Blue Origin: il Sogno dello Spazio di Jeff Bezos

Dal 2000 Jeff Bezos ha un grande sogno, quello di portare in un futuro prossimo le persone a fare viaggi turistici nello spazio e infine farle vivere fuori dal pianeta Terra. Una missione che coltiva attraverso Blue Origin, un’azienda che costruisce razzi spaziali e che da anni sperimenta nuovi modi per conquistare le atmosfere extra-terrestri.

Sebbene Blue Origin non sia ancora quotata sul mercato, investimenti e sviluppi continuano senza sosta e nella seconda metà 2021 si torna a parlarne, grazie alla notizia di un volo inaugurale previsto per il 20 luglio, a cui parteciperà Bezos stesso. Forse i tempi per i viaggi interstellari non sono ancora maturi, ma occorre chiedersi, cos’è Blue Origin e cosa sogna davvero Bezos?

Cos’è e cosa fa Blue Origin?

Società d’ingegneria aerospaziale fondata nel 2000 a Kent, Washington, Blue Origin produce velivoli spaziali e fornisce soluzioni per voli sub-orbitali, sfruttando razzi vettori e strumenti completamente riutilizzabili: oltre che futuristica e vicina alla fantascienza, la sua è una visione fortemente eco-sostenibile e mirata alla salvaguardia del pianeta.

E’ fondata da Jeff Bezos, amministratore Amazon ( NASDAQ: AMZN ) , che ne è proprietario e direttore e secondo Forbes uomo più ricco al mondo con patrimonio di 187,5 miliardi di dollari. Bezos ha avuto l’idea di Blue Origin dopo aver visto il film Cielo di Ottobre. Tuttavia, dal 2003 al 2017 è stata guidata dall’ingegnere aerospaziale Rob Meyerson.

Il suo motto è Gradatim ferociter, che in latino significa Passo dopo passo ferocemente, frase che ha un particolare significato intrinseco: ogni progetto si sviluppa lentamente a fasi ognuna strettamente legata alla precedente, fattore che lascia intuire evoluzioni sul lungo periodo.

Se i programmi spaziali di Blue Origin erano inizialmente futuristici, con l’idea di sviluppare entro il 2010 soluzioni di turismo spaziale sub-orbitale con brevi viaggi settimanali, dal 2014 rivede più realisticamente i progetti entrando nel business dei motori a razzo per voli orbitali fornendo i suoi mezzi alla United Launch Alliance, principale operatore statunitense dei sistemi di lancio. Obiettivo di Bezos sarà avviare programmi di ricognizione ed esplorazione con o senza equipaggio, e infine campagne turistiche.

Blue Origin: il Sogno dello Spazio di Jeff Bezos
Immagine sopra: Jeff Bezos che spiega il funzionamento della navicella Blue Origin

Quali obiettivi si prefigge Blue Origin e quali tecnologie usa?

Sebbene la maggior parte dei suoi progetti sia stata tenuta segreta per quasi 20 anni, l’obiettivo di Blue Origin è di sviluppare modalità per intraprendere viaggi turistici e d’esplorazione spaziale attraverso nuovi velivoli recuperabili e riutilizzabili.

Il primo test di volo, a bassa quota, è stato quello del velivolo Charon, così chiamato in omaggio alla luna di Plutone: alimentato da 4 motori a reazione verticali Rolls-Royce Viper Mk.301 anziché razzi, il 5 marzo 2005 ha effettuato un volo da Moses Lake, Washington, raggiungendo 96,3 metri d’altezza prima di tornare vicino al punto di decollo. Dal 2016 Charon è esposto al Museum of Flight di Seattle.

I successivi test vengono effettuati col velivolo a razzo potenziato Goddard, chiamato in onore dell’ingegnere Robert Goddard, lanciato per la prima volta il 13 novembre 2006 dal sito di Corn Ranch, Texas, raggiungendo 85 metri d’altezza per poi atterrare dopo 25 secondi; a questo seguono altri due voli il 22 marzo e il 19 aprile 2007.

Goddard è il primo prototipo di sviluppo del New Shepard, principale progetto di Blue Origin, un lanciatore sub-orbitale riutilizzabile alto 18 metri, con motore a razzo BE-3 a idrogeno e ossigeno liquidi e spinta da 490 kN. Così chiamato in omaggio all’astronauta Alan Shepard, il New Shepard è stato sviluppato dal 2010 al 2015, con primo volo senza equipaggio il 29 aprile 2015, in cui ha raggiunto l’altezza di 100,5 km eseguendo con successo l’atterraggio verticale. E’ stato costruito a Culberson County, Texas.

Ultimo velivolo sviluppato in ordine di tempo è il New Glenn, un razzo orbitale alto 57,5 metri, alimentato da 7 motori BE-4 a metano e ossigeno liquido, composto da tre stadi di cui il primo riutilizzabile, il secondo sacrificabile e il terzo opzionale. Il lancio inaugurale è programmato per la seconda metà 2022 dal celebre Cape Canaveral Launch Complex 36.

Al momento dell’annuncio di New Glenn, nel 2016, Bezos ha dichiarato lo sviluppo di un nuovo progetto chiamato New Armstrong, in omaggio all’astronauta Neil Armstrong, senza però fornire altri dettagli.

Dal 2016 Blue Origin porta avanti anche la missione Blue Moon, basata sull’esplorazione lunare con conclusione prevista per il 2024. Suo è il lander omonimo, rivelato pubblicamente per la prima volta a marzo 2017: è un veicolo di medie dimensioni alimentato a idrogeno e con sistema elettrico a pile a combustibile, per trasportare l’equipaggio durante le esplorazioni.

Tutti i razzi Blue Origin hanno il sistema di sicurezza LAS (Launch Abort System), per distaccare la capsula di pilotaggio in caso di incidenti in fase di lancio. Il LAS ha attirato l’attenzione della Nasa che, a maggio 2020, inserisce Blue Origin nel programma Artemis assieme a SpaceX e Dynetics.

Qual è la posizione di mercato di Blue Origin?

Blue Origin ha un fatturato di circa 977 milioni di dollari e conta oltre 3.500 dipendenti. Tra i principali finanziatori vi sono Bezos stesso, che oltre all’investimento personale di 500 milioni di dollari vi destina un ulteriore miliardo proveniente dalla vendita annuale di azioni Amazon, la Nasa, che ha offerto un totale di 35,7 milioni di dollari, e la USAF, da cui ha ottenuto 181 milioni in un programma da 500 milioni fino al 2024.

E’ diretta competitor di SpaceX, fondata nel 2002 da Elon Musk, e di Virgin Galactic, compagnia aerospaziale fondata nel 2004 dal magnate Richard Branson, che l’11 luglio 2021 ha effettuato il suo primo viaggio sub-orbitale. 

Annunciato a maggio, il primo volo di Blue Origin avverrà il 20 luglio 2021 dal sito di lancio vicino Van Horn, Texas, e durerà dai 10 ai 15 minuti: a bordo del New Shepard e con l’obiettivo di superare la Linea di Karman a 62 miglia d’altitudine, vi saranno Jeff Bezos, suo fratello Mark e l’aviatrice 82enne Wally Funk, che il 12 giugno si è aggiudicata il biglietto all’asta per 28 milioni di dollari (la base d’asta era di 1,4 milioni e vi erano oltre 5.200 partecipanti).

I proventi della campagna verranno destinati alla fondazione Club for the Future, lanciata nel 2019 da Blue Origin per promuovere gli studi in materie STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) tra le future generazioni.

Il 5 luglio 2021 Jeff Bezos lascia la carica di amministratore in Amazon, cedendo il posto a Andy Jassy con l’obiettivo di finanziare nuovamente la sua azienda aerospaziale: secondo la Securities & Exchange Commission statunitense, a maggio 2021 ha venduto circa 739.000 azioni Amazon per un valore di oltre 2,5 miliardi di dollari. Tuttavia, Blue Origin non è ancora quotata sul mercato azionario, ma siamo certi che le azioni Blue Origin avranno un grande successo quando verrà lanciata la IPO.

Gli obiettivi di Blue Origin sono realizzabili?

Esaminando nel dettaglio i suoi progetti, si può comprendere quanto Blue Origin abbia programmi altamente ambiziosi sull’esplorazione spaziale, aiutati da un piano finanziario eccellente che mira a ridurre i costi e implementare la componente sicurezza. Nonostante l’evoluzione dei viaggi extra-terrestri sia veloce, potrebbe però non essere ancora il momento giusto per riuscire a realizzare i suoi progetti.

A conti fatti, con un valore attuale di 350 miliardi di dollari, l’industria aerospaziale da’ ancora poco spazio a tali ambizioni: queste, in modo notevolmente ridimensionato, potrebbero essere rivolte solo a uomini di business o soggetti dalle grandi risorse finanziarie. Ciò renderebbe i progetti di Bezos solo parzialmente realizzabili, poiché la sua visione futuristica sarà più simile a sceneggiature fantascientifiche e non ancora applicabile alla realtà.

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