Broker Finanziario: chi è, cosa fa e come diventarlo

Quello dell’intermediario finanziario o broker finanziario è uno dei lavori più ambiti ma al tempo stesso delicati in circolazione, poiché il fattore economico è ormai di prioritaria importanza anche nella vita di tutti i giorni. Sostanzialmente, un esperto di finanza che opera su vari mercati e asset nazionali e internazionali.

Malgrado gli svariati film statunitensi, che dagli anni ’80 mostrano esperti di marketing guadagnare milioni di dollari in tempi brevi, non tutti sono a conoscenza di questa figura professionale e di ciò che fa nel dettaglio, né come vi si può diventare, a causa della poca chiarezza dell’informazione in merito. C’è quindi da chiedersi, chi è il broker finanziario? Figura da non confondersi con una società di broker, che praticamente svolge le stesse mansioni .

Chi è l’intermediario finanziario e cosa fa?

Parlando di broker finanziario o intermediario finanziario, si intende un professionista esperto di mercati finanziari che opera su questi acquistando e vendendo titoli per conto terzi, che gli affidano i loro investimenti. Dagli anni 2000 è principalmente conosciuto col termine anglofono broker, può agire con libera professione o costituirsi come impresa giuridica. E’ uno dei mestieri più specializzati e delicati dell’attuale mercato del lavoro.

Rientrando nella categoria dei consulenti finanziari, si differenzia largamente dal broker assicurativo: mentre quest’ultimo si occupa di mediare tra clienti e compagnie assicurative, quello finanziario offre ai suoi assistiti soluzioni per creare vantaggi economici.

La sua attività si divide principalmente in 2 funzioni:

  • Individuare le necessità del cliente, conoscendone nel dettaglio profilo di rischio, operatività e obiettivi di crescita su breve, medio o lungo periodo
  • Conoscere i mercati in modo approfondito, selezionando asset e prodotti in funzione delle caratteristiche finanziarie del cliente

Nella sua attività, legata sempre più negli anni al trading online, ogni ricavo sarà direttamente proporzionale al rischio d’investimento: maggiore sarà il pericolo di perdita, maggiori saranno i profitti in caso di esito favorevole.

Regolata da Consob, in Italia la figura dell’intermediario finanziario è disciplinata dagli ex-artt. 106 e 107 del Testo Unico Bancario (d.l. 385/1993) con revisione del d.l. 141/2010, attuativo alla Normativa 48/2008/CE, che ne dispone stringenti controlli sull’accesso ai mercati e sull’assetto proprietario.

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Broker Finanziario: chi è, cosa fa e come diventarlo

Come è strutturato il lavoro del broker?

Incentrato principalmente su gestione e investimento di capitali, l’intermediario finanziario può offrire i suoi servizi sia a investitori privati che a PMI e grandi aziende. La sua attività è differente dalla mediazione, è al contrario frutto di scelte finanziarie professionali, con l’obiettivo di creare e far maturare un introito.

Fornendo il servizio al cliente, si adatta alle sue necessità lavorando in team con altri omologhi quando necessario, occupandosi di preparazione e finalizzazione della documentazione di vendita e acquisto, mostrando quindi approfondita conoscenza di elementi legislativi e burocratici nazionali ed esteri.

Alle buone capacità di gestione portafogli e attività finanziarie affini, la professione di broker finanziario richiede un forte spirito d’investimento e coraggio, agendo però sempre con giudizio su strategie sia a breve che a lungo termine. Dovrà poi aggiornarsi continuamente per comprendere le tendenze di mercato e prevenire frequenti quanto improvvise oscillazioni, specialmente davanti a variabili che vi influiscano consistentemente.

Come diventare broker finanziario?

Al fine di soddisfare al meglio richieste e aspettative della clientela, il professionista deve innanzitutto possedere 2 tipologie di requisiti:

  • Professionali, conoscendo tutte le dinamiche dei mercati finanziari e del trading, con modalità di funzionamento, sviluppi sul medio-lungo termine e punti di forza e debolezza dei vari asset
  • Personali: mostrando doti di problem solving e gestione emergenze durante ogni transazione, sapendo intervenire con sangue freddo e calma anche in eventuali situazioni di pericolo, consigliando all’assistito soluzioni ideali al suo profilo dissuadendolo da potenziali decisioni rischiose

Preparazione accademica

A livello accademico, non esiste un vero e proprio titolo di studio/laurea per diventare broker finanziario, sebbene esistano dei percorsi universitari che preparino al meglio il futuro professionista, come ad esempio:

  • Economia Aziendale e Management, per conoscere le basi di finanza nella gestione d’azienda
  • Giurisprudenza o Scienze Politiche, per conoscere le basi di diritto e riferimenti legislativi
  • Master in Finanza o Business Administration, percorso post-laurea con qualifica professionalizzante

Frequentando tali percorsi accademici, i maggiori esami preparatori alla professione saranno:

  • Statistica
  • Matematica finanziaria
  • Informatica
  • Politica economica
  • Economia delle imprese
  • Macroeconomia
  • Diritto privato e pubblico
  • Diritto commerciale
  • Diritto amministrativo
  • Diritto dell’Unione Europea
  • Diritto internazionale

Ciò non esclude tuttavia che si possa avere un semplice diploma di maturità o una laurea non attinente a discipline economico-finanziarie per poter esercitare la professione.

Preparazione alternativa

Davanti alla crescente importanza del mestiere negli anni, pur senza titolo accademico per diventare broker finanziario sono disponibili anche in Italia numerose scuole dedicate, con formazione teorica e pratica specifica anche per principianti.

Al contrario dell’università non vi sono lezioni individuali e/o gratuite, vi saranno bensì classi altamente frequentate per corsi dalla durata di alcune settimane, con costi che vanno dai 1.000 ai 3.000 euro a seconda del livello di specializzazione. Disponibile anche online, tale formazione può essere offerta anche da atenei privati. Uno degli enti più importanti è l’IFA (Indipendent Financial Advisor). Sempre importante informarsi sui docenti, che dovranno essere persone esperte nel mestiere.

In alternativa, per conoscere almeno le basi del trading è sempre possibile studiare da autodidatta, consultando manuali e guide di settore, acquistandone quando necessario, o sperimentando con i conti demo delle varie piattaforme, per mettere in pratica le strategie apprese e cambiare tattiche qualora non si abbiano i risultati sperati. Fondamentale infine studiare dinamiche di mercato e casi storici di titoli e asset d’interesse.

Competenze personali

Oltre ad un’accurata preparazione accademica, cruciale sarà una serie di soft skill come:

  • Elevata flessibilità
  • Problem solving
  • Gestione stress
  • Capacità gestionale e organizzativa
  • Capacità di negoziazione
  • Ottima comunicazione

Ciò che contraddistingue il professionista è inoltre un elevato livello di trasparenza verso gli assistiti, informandoli e tenendoli costantemente aggiornati su ogni mossa, investimento appetibile o cambio di programma. Essendo l’attività prevalentemente online, imprescindibili saranno poi approfondite competenze informatiche, specialmente inerenti al pacchetto Office e a elevati volumi di e-mail.

Riconoscimento e licenza

Per essere ufficialmente riconosciuti, la normativa di riferimento nazionale prevede iscrizione obbligatoria all’Albo dei broker, possibile previo superamento di Esame di Stato scritto e orale annualmente tenuto. A questo si associano i requisiti d’onorabilità previsti dal d.m. 472/1998 del MEF (modificato poi col d.m. 140/2010), con assenza di situazioni impeditive o comportamenti illeciti che comporterebbero la sospensione dall’Albo.

Come nel resto d’Europa, anche in Italia competenze e meriti acquisiti non sono sufficienti da soli per diventare broker finanziari, in quanto si richiede un’apposita licenza: sarà necessario superare una prova di valutazione con delibera della Consob, ente di vigilanza che regolamenta la professione sul piano nazionale, o entrare in possesso di licenza dell’autorità di vigilanza cipriota CySEC. Solo così si potrà operare in modo trasparente senza incorrere in sanzioni penali.

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Quanti tipi di broker finanziari esistono?

Parlando di intermediario finanziario, occorre ricordare che non esiste una sola tipologia bensì vi sono più categorie in funzione degli ambiti lavorativi e, quindi, degli asset di riferimento.

Broker Forex

Il più comune degli intermediari, il broker Forex (contrazione di Foreign Exchange) acquista e rivende i titoli del cliente con operatività 24/7 sui mercati internazionali. Incentrato principalmente sullo scambio di valute, investe anche su ogni tipo di azione in modo continuo e dinamico. Data la complessità, spesso il ruolo può essere ricoperto da più operatori, offrendo agevolazioni per creare portafogli versatili in base alle esigenze d’investimento.

Broker azionario

Come il nome lascia intuire, il broker azionario opera esclusivamente sul mercato delle azioni, facendo da tramite tra clienti/investitori e società che vi si collocano. Così facendo, i titoli azionari vengono acquistati e venduti per realizzare un profitto in base alla strategia prefissata dal cliente.

Broker obbligazionario

Figura dedicata specialmente a investitori dalla minore propensione al rischio, il broker obbligazionario opera nel mercato delle obbligazioni pubbliche e societarie, contando quindi Titoli di Stato ed emissioni da parte di grandi aziende. Il ruolo è spesso incluso nella contrattazione di altri asset.

Broker globale

Chiamato anche full service, il broker globale opera completamente su più asset anche contemporaneamente, come Forex, azionario, obbligazionario, ETF o delle opzioni (tra tutte, i Futures). Nel farlo, segue l’investitore anche nelle fasi di pianificazione e gestione con pronta comunicazione, offrendo consulenza fiscale e/o giuridica. All’occorrenza, può aiutare a strutturare un piano pensionistico individuale. Ruolo estremamente complesso, può essere ricoperto da intermediari in società e avere costi maggiori rispetto alle altre categorie.

Broker a bassa commissione

Chiamato anche discount, il broker a bassa commissione offre soluzioni essenziali prive di funzionalità aggiuntive, è perciò dedicato a investitori che non necessitano di servizi accessori. Nella sua attività d’acquisto e vendita non sono compresi consigli e strategie, mentre gli oneri fiscali e giuridici di eventuali profitti saranno responsabilità del cliente.

Quale carriera per il broker finanziario?

Una volta ottenuta regolare licenza, sarà possibile iniziare a operare come intermediario per conto terzi, mostrando da subito professionalità mettendo in pratica tutto ciò che si è imparato nell’esperienza formativa. Sarà possibile:

  • Lavorare come trader autonomo, gestendo la propria schiera di assistiti e relativi portafogli
  • Costituire una società, collaborando assieme ad altri professionisti affini

In alternativa, si può optare per il lavoro dipendente, partendo dal praticantato in un istituto di credito o in una società d’intermediazione, nel quale si potrà essere affidati a diversi clienti nel corso del tempo, per maturare esperienza e perfezionarsi, qualora si voglia, anche come broker globali.

Quanto guadagna un broker finanziario?

La professione di intermediario finanziario è spesso associata ad un profilo personale ambizioso e risoluto. Questo perchè, davanti a costante impegno e studio, si può vivere un’imponente crescita umana ed economica basata su 4 elementi complementari:

  • Esperienza, crescendo professionalmente e servendo più assistiti nel tempo, creando una fama lavorando anche su un’attività di personal branding quando possibile
  • Preparazione, per offrire soluzioni sempre più efficienti e portare la clientela a dare feedback positivi
  • Portafoglio, con l’effettivo ricavo che sarà direttamente proporzionale alla sua grandezza, in crescita continua con la propria fama
  • Inquadramento lavorativo, con stipendi fissi dei dipendenti delle società nettamente inferiori a quelli raggiungibili dai liberi professionisti

Si può quindi asserire che il compenso di un professionista sia altamente variabile da caso a caso, con una cifra media di 10.000 euro mensili, che può raggiungere i 25.000 in caso di lunghe carriere ed elevati livelli di studio e preparazione. In altri casi, specialmente di giovani consulenti dipendenti e soggetti a condizioni lavorative non sempre favorevoli, i compensi possono partire da 4.000 euro/mese restando però inferiori ai 10.000.

Come vive l’intermediario finanziario?

Sin dagli anni ’80, il cinema statunitense ha mostrato numerosi esempi di uomini di successo, in grado di creare rendite di milioni di dollari nel giro di poco tempo grazie a ingegno, astuzia ma anche fortuna. Basti pensare a Michael Douglas in Wall Street e nel relativo seguito Il Denaro non Dorme Mai, Leonardo di Caprio nei panni di Jordan Belfort in The Wolf of Wall Street o Eddie Murphy e Dan Aykroyd che dopo tante disavventure si ritrovano ricchi in Una Poltrona per Due.

Spesso mostrati con accezioni negative e contornati da grandi ricchezze e successi, gli esempi cinematografici non rispecchiano la reale vita del broker finanziario, complice anche la mancanza d’informazione e chiarezza che fino a diversi anni fa ha colpito tale figura professionale.

Con le epoche che cambiano anche il suo mestiere si è evoluto particolarmente, non solo nell’accessibilità ma anche nello stile di vita: se negli anni ’80 il broker era quello sempre presente fisicamente in borsa per seguire le contrattazioni e cogliere i momenti migliori, con l’avvento del trading online e ancor più con lo smart working può svolgere questa attività ovunque si trovi, semplicemente con un computer o uno smartphone.

A conti fatti, nonostante gli strumenti informatici semplifichino le procedure e riducano i tempi, il lavoro dell’intermediario richiede competenze e conoscenze forse superiori rispetto al passato, poiché solo aggiornamento continuo e attente analisi gli permettono di anticipare gli andamenti di mercato e soddisfare le necessità del cliente. In tutto questo, un elemento sempre presente e da non sottovalutare è una quantità di stress non indifferente.

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