Case Popolari: Chi Ne Ha Diritto, Cos’è ATER ed ERP

Cercando di definire cosa si intende con il termine case popolari, possiamo fare riferimento agli immobili di proprietà dello Stato, o di enti pubblici, i quali sono assegnati ai richiedenti che possiedono determinati requisiti. Tra i requisiti richiesti, in primis, troviamo i soggetti che si trovano in condizioni di difficoltà economica, i quali possono accedere ad una casa popolare a fronte del pagamento di un canone agevolato.

L’ accesso ad una casa popolare avviene sulla valutazione di requisiti specifici.

A fronte della condizione economica disagiata del richiedente, occorre non essere titolari di alcun diritto di proprietà su immobili, avere un basso reddito che verrà valutato con i criteri Isee. Criteri agevolativi di accesso sono l’ essere un genitore single con figli a carico, le giovani coppie, i soggetti senza fissa dimora, e trovarsi in una condizione di disabilità.

Accesso ad una casa popolare

L’ accesso ad una casa popolare inizia con una richiesta, o domanda di assegnazione da presentarsi al comune di residenza. Pur nella diversità delle formalità tra comune e comune, l’ ente pubblico fornisce al richiedente la modulistica da compilarsi, con la specifica dei documenti da presentare.

I termini d presentazione delle domande dipendono da appositi bandi che vengono aperti periodicamente.

La periodicità è, in via generale, quadriennale, ed il bando viene pubblicato sull’ albo notorio del comune dove il richiedente, ed i cittadini, possono avere accesso.

La fase di valutazione, una volta scaduti i termini, comporta la verifica dei requisiti da parte del richiedente, così come il bando richiede. Il comune utilizza una commissione di valutazione che redige una graduatoria, assegnando un punteggio ad ogni richiedente che abbia presentato domanda.

Come facile intuire, non tutti i richiedenti potranno avere accesso ad una casa popolare stante l’ esiguità delle case disponibili. Tuttavia, chi non avrà accesso alla casa popolare, entra in graduatoria, e rimarrà in attesa, con diritto di prelazione, per accedervi qualora una casa venga liberata, od il comune provveda costruire nuove abitazioni di tipo popolare.

Una volta ottenuta una casa popolare, sarà possibile acquistarla, secondo le normative comunali, con il riscatto a termini predefiniti, oppure acquistarla all’ asta, se il bando e le normative lo consentono.

Case Popolari: Chi Ne Ha Diritto, Cos'è ATER ed ERP

Programmi di edilizia popolare

A livello nazionale, l’ edilizia residenziale pubblica, ha una propria normativa a partire dalle legge n. 865 del 1971, dove l’ edilizia residenziale popolare viene definita come il complesso del patrimonio immobiliare realizzato dallo Stato, od enti pubblici per costruire case a costo contenuto per i cittadini meno abbienti.

L’ edilizia pubblica è solo quella a carico totale dello Stato, regioni, od altro ente pubblico. La stessa viene considerata opera pubblica, ed alle abitazioni realizzate si applicano procedure pubbliche per la realizzazioni, così come per l’ acquisizione delle aree interessate.

Esistono, a livello nazionale, e locale, programmi di edilizia in sovvenzione che sono realizzati con l’ intervento di enti pubblici differenti: troviamo il Cipe, il Cer (comitato edilizia residenziale), Iacp ed altri.

Contrapposta all’ edilizia popolare c’è anche l’ edilizia agevolata in convenzione; questa fa riferimento alle opere edilizie realizzate con l’ intervento del settore pubblico e privato, ed il fine principale è quello di contenere i tassi di interesse dei mutui.

In tale contesto, avremo tutti sentito parlare delle cooperative edilizie, così come di enti diversificati, e di aree espropriate per il fine principale della costruzione di abitazioni in edilizia agevolata.

La fase di costruzione deve rispettare dei piani specifici per l’ edilizia economica e popolare (a tal proposito ne esistono molteplici a livello nazionale), rispettando i criteri indicati dall’ articolo 51 della legge n. 865 del 1971.

Iacp, Ater, Erp

Gli Iacp sono istituti autonomi per le case popolare, qualificabili come enti pubblici di tipo non economico, sorti con il fine di realizzare interventi di edilizia residenziale per i soggetti meno abbienti, in riferimento al R.D. n. 1165 del 1938.

Questi enti hanno assorbito i patrimoni degli enti soppressi nel corso degli anni, divenendo titolari di tutte le posizioni attive e passive degli enti precedenti (ad esempio Gescal).

Gli Iacp hanno sede in ogni capoluogo di provincia, e sebbene ci troviamo in una fase del loro superamento, questi enti hanno competenza per l’ assegnazione degli alloggi nei comuni della provincia.

Il tanto discusso operare delle cooperative edilizie, d’ altra parte, ha trovato la sua giustificazione nella funzione sociale della cooperazione con fine di mutualità in assenza di speculazione così come vuole la Costituzione all’ articolo 45. Queste cooperative hanno assunto forma di società di persone, o di capitali, ed il codice civile agli articolo 2511 e seguenti, e 2636 e seguenti, disciplinano in modo puntuale la costituzione ed il funzionamento.

Dagli Iacp, enti pubblici sorti con lo scopo di realizzare e gestire l’ edilizia pubblica volta all’ assegnazione di abitazioni ai meno abbienti, si sta passando, in riferimento al Dpr n. 616 del 1977 ed alla legge n. 142 del 1990 agli ATER. La sigla ATER sta per azienda territoriale per l’ edilizia residenziale, sempre ente pubblico a livello regionale, presente a livello provinciale, con i fini propri degli Iacp.

Un’ ATER è un ente pubblico di natura economica, con propria personalità giuridica, autonomia imprenditoriale, patrimoniale, finanziaria e contabile. Gli stessi stanno, progressivamente, soppiantando gli Iacp acquisendone i propri patrimoni, e la titolarità di ogni situazione giuridica. L’ ATER opera nel settore edilizio di carattere sociale, occupandosi di programmazione, progettazione, realizzazione e gestione dell’ edilizia popolare ed agevolata.

Concludiamo ricordando come la sigla Erp rappresenti l’ edilizia residenziale pubblica.

Si fa riferimento ad un termine, o sigla, che raccoglie in sé tre tipologie di operazioni riferibili all’ edilizia. Infatti, alla stessa si fa riferimento per indicare l’ intervento della pubblica amministrazione, sia a livello locale, sia nazionale, per gestire, realizzare, promuovere moduli abitativi in proprietà, in locazione o in superficie.

Lo scopo dell’ edilizia residenziale pubblica fa, anche, riferimento al sistema di offerta abitativa pubblica quale complesso di alloggi sociali per soddisfare i bisogni delle classi sociali in situazione di svantaggio.

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