Aprire una Ditta da Giardiniere o Cooperativa di Giardinaggio

Aprire una cooperativa per giardinieri oggi potrebbe essere un investimento vantaggioso, più di quello di aprire una ditta da giardiniere di tipo individuale, vediamo di capire il perchè.
Ai giorni nostri, le aree verdi, e l’ attenzione alla loro cura, sta assumendo sempre un’ attenzione maggiore, vuoi per fini ecologici, vuoi per un rinnovato interesse verso il verde (nel senso generico del termine), per la cura dei territorio, ed il benessere che può arrecare alla società.

Da questa premessa, si nota sempre più come l’ esigenza di avere con una preparazione professionale, per la cura del verde, sia sempre più sentita.

Se pensiamo al verde, parliamo di aree fiorite, giardini, cura dei balconi, terrazze, parchi etc. Il lavoro per tali nuove figure pare essere in crescita, ed in grado, con la dovuta preparazione e professionalità di offrire soddisfazioni personali, lavorative, ed economiche.

Ma come curare e lavorare nel verde?

 

Cura del paesaggio e progettazione

 

Progettare un’ area verde richiede delle mani da professionista.

Parliamo di professionisti, giardinieri sempre più richiesti, con un bagaglio conoscitivo di rilievo. Dobbiamo pensare a professionisti in grado di progettare aree verdi, giardini, come curarli, quanta luce, quali concimi etc. Ogni specie floreale, o semplicemente verde da giardino, richiede una sorta di progettazione vuoi per gli spazi, l’ esposizione, la manutenzione come poco fa detto.

Chiunque desideri aprire una ditta da giardiniere, o similare, deve considerare come la progettazione rappresenti il cuore dell’ attività: capire le esigenze del cliente, i gusti, l’ utilizzo ottimale dell’ ambiente con tutti i vincoli amministrativi e non presenti.

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Quando un giardiniere pensa alla manutenzione del verde, deve pensare ad una manutenzione competente, e specializzata. Oggi, non è più possibile usare improvvisazione, o tradizioni tramandate, anche se utili bagagli di supporto. Si rende necessario acquisire quella professionalità che può spaziare sia da una manutenzione ordinaria del verde, sia ad una straordinaria. Le attività connesse col verde sono molteplici: ad esempio una semplice concimazione, sapere affrontare come curare piante malate, saperle rimuoverle etc.

Aprire una Ditta da Giardiniere o Cooperativa per Giardinieri

Avviare una ditta da giardiniere

 

L’ avviamento di una ditta individuale da giardiniere, o comunque impegnata con la manutenzione e progettazione delle aree verdi, richiede alcuni passaggi tecnici, e non da considerare.

Come sopra accennato, giardinieri non ci si improvvisa, così come si rende necessario il rispetto della normativa di riferimento per l’ ambiente.

Al fine di acquisire le competenze professionali necessarie, esistono molti corsi di formazione, ma anche di perfezionamento, ed aggiornamento, utili per qualsiasi giardiniere.

Come ogni ditta, o cooperativa di professionisti, anche per avviare una ditta da giardiniere può essere utile trovare soci, o collaboratori che possano integrare, e supportare le nostre competenze.

La cura del verde, come sopra accennato, copre molteplici aspetti dai più semplici, ai più complessi, ed anche in tale settore esiste la concorrenza, motivo per cui le idee nuove, e di servizio al cliente, possono fare la differenza rispetto alle molteplici ditte già operative.

 

Senza voler entrare in tecnicismi normativi, rammentiamo brevemente alcune disposizioni normative da tenere in considerazione.

La legge 154/2016 ed il D. Lgs. 214/2005 sono dedicati alle attività di costruzione, sistemazione e manutenzione delle aree verdi, sia pubbliche, sia private.

L’attività di costruzione, sistemazione e manutenzione del verde pubblico o privato affidata a terzi può essere esercitata dagli iscritti al Registro ufficiale Produttori richiamando il D. Lgs. 214/2005, oppure da imprese agricole, artigiane, cooperative iscritte al Registro delle imprese, dopo avere conseguito un attestato di idoneità che certifichi l’acquisizione di competenze idonee per lavorare in tale settore.

 

Acquisire competenze da giardiniere

 

Per diventare un buon giardiniere, professionista per l’ appunto, esistono strade differenti.

 

La prima prevede l’acquisizione di una laurea attinente, come la botanica: parliamo di un percorso di studi quinquennale, ma permette di acquisire, davvero, molte conoscenze e competenze.

Esiste, poi, il percorso legato ai corsi di formazione e professionali, che variano da regione a regione. A livello generale, un buon corso di giardinaggio può costare attorno ad Eur 600,00 ed un impegno biennale.

Infine ci sono dei corsi che vengono offerti gratuitamente dalle regioni, ma come dicevamo prima , la cosa si differenzia tra regione e regione, quindi dovrete informarvi presso il Vostro centro per l’impiego.

Ma cosa deve sapere fare un giardiniere, come base di partenza?

 

Sicuramente un buon giardiniere non deve solo saper potare ulivi, potare piante ornamentali, tagliare le erbacce, ma deve anche sapere progettare aree verdi, come detto, costruire le stesse, curarne la manutenzione, ed avere competenze per il rinnovo ed il restyling dei giardini.

Si rendono necessarie competenze su come preparare il suolo, il saper potare, controllare le piante, predisporre sistemi di irrigazione etc.

 

Dovendo il giardiniere vendere sia un servizio professionale, sia un prodotto finito, è indispensabile comprendere le esigenze del proprio cliente, cercando di soddisfare al meglio le sue aspettative, diventando un’ artista del verde.

 

Dettagli tecnici

 

Ma è meglio una ditta individuale, una cooperativa, una società per esercitare l’ attività di giardiniere?

Le scelte possono essere molteplici. Rammentiamo alcuni dettagli tecnici.

 

Prima di iniziare la propria attività come giardiniere, è bene avere uno schema di quale tipo di attività si vuole iniziare, se sono necessari soci, o meno, il capitale di partenza, e considerare obblighi fiscali ed amministrativi. Questi i principali punti da considerare.

 

In ogni provincia esistono le Camere di Commercio che offrono servizi dedicati alle nuove aziende, agli adempimenti che è necessario soddisfare, e ovviamente offrire una consulenza di base, consulenze che si possono avere anche a pagamento, presso un commercialista privato.

La necessità di acquisire informazioni, per i suddetti punti, è fondamentale al fine di iniziare serenamente la propria attività come giardiniere.

 

A livello amministrativo, basilari sono l’ apertura della partita IVA, e l’ apertura delle posizioni Inps ed Inail.

A livello fiscale, ogni informazione utile può essere reperita dall’ Agenzia delle Entrate competente per territorio, dal commercialista, e comunque dalle Camere di Commercio.

 

Quando parliamo di giardiniere, parliamo di un soggetto che sappia, come già detto, progettare, creare paesaggi, essere vivaista (produzione di piante all’ aria aperta, o in serre). Ecco perché è importante capire se avere soci, o meno, e se avere del personale a supporto per trattare diverse aree operative.

Quanti soldi servono per aprire una ditta da giardiniere?

Nelle spese di avvio dell’attività di giardiniere, fondamentale è avere a disposizione un mezzo idoneo al trasporto di materiale, e/o attrezzature. Una  stima, grossolana, può prevedere un costo di circa  10.000 / 15.000 euro

Questo per iniziare, in quanto all’inizio non servono grandi macchinari. Si può per esempio iniziare a fare delle semplici potature di alberi o siepi e fare pulizie di giardini, parchi, campi.

Per fare questo non servono grandi risorse, si può usare anche la propria auto privata, per poi passare ad un’auto furgonata 2 posti di seconda mano che si possono trovare facilmente dai 2-3.000 euro in sù.

L’unico macchinario indispensabile in questi casi, è un frullino per tagliare l’erba e uno di discreta fattura può costare 3-400 euro

Quindi i normali attrezzi da giardiniere basilari: varie forbici per potare, pala, zappa, carretta, rastrello, vestiti adatti, scarpe antinfortunistiche e guanti da giardinaggio ( sui quali consigliamo di non guardare al risparmio ma alla qualità) .

Una prima spesa per questi attrezzi base può limitarsi ai 1.000 euro, se poi invece si vuole ancora più risparmiare, allora ci si può rivolgere al mercato dell’usato, particolarmente attivo quando si parla di attrezzatura da giardinaggio di seconda mano.

 

A tal fine, si può valutare se esiste la possibilità con le Camere di Commercio, se esistano linee di finanziamento a cui sia possibile attingere, magari sfruttando agevolazioni in essere.

 

 

Ma chi saranno i nostri clienti?

 

Un giardiniere, così come la figura professionale si è evoluta oggi, può fornire i propri servizi a differenti categorie: privati, associazioni, pubbliche amministrazioni, associazioni sportive etc.

Le possibilità di trovare clienti sono molteplici, ed a tal fine si raccomanda di elaborare una strategia di marketing di base, magari sfruttando le potenzialità della pubblicità sui social network.

Cercate clienti da fidelizzare.

Quello del giardiniere è un lavoro stagionale. Si possono avere 3 o 4 mesi in cui il lavoro manca quasi del tutto, ma a Voi serviranno comunque dei soldi per vivere.

Per questo fare dei contratti di pulizia di grandi parchi privati o pubblici è vitale per la Vostra azienda, sia grande che piccola.

Un parco viene usato quasi tutto l’anno, avendo 3 o 4 parchi da pulire 1 volta al mese, pulizia che vi prenderà 2 o 3 giorni al mese, ecco che avrete 15 giorni di lavoro assicurato ogni mese anche in inverno.

Anche tagliare il prato della casa della signora 1 volta all’anno, se pure un lavoro di 1 solo giorno, conviene tenerselo stretto e fidelizzare il cliente: ogni anno quel cliente ci chiamerà a tagliare l’erbaccia, almeno 1 o 2 volte all’anno.

 

Ultimo punto. Ma quanto può guadagnare un giardiniere?

Da dati statistici, rivenienti da Internet, si stima che un buon giardiniere possa raggiungere uno stipendio di circa Eur 35000,00 su base annua. A livello di paga oraria, siamo attorno ad Eur 18,00.

Le cifre non sono niente male, anche se poi esistono forti differenze per aree geografiche, tipologie dei lavori da porre in essere, competenze professionali etc.

Collaboratore di Economia Italia dal 2012, scrive di economia, finanza e politica dal 2007. Diplomato in ragioneria, è pubblicista e operatore turistico, ha frequentato la Facoltà di Economia e Commercio e il Dipartimento di Lettere, lingue, letterature , civiltà antiche e moderne, presso l'Università degli Studi di Perugia.

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