, ed in cui occorre prendere decisioni per affrontare in maniera adeguata gli anni a venire.

 

Nella non autosufficienza, troviamo anziani che hanno bisogno di assistenza sanitaria, professionale, e residenziale specializzata per patologie gravi, come le malattie degenerative (Alzheimer, ad esempio), o stati fisici destinati ad aggravarsi con gli anni per cui si necessita, ad esempio, di fasi di riabilitazione.

Vi sono, poi, casi di anziani con demenze di differente gravità: la residenza protetta per anziani interviene per supportare l’ anziano con deficit di cognizione di grado differente.

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Cos'é un Residenza Protetta per Anziani? Quale Scegliere?

Residenza protetta in Italia

 

La situazione regionale italiana presenta un’ ampia diversificazione delle strutture qualificabile come residenze geriatriche per anziani.

 

Il Ministero della Salute ha adottato, nel corso degli anni, provvedimenti diversificati per arrivare ad una classificazione delle strutture residenziali rivolte ad anziani non autosufficienti.

 

Il panorama nazionale è complesso, e diversificato.

All’ interno di quelle che abbiamo definito come residenze protette per anziani, via sono altre strutture qualificabili come soluzioni intermedie. In particolare, una certa rilevanza assumono le unità di offerta residenziale di mantenimento, o case protette. 

Queste strutture sono più diffuse delle ben note RSA per anziani.

 

Così come il panorama nazionale è variegato, quando si parla di assistenza ad anziani non autosufficienti, vi sono sistemi tariffari disomogenei in ambito di assistenza e cura degli anziani. Il “business” della cura degli anziani è una realtà innegabile, ma va compreso cosa si vuole remunerare, considerando le prestazioni residenziali.

 

Una prestazione residenziale è definibile come l’ insieme delle attività, e procedure socio – sanitarie rivolte ad anziani non autosufficienti, per i quali la cura a domicilio non si rivela idonea, ed adeguata. Si fa, quindi, riferimento ad una attività complessa che comprende sia la parte sanitaria, la tutela, e la parte assistenziale – “alberghiera”.

 

I ricoveri in una residenza protetta sono differenziati se consideriamo la durata del ricovero: dato forse superfluo, ma che è bene ricordare.

Si può passare dal ricovero di lunga durata, alla fase giornaliera, le quali, entrambe, racchiudono prestazioni di assistenza alla persona, alla sua cura, al recupero sanitario e funzionale.

 

In ambito tariffe, il calcolo avviene, prevalentemente, su base giornaliera. A livello generale, non si è ritenuto idoneo, una tariffazione per prestazione, come per ogni singolo atto di terapia, il che potrebbe poi rendere i calcoli complessi se si considerano l’ assistenza sanitaria, e la prestazione alberghiera.

D’ altro canto, una unificazione di tariffa per paziente non è possibile: i pazienti hanno bisogni diversificati, specie se consideriamo la parte sanitaria. Appare, dunque, più corretta una modulazione delle tariffe per paziente e prestazione sanitaria.

 

In ambito di prestazione residenziale, possiamo dire che le stesse dipendono dalle condizioni, e dal bisogno del paziente che hanno reso appropriato il suo ricovero. Da questa premessa ne discende che la prestazione stessa non può essere sempre considerata definitiva, o per lungo periodo, o immutabile. Si rende necessario valutare, col passare del tempo di ricovero, come evolvono le condizioni del paziente, e la possibilità che lo stesso possa rientrare a domicilio per ricevere un grado di assistenza equivalente.

 

In Italia riscontriamo dei sistemi tariffari che si basano su due opzioni: tariffa giornaliera di degenza, e tariffa giornaliera per caso specifico da trattare. La tariffa giornaliera di degenza rappresenta la base standard per chiunque ricorra ad una residenza protetta, e devono essere integrate per il caso specifico di riferimento. Si farà, dunque, rinvio alla condizione del paziente, ed all’ impegno che sarà necessario per la cura, la riabilitazione ed il suo trattamento durante il tempo di permanenza.

 

Le regioni italiani si comportano in maniera non uniforme se consideriamo l’ entità della tariffazione, considerando che tra regione, e regione, esistono differenze anche in ambito di nomenclatura di ciò che rappresenta una comune residenza protetta (casa protetta, residenza geriatrica, struttura residenziale per anziani etc.). Esistono, poi, anche regioni italiane che non prevedono nel proprio territorio strutture protette per anziani: pur nella limitatezza dei casi, occorre tenerne conto.

 

La disparità regionale, a fronte di casi simili, per la tariffazione, rende il quadro nazionale complesso, e forse iniquo. I costi di una residenza protetta dipendono da fattori differenti: costo del personale, livello di assistenza erogata, tempo di cura prestato. Sembra forse paradossale ma in Italia esistono regioni che applicano tariffe molto diverse, per pazienti che si rivolgono alle residenze protette, in considerazione del tempo di assistenza erogata al paziente quale criterio di assistenza standard.

 

Indagando maggiormente, scopriamo che le tariffe delle residenze protette sono ripartite: la parte sanitaria a carico dell’ ASL, e la parte sociale, assistenziale ed alberghiera a carico dell’ utente.

Da questa precisazione, andiamo a considerare i famosi LEA (livelli di assistenza essenziali), dove la legislazione nazionale prevede una contribuzione del 50 per cento del loro costo (tariffa). Esistono, però, regioni che non rispettano la normativa nazionale, in quanto vi sono residenze protette che precisano solo l’ entità della contribuzione sanitaria (per giorno di permanenza), non specificando il totale dovuto la degenza giornaliera.

 

Nel nostro paese, si renderebbe idoneo specificare, per chi si rivolge alle residenze protette, una tariffa equa standard, considerando il panorama selvaggio delle tariffe che non rende possibile indicare livelli minimi, e massimi. Si rende, poi, necessario rispettare, da parte di tutte le regioni, della normativa nazionale, così che il paziente, o i suoi cari, possano fruire di un servizio idoneo, adeguato e rispettoso della volontà del legislatore.

L'Economia dalla parte dei consumatori.

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