Quanto Guadagna un Perito Agrario: Formazione, Stipendio, Nuova Agricoltura

Con la riscoperta delle tradizioni portata in Italia da CoViD-19 e conseguente lockdown, molte professioni del passato stanno riemergendo e trovando il giusto lustro, senza più i pregiudizi a cui erano legate nei decenni scorsi. Dopo aver visto il percorso universitario e lo stipendio dell’agronomo, oggi scopriremo insieme il mestiere di perito agrario, comprendendone percorso di studi, conoscenze principali, attività e stipendio.

Una figura professionale tradizionale, ma che allo stesso tempo si coniuga perfettamente con l’innovazione tecnologica, rientrando di diritto nei consulenti aziendali, migliorando le procedure di produzione e abbracciando sempre le sfide della modernità. Occorre quindi capire, chi è, cosa fa, cosa studia e quanto guadagna un perito agrario?

Quanto Guadagna un Perito Agrario: Formazione, Stipendio, Nuova Agricoltura
Quanto Guadagna un Perito Agrario: Formazione, Stipendio, Nuova Agricoltura

Chi è e di cosa si occupa il perito agrario

Per perito agrario, si intende un professionista specializzato che svolge diverse attività nei comparti di agricoltura e zootecnia. Tecnico polivalente, il suo è un ruolo caratterizzato da mansioni trasversali che confluiscono nella consulenza aziendale, con l’obiettivo prioritario di modernizzare ed efficientare il lavoro delle imprese agricole.

Tra i principali compiti che può svolgere vi sono:

  • Consulenza per aziende agrarie, sulla parte fiscale, amministrativa e/o di rappresentanza, fino a gestirne le attività in delega
  • Gestione rotazione delle colture, metodo antico quanto efficace per non impoverire il suolo, migliorandone la fertilità
  • Controllo qualità, effettuando verifiche a campione sulle colture per stabilirne il livello qualitativo e dando consenso alla commercializzazione
  • Realizzazione piani catastali, gestendo e modificando la documentazione di terreni e immobili, specialmente per PMI
  • Definizione certificazione energetica degli immobili, rilasciando attestati di conformità su isolamento termico e consumo energetico dopo apposito sopralluogo
  • Organizzazione manutenzione dei parchi urbani, pianificando interventi sulle aree verdi pubbliche, tra cui soluzioni di disinfestazione non-invasive

In Italia la professione è disciplinata dalla Legge 434/1968, integrata poi dalla Legge 54/1991, mentre la formazione universitaria è regolata dal D.P.R. 328/2001. Suo fattore caratterizzante è la forte diversificazione degli sbocchi occupazionali, che permetterà di accedervi più facilmente per presidiare più punti della filiera agroalimentare.

Quali percorsi di studi per diventare perito agrario

Contrariamente ad altre professioni, per lavorare come perito agrario non è obbligatorio un titolo universitario ma sarà necessario, ai sensi dell’art. 2 della Legge 54/1991, un diploma di scuola superiore presso un istituto tecnico agrario, un percorso quinquennale professionale che fornirà le competenze necessarie a svolgere l’attività, approfondendo discipline fondamentali come:

  • Agronomia
  • Zootecnia
  • Chimica
  • Economia

Come avviene con altri diplomi professionali, al termine degli studi sarà necessario effettuare un tirocinio nello studio di un perito agrario abilitato o un dottore in Scienze Agrarie o Forestali, dalla durata biennale. Completato il tirocinio, si dovrà sostenere un Esame di Stato o d’abilitazione, che se superato con esito favorevole permetterà di esercitare la professione, previa iscrizione all’Albo dei Periti Agrari. Di conseguenza, si può entrare nel mondo del lavoro già a 21-22 anni.

Qualora invece si vogliano proseguire gli studi è possibile scegliere una facoltà universitaria, per cui il diploma sarà propedeutico sia per diventare perito agrario che per altre professioni affini, come l’agronomo. Tra le lauree disponibili negli atenei italiani vi sono:

  • Biotecnologie Agroalimentari e Industriali (L-2)
  • Scienze Forestali e Ambientali (L-25)
  • Scienze Naturali (L-32)
  • Scienze Geologiche (L-34)
  • Scienze delle Produzioni Animali (L-38)
  • Architettura del Paesaggio (LM-3)
  • Medicina Veterinaria (LM-42)
  • Scienze della Natura (LM-60)
  • Scienze e Tecnologie Agrarie (LM-69)

Una volta conseguita la laurea sarà necessario iscriversi al Collegio Nazionale Periti Agrari e Periti Agrari Laureati, secondo cui dal 2014 è obbligatorio frequentare formazione professionale continua, in sede o tramite FAD con:

  • Seminari
  • Eventi
  • Convegni
  • Corsi d’aggiornamento

Tali iniziative consentiranno di ricevere CFP, con un limite massimo di 120 in tre anni. Contravvenendo all’obbligo di formazione continua il Collegio potrà deliberare eventuali sanzioni e prendere i provvedimenti necessari.

Dove può lavorare il perito agrario

Nonostante il mercato del lavoro altamente settorializzato, il perito agrario sta vivendo in modo crescente un’importante diversificazione, che gli permetterà di trovare lavoro non solo in aziende agricole ma anche in realtà commerciali/produttive affini, tra tutte:

  • Imprese agroalimentari
  • Aziende vinicole
  • Società e associazioni fondiarie

Sul piano contrattuale, può essere un lavoratore dipendente o libero professionista con Partita IVA, svolgendo il ruolo di consulente sia da interno che esterno all’azienda.

Quanto guadagna un perito agrario

Sul lato economico, il compenso medio di un perito agrario in Italia è di circa 16.560 euro/anno netti, pari a 1.380 euro/mese e dai 15,00 ai 25,00 euro/ora. La retribuzione è -11% rispetto alla media nazionale (1.560 euro/mese netti). Tuttavia, tali cifre sono altamente variabili in base a esperienza e posizione contrattuale:

  • Stipendio Perito agrario dipendente stagista, dai 550,00 agli 840,00 euro/mese
  • Stipendio Perito agrario dipendente entro 5 anni d’esperienza, dai 950,00 ai 1.380 euro/mese
  • Stipendio Perito agrario dipendente con oltre 5 anni d’esperienza, dai 1.550 ai 1.900 euro/mese
  • Stipendio Perito agrario libero professionista entro 5 anni d’esperienza, dai 1.700 ai 2.200 euro/mese
  • Stipendio Perito agrario libero professionista con oltre 5 anni d’esperienza, dai 2.050 ai 2.700 euro mese

Un posizione di rispetto, ma mai come quella di alcuni colleghi all’estero, come in Svizzera, dove guadagnano l’equivalente dai 2.200 ai 3.100 euro/mese, o in Germania, con circa 2.600 euro/mese.

Risorse utili:

Quale legame tra perito agrario e agricoltura moderna

Sebbene quelle di agronomo e perito agrario siano professioni strettamente connesse a natura e tradizione, hanno in realtà una forte apertura verso le tecniche e tecnologie più moderne del settore, ma soprattutto sostenibili sul piano ambientale: è forte la connessione con l’agricoltura 4.0.

Agricoltura di precisione digitale, conosciuta anche con l’acronimo AP, che introdotta già dagli anni ’80 si avvale di strumenti come robotica, topografia, telerilevamento e sistemi gps, a cui si associano innovative tecnologie come:

  • Droni aerei o terrestri
  • Trattori intelligenti
  • Camere multispettrali o iperspettrali
  • Camere termiche
  • Radiometri
  • Sensori meteo-climatici
  • Sonde vegetazionali
  • Misuratori d’inquinamento atmosferico

A queste si associano numerose app professionali per monitorare, controllare e seguire la crescita. Il risultato finale sarà un consistente risparmio di tempo, energie, denaro e spazio.

Secondo stime 2019-2020 Economia-italia.com, in Italia sono più di 300 le tecnologie moderne adottate, di cui circa l’80% destinate alla fase di coltivazione, per un valore di circa 540,00 milioni di euro: da menzionare il settore dell’idroponica, che consente di portare avanti una o più colture o l’allevamento di pesci anche in ambienti inospitali e con un impatto ecologico ridotto; non si dimenticano poi le attività d’irrigazione, fertilizzazione e somministrazione di antiparassitari.

Tutto ciò in linea con gli obiettivi di Politica Agricola Comune dell’Unione Europea:

  • Produzione alimentare efficiente
  • Gestione sostenibile delle risorse naturali
  • Sviluppo territoriale equilibrato

Se fino a qualche anno fa in Italia era prerogativa solo di imprese di dimensioni maggiori a causa dei costi molto onerosi, oggi l’AP si apre progressivamente anche alle PMI, specialmente tra ditte individuali: resta però il problema della frammentazione territoriale, con le pesanti divergenze del tessuto agroalimentare tra nord e sud.

A conti fatti, la conoscenza delle nuove tecnologie e strumentazioni è fondamentale anche per il perito agrario, che si ritroverà a utilizzarle o a guidarne l’impiego, fornendo consulenza alle aziende del comparto che cercano metodi innovativi e dai costi ridotti per salvaguardare la loro produzione: alla costante ricerca di modernità ed efficienza, migliorerà la capacità di gestione ottimizzando energie, risorse e consumi.

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