Ponte sullo Stretto di Messina: Costo Del Progetto e Ultime Novità 2020

Conviene fare un Ponte sullo stretto di Messina? Quanto costerebbe? Quanti progetti sono stati fatti sinora? Quasi 4 miliardi di euro investimento, un Ponte a campata unica di 3,5 chilometri: con la campata unica più lunga del mondo, ma sarà sicuro? Sarà conveniente e sarà solo un costo, oppure ci si potranno ricavare dei soldi dal passaggio di treni, auto, camion, motociclette?
Conte il 3 Giugno 2020 ha detto che vorrebbe riprendere il progetto e la costruzione di questo Ponte.

Gli antichi romani furono gli unici a fare un Ponte sullo Stretto di Messina, lo fecero di barche di legno. Renzi disse che voleva fare un Ponte sullo Stretto, Berlusconi prima di Lui ed altre decine – forse centinaia – di politici italiani ne hanno parlato. Un’opera immensa, che costerebbe circa 4 miliardi di euro, che ci vorrebbero decine di anni da completare, un’opera sontuosa, probabilmente stupenda per l’ingegno umano, ma sarà utile? 

C’è anche da sottolineare che se non lo costruiamo dobbiamo pagare 300 milioni di euro di penale, perchè il Governo Berlusconi fece tutto l’iter per costruirlo ed ormai le imprese sono costituite.

Sicuramente ai siciliani sì, questo è fuori di dubbio, ma se é vero che l’investimento in opere pubbliche aiuta un’economia, siamo sicuri che questo Ponte sullo Stretto di Messina non diventi un’altra Salerno – Reggio Calabria?

Siamo sicuri che non ci siano altri modi per investire soldi pubblici?

Quanti lavoratori potrebbe assorbire un progetto del genere?

Sono tutti dubbi leciti , ma quello che abbiamo di sicuro, é la lista dei progetti che si sono fatti fino ad ora.
PROGETTI COSTOSISSIMI, perché di solito sfugge un fatto molto importante: fare un progetto per il Ponte di Messina ( pure se il ponte non si farà mai) é una cosa costosissima, che può far la fortuna di uno studio di architetto e di tutti i suoi associati, si parla di milioni e milioni di euro, non di bazzecole.

Ponte sullo Stretto di Messina: Novità Dei Progetti di Oggi e di Ieri
Il Ponte sullo Stretto di Messina era una idea fissa di Berlusconi
che qui vediamo mentre presenta il suo progetto in Tv da Vespa.

PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA: ULTIMI PROGETTI E COSTI

Il ponte sullo stretto di Messina rappresenta un’ opera controversa, discutibile, forse utile, ma ad oggi non ancora realizzata nonostante le molteplici promesse politiche fatte negli anni.

Ma in cosa consiste questa opera, che vantaggi porterebbe, ci sono aggiornamenti sul progetto?

Proviamo a fare un sunto della situazione.

ponte sullo stretto costi e progetto

Il ponte sullo stretto di Messina

Opera come detto controversa, dai costi esorbitanti, avveniristica, ed ancora sulla carta.

Il progetto originario (di alta valenza ingegneristica), e le successive modifiche, descrivevano un’ opera utile per realizzare un attraversamento stradale e ferroviario tra la Calabria e la Sicilia, realizzando così un collegamento che “sorvola” il mare che divide le due sponde, per circa 3300 metri, in un ponte sospeso tra i più lunghi del mondo.

Già dal 2013 la società concessionaria, in liquidazione (parliamo di Stretto di Messina spa), aveva elaborato negli anni anni (progetto del 1981) uno schema di progettazione fattibile. Nel 2005, a seguito della vincita dell’ appalto da parte di Eurolink scpa, sembrava dovessero cominciare i lavori, ma una serie di integrazioni successive hanno arenato i lavori. Nella complessità burocratica dei lavori, ricordiamo come la società Eurolink, aggiudicataria del progetto preliminare, non avrebbe dovuto attendere la definitiva approvazione di inizio lavori del cantiere: l’ opera era stata aggiudicata sul preliminare.

Dal punto di vista dello Stato italiano, ricordiamo come avesse avuto a disposizione 540 giorni (dalla presentazione del progetto) per reperire i fondi, e dare l’ avvio ai lavori con il perfezionamento dei finanziamenti. Tralasciando i numerosi strascichi burocratici, finiti poi in procedimenti giudiziari, ricordiamo come anche la Corte di Cassazione abbia ritenuto perfettamente valido, ed operativo, l’ accordo tra Eurolink e la società Stretto di Messina spa.

Il progetto, ed i lavori, con le precisazioni successive rimane nel fattibile, oggetto di propaganda politica, ma ad oggi con lavori non avviati.

Aspetti positivi di un Ponte sullo Stretto di Messina

L’ idea di collegamento tra la penisola, e la Sicilia, è un progetto spesso ventilato nel corso della storia italiana. Dall’ epoca romana, fino a giorni più recenti, il collegamento con un punto ha stuzzicato spesso la fantasia dei nostri governanti che vedono nel ponte un progetto di modernizzazione del nostro paese, specie per le infrastrutture nazionali.

Lo stretto di Messina è uno spazio marino con forma ad imbuto, che collega il Mar Tirreno ed il Mar Ionio. Lo stretto ha un’ ampiezza di 16 km all’ incirca (nel punto massimo), per restringersi fino a 3 km (nel punto minimo). Ricordiamo come il fondale sottostante Messina è stato oggetto di gravi eventi sismici a causa di movimento delle faglie sottomarine.

Il progetto preliminare del ponte di Messina stabiliva la realizzazione di un collegamento stabile tra Cannitello in Calabria, e Ganzirri in Sicilia per mezzo di un ponte sospeso con due corsie stradali, ed una di emergenza (per ogni senso di marcia), e due binari dedicati al traffico ferroviario. La lunghezza del ponte era stimata (impalcatura sospesa) in 3,66 km, con una campata unica di 3,3 km. La parte di impalcatura era prevista in cavi di acciaio sospeso (4 cavi) con un diametro di 1,24 mt e lungo 5300 mt. La parte relativa ai piloni, sempre leggendo dal progetto, avrebbero dovuto essere alti 399 mt.

In merito alla sismicità della zona, il progetto era stato testato e verificato per resistere a terremoti sino a magnitudo 7,1 della scala Richter. Per quanto concerne la parte del traffico, la realizzazione del ponte sarebbe stata in grado di smaltire dai 6 ai 9 mila autoveicoli all’ ora, e circa 200 treni giornalieri.

Solo accennando ai dati tecnici sopra ricordati, possiamo comprendere facilmente come l’ opera abbia una sua valenza per il nostro paese, dal punto di vista di modernizzazione delle infrastrutture e collegamenti. La componente politica, e burocratica, hanno arenato il progetto rimasto in una situazione di stand-by, ed oggetto di propaganda politica ad ogni tornata elettorale.

Aspetti negativi di un Ponte sullo Stretto di Messina

  1. Tecnicamente realizzarlo non è impossibile, di sicuro però sarà molto difficile e ci vorranno anni, non è semplicissimo come quello costruito in appena 1 anno a Genova, sarebbe il ponte a campata più lungo del mondo, 3,3 chilometri di sospensione, il doppio esatto del ponto a campata unica più lungo del mondo oggi esistente, che si trova in Giappone: l’ Akashi Kaikyō Bridge.
  2. Il pericolo terremoti: il progetto della Salini Impregilo è per un ponte che possa resistere ad un terremoto di 7,1 gradi della scala Richter.
  3. La manutenzione: è una di quelle cose INDISPENSABILI ad un ponte di questo tipo, a contatto con l’acqua marina ed i venti del posto. La salsedine rovina sia l’acciaio che il cemento ed andrebbe fatta manutenzione in modo costante, praticamente tutti i giorni con costi veramente alti.
  4. I costi di realizzazione sarebbero davvero altissimi. Anche a darlo in gestione ad una società, questa dovrebbe prima vedere se può essere un affare profittevole o meno.
  5. Il costo del biglietto per passare con auto, camion o treno sarebbe molto alto, forse più alto del costo del traghetto oggi.

Aggiornamenti sulla realizzazione

Di fronte all’ importanza dell’ opera, ed ai possibili effetti benefici sull’ economia del nostro paese, è facile rimanere basiti sulla mancata realizzazione del ponte. La realizzazione sarebbe in grado di rilanciare l’ economia del Meridione, della Sicilia, oltre che facilitare il movimento di merci e persone.

Ad oggi, siamo ancora di fronte ad un’ opera bloccata, un’ opera con un costo di circa Eur 4 miliardi, una mancata occasione di sviluppo per un’ opera per la quale già esisteva un iter di assegnazione dell’ appalto, e di stesura del contratto. Ci imbattiamo in una delle tante anomalie del nostro paese, una sorta di “caducazione” del contratto prevista per legge. L’ iter giudiziario non si è ancora esaurito, nei suoi tanti strascichi, ed è possibile che vi siano anche ripercussioni a venire, dal punto di vista economico, a favore della società aggiudicataria che si è vista sfumare una aspettativa di guadagno prossima ad Eur 8 miliardi.

Interessante sapere è che, nei prossimi mesi, è attesa una pronuncia della Corte Costituzionale che chiarirà definitivamente i criteri di indennizzo a carico dello Stato italiano.

Dal punto di vista della mancata realizzazione, ed impatto economico, si è stimato, lo scorso Dicembre, come l’ opera avrebbe potuto generare un favorevole impatto sull’ occupazione: parliamo di circa 100000 posti di lavoro, nel corso di 8 anni (dati ANCE Calabria).

Se consideriamo poi l’ isolamento della Sicilia, la realizzazione del ponte avrebbe dovuto dare quel “colpo” definitivo al blocco del collegamento tra territorio nazionale e Sicilia: solo considerando la rete ferroviaria (dati tecnici di cui sopra), si comprende come si sia persa, e si spera non definitivamente, un’ occasione di sviluppo, specie per una possibile realizzazione dell’ alta velocità nell’ isola.

Nella miriade di proclami politici, a cui forse si può assegnare la piena responsabilità di un’ occasione perduta, lo scorso Novembre si è parlato, a livello governativo, di un possibile tunnel sottomarino tra il porto e l’ aeroporto di Palermo. L’ 8 Novembre 2019 è stato presentato il progetto al Ministero delle Infrastrutture: attenderemo futuri sviluppi. Si continuano, a quanto pare, a presentare progetti faraonici (autostrada che collegherebbe la Palermo – Catania alla Palermo – Mazara del Vallo, tramite un passaggio sotterraneo/alveo sottomarino con apposito svincolo sul Porto), per cifre stratosferiche (Eur 1,2 miliardi circa), ma la mancata realizzazione di un’ opera come il Ponte sullo Stretto rimane un dato di fatto.

Sembrerebbe, guardando da lontano quanto accaduto in questi anni, come la realizzazione del Ponte sullo Stretto sia un progetto accantonato, quando esisterebbero validi motivi per riprenderla e tentare a realizzarla, piuttosto che imbattersi per i prossimi anni in progetti faraonici, come il megatunnel, che rischia ugualmente di arenarsi.

Ricordiamo come ogni 7 anni lo Stato italiano disporrebbe di Eur 100 miliardi, 50 dei quali da Fondi nazionali (Sviluppo e Coesione), e 50 di Fondi strutturali europei, dal che se ne deduce che il Ponte potrebbe, finanziariamente, realizzarsi senza problemi. Parimenti, se consideriamo i tempi di realizzazione (70 mesi compresi quelli per gli espropri pubblici), e quelli di costruzione (48 mesi circa), la sfida potrebbe essere ancora raccolta facilmente, con un impatto socio/ambientale sostenibile.

Progetti Ponte sullo Stretto di Messina nella Storia:

  1. Antichi romani 250 a. C. ( unico ponte portato a termine, fatto con le barche, vi passò sopra anche una legione romana, fu in seguito distrutto perché le navi non potevano più attraversare lo stretto.).
  2. Carlo Magno.
  3. Roberto il Guiscardo ( intorno all’anno 1.000)
  4. Ferdinando II° di Borbone 1840.

Progetti Ponte sullo stretto di Messina durante il Regno d’Italia:

  1. 1866, progetto Ministro lavori pubblici Jacini.
  2. 1870, un altro progetto diverso dal precedente, cioè una galleria sottomarina di 22 Km.
  3. 1883, progetto con ponte sospeso a 5 campate.
  4. 1909 altro studio geologico della zona.
  5. 1921, si parlava di galleria sottomarina anche stavolta, furono fatti dei progetti di massima.

Progetti Ponte sullo stretto di Messina durante la Repubblica:

  1. 1952: progetto preliminare fatto da un ingegnere americano, dovevano esserci 3 piloni alti 220 metri l’uno sopra il livello del mare e per 120 metri sotto terra, con una luce di oltre 1 chilometro e mezzo, doveva permettere il passaggio anche dei treni. E’ tutt’ora considerato un progetto validissimo.
  2. 1955 studio geofisico pagato dalla Regione Sicilia per capire se la zona è sismica e quanto lo é.
  3. 1955 viene istituito il “Gruppo Ponte Messina S.p.a.”, che poi diventerà “Stretto di Messina Spa” nel 1981.
  4. 1957: proposta di un ponte su piloni che dovevano appoggiare su isole artificiali.
  5. 1969: concorso internazionale: L’ANAS indice un concorso internazionale per trovare il miglior progetto possibile per costruire un ponte sullo stretto di Messina. Vennero presentati oltre 100 progettispesa oltre 3 miliardi di lire dell’epoca per gli studi preliminari ( che sono come 3 miliardi di euro di oggi, forse molti di più). Ci furono dei vincitori e poi… e poi non se ne fece più nulla.
  6. 1971: viene approvata una legge che istituisce una società apposita per progettare il Ponte.
  7. 1978 – 1981: la Stretto di Messina SPA propone un progetto, lo sviluppa, nel 2003 si arriva ad un progetto preliminare, ma nel frattempo:
  8. 1985: Craxi: “Il Ponte verrà presto fatto”.
  9. 2001: Campagna elettorale:  Rutelli per il centrosinistra e Berlusconi per il centrodestra, annunciano che se verranno votati termineranno il Ponte sullo Stretto.
  10. 2003: il progetto preliminare, dopo 20 anni di studi, viene messo in appalto
  11. 2005: Cosa Nostra si sta interessando alla costruzione del Ponte, dice l’antimafia.
  12. 2006 Impregilo firma un contratto per il progetto finale.
  13. 2008: il Governo Berlusconi spinge per la costruzione, l quale dovrebbe essere finita per il 2016, per arrivare al 2020 il collegamento alla rete ferroviaria Europa 1.
  14. 2010: presentazione in pompa magna del progetto preliminare del Ponte sullo stretto,
  15. Dicembre 2010 arriva il progetto definitivo.
  16. Ottobre 2011. Una mozione IDV blocca tutto (284 voti favorevoli 1 solo contrario).
  17. 2012. il Governo monti ribadisce il No al Ponte.
  18. Novembre 2015: Il premier Matteo Renzi ha detto che “Vuol fare il Ponte sullo Stretto di Messina”.
In tutta questa vicenda bisogna sottolineare come politici, giornalisti, e tante personaggi pubblici si siano dimenticati di questi travagliati eventi.
Renzi non vuol fare nulla, al limite ‘vuol completare’ un lavoro che è iniziato quasi 30 anni fa’, anche se ha specificato che non è per oggi o per domani.

Pubblicista finanziario e operatore turistico, ha frequentato la Facoltà di Economia e Commercio e il Dipartimento di Lettere, lingue, letterature , civiltà antiche e moderne, presso UniPG

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