Decreto Cura Italia: Cosa Prevede per Lavoro ed Aziende

Dal 16 marzo 2020 il Decreto Cura Italia è in vigore, grazie alla firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Tante le novità di questo decreto, destinato specialmente a fronteggiare l’emergenza Coronavirus e la potenziale perdita di oltre 275 miliardi di euro sull’economia nazionale, che l’epidemia sta causando.

Con l’emissione di titoli statali fino a 25 miliardi di euro, è pronta una serie di misure in difesa di lavoratori e aziende, come sospensione degli adempimenti fiscali, sostegno a dipendenti pubblici e privati e congelamento dei licenziamenti. Nel mentre, si potenzia il Sistema Sanitario Nazionale con 20,000 nuove assunzioni di personale medico. Queste tra le principali novità del Decreto Cura Italia, per cui si auspicano effetti a lungo termine.

Cos’è il Decreto Cura Italia?

Una nuova serie di misure volte a salvaguardare lavoratori e aziende, potenziando il Sistema Sanitario Nazionale, è ufficialmente in vigore dal 16 marzo 2020 con la firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il d.l. 18/2020, chiamato anche Decreto Cura Italia, è pensato per fronteggiare l’emergenza Coronavirus con particolare attenzione allo scenario lavorativo italiano.

Possiamo parlare di modello italiano per quanto riguarda la strategia e la politica economica. Siamo stati i primi a mettere in campo qualcosa come 25 miliardi di euro di denaro fresco a beneficio delle famiglie. Attiviamo flussi per 350 miliardi. Questa è una manovra poderosa. Stiamo cercando di costruire una vera e propria diga per proteggere imprese, famiglie e lavoratori. Su questa strada vogliamo che l’Europa ci segua‘.

Queste le parole del presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante la conferenza stampa del 16 marzo, giorno stesso dell’entrata in vigore del decreto, fortemente voluto da lui e dai ministri di Economia e Finanze Roberto Gualtieri e del Lavoro Nunzia Catalfo. Proprio con loro, il presidente Conte ha illustrato le nuove misure a sostegno di famiglie, lavoro e imprese, per cui sono stati emessi 25 miliardi di euro di titoli di stato, auspicando in effetti a lungo termine e manovre analoghe in altri paesi europei.

Secondo il ministro Catalfo, la manovra sosterrà 14 milioni di lavoratori appartenenti a settori in difficoltà o situazioni precarie (tra cui smart workers), rifinanziando le aziende e rafforzando i comparti industriali di riferimento.

Stando agli studi dell’agenzia Cerved, tuttavia, come diretta conseguenza del Coronavirus l’economia italiana avrà una perdita potenziale di 275,2 miliardi di euro tra 2020 e 2021, di cui circa 182 rappresentano il fatturato perso della Lombardia, regione più colpita dall’epidemia.

Se il Coronavirus non sarà contenuto una recessione globale è quasi certa

 

Cosa farà il Decreto Cura Italia per lavoro, aziende e professionisti?

Il d.l. 18/2020 contiene numerose misure a sostegno di aziende e lavoratori fortemente colpiti da febbraio 2020 dall’emergenza Coronavirus, specialmente dopo il d.p.c.m. 8 marzo che ha messo l’Italia in stato di quarantena: quest’ultima ha portato a chiusura forzata di attività commerciali non-essenziali e progressivo blocco di gran parte delle filiere produttive.

Sospensione adempimenti fiscali

Cambia il calendario fiscale 2020, con la sospensione senza limiti di fatturato degli adempimenti fiscali per i soggetti commerciali maggiormente colpiti. A beneficiare di questa misura sono principalmente i settori:

  • Turistico, termale e ricettivo
  • Ristorazione e locali
  • Trasporto pubblico
  • Culturale
  • Sportivo
  • Grandi eventi
  • Gioco e scommesse

La sospensione sarà fino al mese d’aprile per versamenti ritenute, contributi previdenziali e assistenziali, spese assicurative e versamento IVA. Ne beneficeranno attività con fatturato fino a 2 milioni di euro.

La manovra fiscale aiuterà anche i liberi professionisti senza dipendenti con ricavi o compensi fino a 400,000 euro nell’anno 2019, che non vedranno applicata la ritenuta d’acconto. Inoltre, fino al 31 maggio 2020 (con possibilità di proroga in caso di prolungamento emergenza) è previsto il blocco delle procedure di liquidazione, riscossione crediti e accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Bonus autonomi e dipendenti

L’ultima versione del Decreto Cura Italia include un’indennità di 600,00 euro UNA TANTUM per lavoratori autonomi e partite IVA per il mese di marzo, richiedibile tramite l’INPS e che non costituisce reddito. A beneficiarne saranno lavoratori:

  • Autonomi
  • Liberi professionisti con Partita IVA
  • Collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co)
  • Stagionali
  • Nel settore turistico e termale
  • Nel settore agricolo
  • Nello spettacolo con reddito inferiore a 50,000 euro

E’ inoltre previsto un bonus di 100,00 euro in busta paga per dipendenti pubblici e privati che hanno continuato a lavorare in sede durante il mese di marzo, con reddito inferiore a 40,000 euro. Tale bonus sarà integrato nelle retribuzioni di aprile da parte dei datori di lavoro.

Estensione cassa integrazione

Il decreto dispone l’estensione della cassa integrazione di 9 settimane per tutte le aziende che hanno ridotto o interrotto la loro attività, anche con meno di 5 dipendenti o che già usufruiscono di cassa integrazione straordinaria. E’ disponibile anche per i lavoratori iscritti al FIS (Fondo Integrazione Salariale).

Garanzie finanziamenti per imprese

Per sostenere la liquidità delle imprese vi sono diverse garanzie dedicate ai finanziamenti imprenditoriali, tra cui:

  • Slittamento delle scadenze di finanziamenti per micro, piccole e medie imprese (anche attraverso Ente Nazionale per il Microcredito)
  • Rinegoziazione dei prestiti per PMI grazie al Fondo Centrale di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese
  • Finanziamenti a fondo perduto per aziende del settore medico/sanitario a cura di Invitalia

Assunzione nel settore medico

Tra le misure più importanti vi sono quelle sul potenziamento del Sistema Sanitario Nazionale, che comprendono anche provvedimenti dedicati al lavoro. Come già anticipato nel d.l. 14/2020 sono previste 20,000 assunzioni nel settore tra:

  • Medici
  • Infermieri
  • Ricercatori in medicina
  • Tecnici di laboratorio
  • Operatori socio-sanitari
  • Specializzandi

Per queste figure professionali la sola laurea sarà abilitante. Alle 20,000 persone si uniranno poi le 300 risorse volontarie richieste nel bando della Protezione Civile. Alla misura sono destinati 660 milioni di euro, con ulteriori 150 milioni mirati a coprire gli straordinari del personale sanitario.

Altri provvedimenti del Decreto Cura Italia

Altre misure d’emergenza per la salvaguardia di lavoratori, professionisti e aziende, sono poi:

  • Congelamento delle procedure di licenziamento per 60 giorni anche su provvedimenti in corso
  • Riconoscimento della quarantena come malattia per il settore privato e pubblico
  • Estensione dei permessi del d.l. 104/1992 (meglio conosciuto come Legge 104) di 12 giorni per mese
  • Congedo parentale di 15 giorni retribuiti al 50% per figli fino a 12 anni
  • Voucher baby sitter fino a 600 euro per autonomi e fino a 1,000 per personale sanitario
  • Istituzione Fondo Ultima Istanza da 200 milioni di euro per chi ha guadagnato meno di 10,000 euro nel 2019 e interrotto la propria attività tra febbraio e marzo

Per questi provvedimenti sarà tuttavia necessario aspettare nuovi decreti attuativi, che rappresenteranno eventuali modifiche alle misure già attive.

Il Decreto Cura Italia funzionerà davvero?

L’attuazione del Decreto Cura Italia ha trovato una prima intesa di maggioranza e opposizioni, tuttavia non sono escluse modifiche successive. A richiederle principalmente sono i 3 maggiori esponenti d’opposizione, Matteo Salvini per Lega, Antonio Tajani per Forza Italia e Giorgia Meloni per Fratelli d’Italia, che nonostante il plauso reputano ancora insufficienti le misure prese dal presidente Conte.

A conti fatti, le manovre in corso risultano particolarmente utili per liberi professionisti e titolari d’azienda, che godranno di bonus e sospensioni fiscali, tutelando anche i lavoratori dipendenti del privato, a cui sono destinati circa 5 miliardi di euro dei 25 stanziati: questi possono usufruire di benefici come cassa integrazione estesa, protezione dai licenziamenti e permessi di circostanza.

In ogni modo, l’emergenza CoViD-19 non è ancora terminata e le misure prese verso lavoro e aziende saranno solo sul breve-medio termine, al contrario degli effetti sul lungo periodo desiderati dal governo. Tra le crescenti restrizioni per l’ambiente socio-economico, sarà necessario aspettare nuovi decreti, che potranno tradursi in modifiche sul Cura Italia anche su mutui, affitti, ristrutturazioni ed elementi affini.

Partite IVA

Come al solito sono le partite IVA quelle più penalizzate. Gli stanziamenti sono insufficienti ed in pratica il Ministro ha deciso di mettere a disposizione 600 euro ( una tantum) per tutte le partite Iva.

Il problema è che non ci sono abbastanza soldi nemmeno per tutti e quindi chi riuscirà a fare la domanda per primo avrà queste 600 euro, gli altri no.

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