Esempi Quota 100 Pensioni la Tabella per il Calcolo dell’Età Pensionabile

Salvini si sta battendo per avere le pensioni Quota 100 nel 2019, 660 mila lavoratori italiani andrebbero in pensione nel 2019 grazie a questa riforma pensioni che andrebbe a rivoluzionare la cosiddetta Legge Fornero introdotta in Italia nel 2011 per far fronte al grave deficit che c’era all’epoca.
La riforma delle pensioni Fornero si rese necessaria, in quanto il sistema pensionistico non avrebbe potuto reggere ancora per molto. Si passò dal sistema retributivo 8 che calcolava la pensione in base all’ultima retribuzione) al sistema contributivo 8 che calcola la pensione in base ai contributi effettivamente versati).

Cosa significa andare in pensione con QUOTA 100

Quota 100 è una vecchia idea del direttore dell’INPS Boeri che l’aveva presentata già poco tempo dopo essere stato nominato ai vertici dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale dal primo Ministro Renzi.

QUOTA 100 sta ad indicare la somma degli anni di anzianità + gli anni di contributi versati che devono arrivare a 100.

Esempio di QUOTA 100:

62 anni di età anagrafica + 38 anni di contributi versati = 100 anni.

A questa quota quindi, si potrebbe andare in pensione

TABELLA CALCOLO PENSIONE QUOTA CENTO

Totale di anni di contributi versati Anni di età anagrafica Totale
 38 anni di contributi pensionistici versati 62 ANNI QUOTA 100
 37 anni di contributi versati 63 ANNI QUOTA 100
 36 anni di contributi versati 64 ANNI QUOTA 100
 35 anni di contributi versati 65 ANNI DI ETA’ QUOTA 100
 34 anni di contributi versati 66 ANNI DI ETA’ QUOTA 100
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Fare il calcolo dell’età pensionabile con Quota 100 è estremamente facile, come si può vedere dalla tabella qui sopra.

Il problema nasce nel momento in cui si vanno a fare i calcoli di quanti soldi l’INPS dovrebbe spendere di più.

Dai dati del 2017 infatti, ogni anno l’INPS spende 90 miliardi di euro in pensioni in più, cioè soldi che non gli entrano con i contributi.

Se nel 2019 il Governo Gialloverde attuerà Quota 100, ci saranno 660 mila lavoratori che avranno il diritto ad una pensione in più, rispetto a quelli che nel 2019 dovrebbero prenderla normalmente.

Alla media di una pensione di 1.200 euro al mese, per 13 mensilità e 660 mila persone, si tratta di più di 10 miliardi di euro in un anno. Non bruscolini.

PENSIONI QUOTA 100 ULTIME NOTIVA' 2019

PENSIONI QUOTA 100. ULTIME NOTIVA’ 2019

Come funziona Pensioni Quota 100, quali sono le ultime novità?
Nel nostro Paese, il tema più scottante e dibattuto degli ultimi giorni tra maggioranza, opposizione e parti sindacali, è indubbiamente il superamento della Legge Fornero con la famosa Quota 100 (somma tra età anagrafica del lavoratore + contributi versati).
Tra novità, voci di conferme, smentite e diverse polemiche la misura pensionistica sembra ormai in dirittura di arrivo.
La Quota 100, il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza sembrano, infatti, i primi provvedimenti del nuovo Governo destinati a concretizzarsi a breve termine.
Ma come funziona Quota 100 e quali sono i lavoratori a poter beneficiare della nuova misura in materia pensionistica? Ecco le novità in arrivo secondo le indiscrezioni trapelate nelle ultime ore.

Pensioni Quota 100: ultime novità in arrivo

Secondo le indiscrezioni delle ultime ore la riforma delle pensioni per il 2019 è quasi pronta a partire, anche se non è affatto difficile immaginare qualche ulteriore modifica dopo la bocciatura della manovra economica da parte dell’Unione Europea. In base al Def 2019 la misura Quota 100 farà parte della prossima Legge di Bilancio e le coperture finanziarie saranno garantite dalle entrate derivanti dalla pace fiscale e dalla riduzioni di alcune spese ritenute superflue. Una riforma che, dunque, prevede il raggiungimento di Quota 100 come somma tra età anagrafica e i contributi versati dal lavoratore durante l’attività lavorativa. Una misura in dirittura di arrivo anche se ci sono ancora delle cose da definire, come un’eventuale introduzione di clausole speciali. Una maniera per ridurre ulteriormente i costi e la corsa degli aventi diritto alla pensione anticipata.

Le discussioni più animate tra le parti politiche e sindacali, infatti, ruotano intorno alle coperture finanziarie, con i tecnici del Governo sempre più alla ricerca di risorse economiche da destinare alla nuova manovra. In un primo momento i miliardi di euro da destinare alla riforma previdenziale sembrano fossero cinque, ma una pensione anticipata con un’età minima di 62 anni potrebbe far salire i costi di qualche miliardo. Si ipotizza una spesa fino a 7/8 miliardi, ma c’è chi chi prevede costi addirittura maggiori. Molto è ovviamente legato al numero di lavoratori che aderiranno, perché c’è da distinguere tra il numero degli aventi diritto alla pensione anticipata e coloro che realmente sceglieranno di uscire dal mondo del lavoro. Una differenza, ai fini dei costi da sopportare per finanziare la misura, assolutamente non da poco.

Fa discutere anche un’altra ipotesi avanzata negli ultimi tempi, quella del cosiddetto super bonus. Stiamo parlando di un altro paletto da introdurre con lo scopo di arginare l’accesso alla pensione anticipata di una platea troppo ampia. Si tratta in buona sostanza di un incentivo a favore di tutti quei lavoratori che scelgono di continuare a lavorare rinunciando alla pensione anticipata. A questi ultimi, il bonus da riconoscere sarebbe pari al 33% in più sullo stipendio. Naturalmente siamo sempre e solo nel campo delle ipotesi. In discussione anche Quota 41 o Quota 42, un’altra misura per accedere all’anticipo con nuovi parametri, senza aspettare i 43 anni e 3 mesi.

Pensioni Quota 100: come funziona e differenze con la Legge Fornero

Per prima cosa va subito ribadito che il requisito anagrafico per fruire della Quota 100 è un’età minima di 62 anni, a cui vanno sommati 38 anni di contribuzione. In sintesi, questo vuol dire che non possono beneficiare dell’anticipo coloro con un’età anagrafica inferiore ma con un numero di anni di contribuzione maggiore. Al momento il paletto del raggiungimento dei 62 anni resta un punto ferma della riforma. Non si tratta comunque di una vera e propria novità, infatti, in Italia, già prima dell’entrata in vigore della Legge Fornero esisteva la possibilità di andare in pensione con le quote (pensione di anzianità). Nelle intenzioni del Governo con la Quota 100 si vuole dare l’opportunità agli aventi diritto di lasciare il mondo del lavoro prima rispetto a quanto previsto per il 2019 dalla Legge Fornero. Nella pratica, nel caso di un lavoratore con 36 anni di contribuzione, lo stesso può chiedere di andare in pensione a 64 anni di età, in anticipo rispetto ai 67 anni previsti per il 2019 dalla Fornero. Con l’approvazione di Quota 100 con un’età anagrafica minima di almeno 62 anni, come vorrebbe il Governo, gli anni di contribuzioni devono essere pari a minimo 38.

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Riepilogando, con la Legge Fornero, tutt’ora in vigore, nel 2019 si ha diritto alla pensione di vecchiaia con 67 anni di età anagrafica. Un requisito richiesto sia per gli uomini che per le donne con una contribuzione minima di 20 anni. Invece, per l’anticipo, nel 2019 serve un periodo di contribuzione pari a 43 anni e 3 mesi, mentre con il superamento della Legge Fornero e la definitiva approvazione della Quota 100 basterebbe un’età anagrafica di 62 anni per andare in pensione. Una sostanziale riduzione del requisito anagrafico da sommare ai 38 anni di contributi per fruire dell’anticipo. Una misura conveniente per i lavoratori con meno di 41 anni di contribuzione, che raggiungono Quota 100 con i 62 anni di età.

Pensioni Quota 100: conclusioni

Dopo la scontata bocciatura della manovra economica italiana da parte dell’Unione Europea, ora si attende di conoscere la nuova versione del documento. I segnali in materia pensionistica tendono a confermare la forte volontà del Governo di superare la Legge Fornero, anche se le voci che si susseguono continuano a far pensare a qualche modifica per ridurre i costi e rientrare nei parametri imposti dall’Europa. C’è bisogno di fare luce proprio su alcuni dettagli della misura Quota 100 e sull’introduzione di altri parametri per ridimensionare il campo dei possibili beneficiari. In tale direzione, un’altra ipotesi al vaglio dei tecnici è quella di limitare il beneficio ai lavoratori con almeno 64 anni di età. Opzione in fase di studio per ridurre le risorse finanziarie utili per assicurare le coperture necessarie per far partire la misura. Inoltre, nelle ultime ore, sta prendendo piede anche la proposta di gradualità di parte delle misure.

Tutte indicazioni da confermare su di una manovra economica che appare in fase di ultimazione, ma ancora da limare in alcuni punti chiave. A svelare concretamente i contenuti ed eventuali modifiche e rimodulazioni della Quota 100 sarà la nuova versione del documento relativo alla manovra economica italiana, che il Governo invierà all’Unione Europea nelle prossime settimane. Un intervento ritenuto necessario dalla UE per la tenuta dei conti pubblici italiani e che continua a tenere con il fiato sospeso milioni di lavoratori in attesa di conoscere il loro destino. Quindi, la tanto decantata misura della Quota 100 non è ancora realtà perché il Governo deve fare chiarezza su diverse incertezze e confrontarsi con i dubbi dell’Unione Europea.

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Il braccio di Ferro del Ministro dell’economia Tria con le voglie di Movimento 5 Stelle e Lega

C’è in atto un vero e proprio braccio di ferro tra il Ministro dell’Economia Tria e il M5S sul DEF, il Decreto di programmazione economica sul quale si dovrà basare la politica del Governo giallo verde per il 2019.

Il Ministro Tria vuol mantenere il deficit entro il 1,6% per poter riuscire ad abbassare il debito pubblico di 1 punto percentuale, ma non è così semplice.

Se è vero che il DEF non è vincolante, è pur vero che rimane un’importante linea da seguire per le spesi dell’anno corrente e quella di Quota 100 sarebbe una spesa molto importante che vincolerebbe lo Stato italiano ad una spesa superiore di 10 miliardi ogni anno.

Le future leggi sono quindi legate a doppio filo a questo documento.

Il Movimento 5 Stelle ha promesso il reddito di cittadinanza ed è fuori dubbio che milioni di voti li abbia presi proprio da persone che cavalcavano questa speranza.

Per avere i 780 euro al mese di reddito di cittadinanza per i milioni di disoccupati ( di cui molti ricordiamo lavorano in nero) servono circa 25 miliardi di euro in uno solo anno solare.

Una cifra che sarà quasi sicuramente impossibile da avere.

Più ragionevole invece sarà se questo reddito di cittadinanza dovesse essere di circa 400 euro al mese, per esempio , ma si parla comunque di 10 miliardi abbondanti da trovare dalle casse dello Stato.

Esempi Quota 100 Pensioni la Tabella per il Calcolo dell'Età Pensionabile

Quanto costerebbe la Flat Tax?

Qui veramente siamo confusi pure Noi.

Se per quanto riguarda il reddito di cittadinanza e Quota 100 si possono fare delle proiezioni di spesa, anche se molto approssimative, con la Flat Tax si entra nel regno dell’incognito.

Non perchè sia difficile fare i calcoli, ma perchè è impossibile capire su che cosa debbano essere basati questi calcoli.

Ogni giorno sentiamo nuove dichiarazioni sulla Flat Tax: 1 aliquota, 2 aliquote, 3 aliquote. Si aggiustano le aliquote esistenti. Si toglie si mette. Queste dichiarazioni arrivano a distanza di poche ore da importanti esponenti politici del Governo ed è praticamente impossibile stargli anche solo dietro e riportarle tutte.

Per rispetto ai lettori e per mantenere un minimo di correttezza nell’informazione, attendiamo quindi la pubblicazione del DEF per quanto riguarda il calcolo della cosiddetta Flat Tax a “più scaglioni”, ricordando solo i calcoli che fece una importante Università italiana: per poter soddisfare tutti i punti del “Contratto di Governo”, servirebbero 100 miliardi di euro all’anno.

Il Contratto di governo e la grande difficoltà di realizzarlo

Queste difficoltà nascono dall’accordo Lega e Movimento 5 Stelle.

Si tratta di 2 diversi partiti politici che difficilmente possono convivere tra di loro: il primo è un partito con un programma di destra e nazionalista, ( anche se fino a pochi anni fa era il contrario di nazionalista, cioè era indipendentista). Il M5S è quello che oggi  si dice un partito populista, cioè un partito che cambia idea a seconda di come cambiano i sondaggi del momento, anche più volte al giorno.

Tra i voleri del popolo italiano che non cambiano, c’è quello di andare in pensione il prima possibile ( Quota 100) e quello di avere uno stipendio anche se non si lavora ( reddito di cittadinanza) , desideri comprensibili, ma molto difficili da realizzare, sopratutto per un paese che è in crisi economica ormai da quasi 10 anni e la cui economia è sì tornata a crescere sotto il Governo Renzi, ma in modo molto limitato e MAI sopra al 2% all’anno. Tra l’altro ora bisognerà anche fare i conti con un calo della crescita , ormai praticamente certo, visto i dati che stanno arrivando da tutte le parti.

Tutti ci auguriamo che le pensioni 2019 riescano ad avere Quota 100, ma questa riforma non dovrebbe pregiudicare la possibilità di crescita per il Nostro paese e sopratutto non dovrebbe gravare sui giovani di oggi e li costringa a pagare per tutta la vita la voglia di andare in pensione di oggi dei 60 enni

 

 

Collaboratore di Economia Italia dal 2012, scrive di economia, finanza e politica dal 2007. Diplomato in ragioneria, è pubblicista e operatore turistico, ha frequentato la Facoltà di Economia e Commercio e il Dipartimento di Lettere, lingue, letterature , civiltà antiche e moderne, presso l'Università degli Studi di Perugia.

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