17 nov 2016

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Voucher INPS 2017: cosa sono, come funzionano, tracciabilità

Cosa sono i Voucher INPS? Come funzionano nel 2017, cosa sono, cos'è la tracciabilità? Per pagare lavori occasionali e discontinui, per prestazioni di lavoro accessorie (non regolamentati con i classici contratti) si possono usare buoni lavoro o voucher lavoro, erogati dall'INPS. Nel Jobs Act si fa riferimento anche ai voucher lavoro e al loro utilizzo. Non è stata modificata la disciplina generale.
La modifica, tramite i decreti attuativi del Jobs Act, consiste nell'innalzamento a 7 mila € del limite massimo annuale che un lavoratore può guadagnare attraverso i voucher, che al lordo corrispondono a 9333 €.

Aggiornamento 15 Novembre 2016: novità Voucher 2017:

Voucher come cambiano

Il mondo del lavoro negli ultimi decenni è diventato sempre più precario. Per aumentare la competitività su scala globale, si è fatta sempre più spazio la flessibilità. Il risultato non è stato quello sperato. Invece di migliorare le prospettive del lavoratore e accrescere l'economia, si è determinato l'esatto contrario. Più precarietà. Più instabilità. Più disoccupazione. Minori consumi, potere d'acquisto ridotto, uguale economia in crisi.

Le normative che regolano il mondo del lavoro si sono dovute adeguare ai nuovi contratti di lavoro. Si sono rese necessarie norme per il lavoro occasionale come i voucher, oggetto di recente modifica.

Voucher: Decreto Legislativo n. 185 del 24 settembre 2016

Si tratta del decreto correttivo del Jobs Act recante sostanziali modifiche sul fronte del lavoro occasionale, apprendistato e ammortizzatori sociali.

Voucher: tracciabilità

In materia di lavoro occasionale o accessorio, il decreto spinge sulla tracciabilità dei voucher usati per remunerare le prestazioni a carattere occasionale. I committenti sono tenuti a comunicare alla sede territoriale dell’ispettorato del lavoro i dati anagrafici del lavoratore e la durata della prestazione almeno 60 minuti prima dell’inizio della stessa.

Se i committenti rientrano nella categoria degli imprenditori agricoli, il tempo disponibile per la comunicazione dei dati è di 3 giorni. Vengono stabilite multe fino a 2400 euro a carico dei datori di lavoro che violano la legge. Sanzioni aggiuntive vengono introdotte per chi commette illeciti fino a 30 giorni lavorativi.

Apprendistato: i cambiamenti

L’articolo 1 cambia anche i contratti di apprendistato. Quello di alta formazione e ricerca è regolamentato, nel caso in cui mancano convenzioni regionali, da un decreto dei Ministeri del lavoro, dell’istruzione e dell’economia. I contratti di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale si possono prorogare di 1 anno se, alla data della scadenza, l’apprendista non abbia già conseguito il diploma.

Voucher e contributi per la pensione

I voucher INPS prevedono anche il versamento dei contributi per la pensione. Si può essere pagati per lavori occasionali anche se si percepisce l'indennità di disoccupazione. I voucher lavoro (per pagare lavori occasionali) non vanno confusi con l'assegno di ricollocamento, detto anche voucher di ricollocazione professionale.

Voucher INPS 2017: cosa sono, come funzionano, tracciabilità
 Lavorare aprendo un mercatino dell'usato  Lavorare come dottore  Lavorare da pensionato
 Lavorare come addestratore di cani  Lavorare come economista
Lavorare come Notaio
 Lavorare come ambulante
 Lavorare come tatuatore  Lavori più pagati nel mondo  Lavori più pagati per giovani

I buoni lavoro INPS

I voucher lavoro INPS si possono avere sia sotto forma cartacea che telematica. I primi sono consegnati dal datore di lavoro (il committente) al lavoratore (il prestatore d'opera), che provvederà ad incassarli presso un ufficio di Poste Italiane entro 24 mesi dall'emissione. I secondi vengono erogati su una INPS Card intestata al lavoratore o con un bonifico domiciliato che lo stesso potrà incassare presso un ufficio postale. I voucher vengono "comprati" dal datore di lavoro, che deve comunicare all'INPS l'inizio del lavoro di prestazione occasionale/discontinuo

I voucher INPS servono a pagare prestazioni di lavoro accessorio. Per l'INPS le prestazioni di lavoro accessorio sono “attività lavorative che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a 7 mila euro (che a lordo corrispondono a 9.333 euro) nel corso di un anno civile, cioè dal 1° gennaio al 31 dicembre". 7 mila € netti (933 3€ lordi all'anno) sono il totale che il singolo lavoratore può incassare, ma c'è il limite di 2 mila € netti (2693 € lordi all'anno) che può percepire da un singolo committente. Per il settore agricoltura vale solo il limite dei 7 mila € in un anno per il singolo lavoratore.

L'INPS precisa che “il lavoro occasionale accessorio può essere svolto per ogni tipo di attività e da qualsiasi soggetto (disoccupato, inoccupato, lavoratore autonomo o subordinato, full-time o part-time, pensionato, studente, percettore di prestazioni a sostegno del reddito), ovviamente nei limiti del compenso economico previsto". Non è possibile che il committente sia anche datore di lavoro con normale contratto, come specifica l'INPS. "In considerazione di finalità antielusive, si ritiene di confermare che il ricorso all’istituto del lavoro occasionale non è compatibile con lo status di lavoratore subordinato (a tempo pieno o parziale), se impiegato presso lo stesso datore di lavoro titolare del contratto di lavoro dipendente".

I tagli dei buoni lavoro

I buoni lavoro sono disponibili nei tagli da 10 €, da 20 €, da 50 €, per i quali il lavoratore incasserà netti rispettivamente 7.50 €, 15 €, 37.50 € in quanto il resto è così detratto: 13% contributi INPS (gestione separata), 7% assicurazione INAIL, 5% all'INPS per gestione servizio.

Quanto incassato dal lavoratore occasionale tramite voucher lavoro è esentasse e non va indicato nella dichiarazione dei redditi, non incide sulla condizione di disoccupato o inoccupato, è compatibile con i versamenti volontari, è cumulabile con altri trattamenti pensionistici.

Chi può essere pagato con i voucher lavoro

Le prestazioni di lavoro occasionale discontinuo accessorio possono essere svolte da: pensionati, studenti nei periodi di vacanza e nei weekend (gli universitari sempre), percettori di prestazioni integrative del salario o sostegno al reddito, lavoratori in part-time ma anche in full-time, inoccupati e disoccupati, extracomunitari con permesso di soggiorno che consenta lo svolgimento di attività lavorativa, compreso quello per studio, o di un permesso di soggiorno per "attesa occupazione".

Possono usufruire di prestazioni di lavoro occasionale discontinuo accessorio e pagare i lavoratori con i buoni lavoro INPS i seguenti soggetti: famiglie, enti senza fini di lucro, soggetti non imprenditori, imprese familiari, imprenditori agricoli, imprenditori operanti in tutti i settori, committenti pubblici.

Nel settore agricolo si possono utilizzare i voucher solo nelle attività stagionali effettuate da pensionati e under 25 iscritti a un ciclo di studi.

Voucher lavoro INPS e indennità di disoccupazione

Si può prendere la Naspi ed essere pagati con i voucher per lavori occasionali. E' fondamentale rispettare limiti di guadagno e dare comunicazione all'INPS se si superano 3 mila euro. Un lavoro occasionale pagato con i voucher non dà diritto a prestazioni di sostegno al reddito erogate dall'INPS. I voucher non sono considerabili per le indennità di disoccupazione, l'assegno di maternità e simili.

Tracciabilità dei voucher per lavoro occasionale


Introdotta la tracciabilità piena dei buoni lavoro INPS. I committenti che usano i voucher per pagare i lavoratori dovranno inviare entro un'ora dall'inizio del lavoro un sms o una email all'Ispettorato Nazionale del Lavoro con data e luogo della prestazione, dati anagrafici e codice fiscale del lavoratore. Per gli imprenditori agricoli il limite è di 7 giorni. Non vale per le famiglie se usano i voucher per pagare la baby-sitter.

Ammortizzatori sociali e cassa integrazione: novità

Sono stati apportate modifiche dei D. Lgs. n. 148, 149, 150 e 151 del 2015 in materia di ammortizzatori sociali e cassa integrazione. Si possono trasformare i contratti di solidarietà difensivi (riduzioni degli orari di lavoro per evitare licenziamenti) in contratti di solidarietà espansivi (riduzioni di orario per fare assunzioni). Il nuovo decreto correttivo del Jobs Act, consente alle imprese che fanno domanda di cassa integrazione ordinaria per eventi “non evitabili”, di inoltrare le domande entro la fine del mese successivo a quello in cui si è verificato l’evento.

Cassa integrazione straordinaria

Nel caso della cassa integrazione straordinaria (CIGS), la riduzione dell’orario concordata ha inizio entro 30 giorni dalla data di presentazione della domanda.

Naspi 2017: modifiche

Viene modificato in parte anche il sussidio di disoccupazione Naspi 2017. I lavoratori stagionali nei settori del turismo e degli stabilimenti termali, che hanno perduto il lavoro nel corso del 2016 (e non in precedenza) potranno ricevere un mese in più di sussidio.

Voucher: un sms per evitare il lavoro in nero

Tornado al tema dei voucher, tutti gli imprenditori (ad eccezione di quelli agricoli) e i professionisti che pagano i lavoratori con i voucher, hanno ora l'obbligo di inviare, almeno 60 minuti prima dell’inizio di ciascuna prestazione, un sms o un messaggio di posta elettronica all’Ispettorato nazionale del lavoro specificando i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, il luogo, il giorno e l’ora di inizio e di fine della prestazione.

Sono le disposizioni integrative e correttive del Jobs act che contengono questo obbligo tempestivo (in precedenza era di 30 giorni) per evitare comportamenti anomali come l’utilizzo per giustificare a posteriori la presenza di un lavoratore privo di regolare contratto o dichiarare la sua presenza in cantiere solo quando si infortuna.

La legge al momento non si è occupata di specificare il numero o la casella di posta elettronica da utilizzare per l’invio. E peraltro non condiziona l’operatività della nuova disposizione a un apposito decreto ministeriale. E' solo chiara la sanzione. Chi non ottempera a questo obbligo, può subire una sanzione amministrativa da 400 a 2.400 euro, moltiplicata per ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione.

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Lavoro accessorio

Doveva essere uno strumento di emersione dal lavoro nero ma è diventata una fetta consistente della forza lavoro con oltre 115 milioni di buoni-lavoro nel 2015, contro i 69 milioni del 2014 e i 36 milioni del 2013. Nessuno è esente: guardie giurate, autisti, camerieri, idraulici. Tutti senza avere giorni di riposo o ferie pagate. Neanche il diritto ad ammalarsi e curarsi e a qualsiasi normale garanzia per il lavoro. Questi sono tutti escamotage usati dalle aziende per tagliare i costi

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