I Giovani Investono in Agricoltura per Rilanciare l’Economia Italiana

In questo ultimo anno ci sono state + 14% di nuove partite IVA aperte nel settore agricolo e sono state principalmente i giovani ad investire in questo settore che un tempo era primario nella Nostra economia.
I giovani investono sempre di più in agricoltura, ma questo basterà a rilanciare l’economia italiana?
Difficile dirlo, i risultati probabilmente si potranno vedere nei prossimi anni, quello che è certo è che si tratta di un settore con grandissime potenzialità, con tradizioni millenarie e che potrebbe veramente dare una sferzata di novità e di aumento di PIL alla Nostra economia italiana che ha dei fondamentali così negativi, come ad esempio il calo delle nascite e l’aumento del numero di anziani  in pensione.

L’economia italiana può essere rilanciata dall’agricoltura?

A tutto il 2018 l’agricoltura è in perdita di qualche punto percentuale rispetto l’anno precedente, forse a causa del meteo dicono molti.

In realtà ci sono cause ben più profonde. Se è vero che i giovani stanno sempre più investendo in agricoltura, se è vero che c’è un importante ritorno dei giovani al lavoro nei campi, si tratta ancora di numeri esigui nel panorama dell’economia italiana.

In Italia ci sono 55 mila aziende agricole guidate da imprenditori con meno di 35 anni.

Nel 2017 ci sono stati + 6% di imprenditori under 35, molti dei quali hanno aperto delle ditte individuali, più che delle Srl.

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I Giovani Investono in Agricoltura per Rilanciare l'Economia Italiana

Lavoro in agricoltura, cioè voglia del ritorno alla terra e cambiare vita.

Trovare un lavoro ben remunerato in Italia è sempre più difficile sia come impiegato che come operaio.

Perchè allora non fare un lavoro da contadino, anche se non paga tantissimo ti impiega tutto l’anno, vivi a contatto con la natura e nel 2020 il lavoro nei campi non è più così faticoso come lo era 50 o addirittura 100 anni fa, è tutto cambiato, grazie alle macchine e alla diversa organizzazione del lavoro e dell’allevamento.

Perchè i giovani possono veramente cambiare il futuro della Nostra agricoltura e di tutta l’economia italiana?

I giovani e i social network

I giovani ( quelli più svegli) sanno usare internet ed i social network. Non hanno bisogno di chissà quali corsi, è normale che lo sappiano fare, sono nati con uno smartphone in mano e sanno usare Faceboo, Twitter e molti sanno anche creare un sito. Queste sono le basi non solo per creare un business online, cioè vendere prodotti online, ma sopratutto sono le basi di un marketing online, che nel 2020 è ormai indispensabile ad ogni azienda che voglia avere un futuro.

Per fare i primi investimenti in agricoltura non servono ingenti capitali

Non servono milioni di euro per aprire una piccola ditta individuale e non servono chissà quali soldi per mettersi a coltivare un campo. La cosa che serve è innanzitutto la dedizione, di quella ne serve veramente tanta, specialmente se si passa ad allevare animali. Allora tutti i giorni gli animali hanno bisogno di mangiare, di essere puliti, di essere portati a spasso, di farli rientrare la sera, di essere munti.

In Italia centinaia di migliaia di ettari di terreno incolto.

Ci sono tantissimi ettari di terreno incolto, trovare un campo fertile da prendere in affitto o in comodato d’uso ed iniziare a pulirlo , ararlo e seminarlo non ha bisogno di tanti investimenti ma più che altro di impegno. Certo un piccolo trattorino ci starebbe proprio bene, ma per i primi tempi lo si può affittare o farselo prestare da un contadino vicino, è una pratica comune, basta restituire il favore, con altrettante ore di lavoro, non serve nemmeno dichiararlo, il lavoro in prestito tra vicini è regolato dalla legge sul lavoro.

I prodotti alimentari italiani sono tra i più ricercati del mondo.

Ecco il punto di maggiore forza della Nostra agricoltura. Abbiamo decine di prodotti DOC o IGT e sono molto ricercati in tutto il mondo.

Ora sono di moda i prodotti Biologici, molti giovani che aprono aziende puntano su quelli, recuperano prodotti di qualità.

Ovviamente non c’è una certezza che questo tipo di aziende vada bene, ma c’è un mare di possibilità con cui potersi confrontare.

Puntare sull’eccellenza, perchè non possiamo puntare sulla quantità, ci sono nazioni che producono con un costo del lavoro e della vita decisamente inferiore al Nostro.

Puntare a prodotti di eccellenza ( vedi il caso di Eataly)  è la chiave giusta per raggiungere il successo e questo i giovani lo hanno capito bene.

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Collaboratore di Economia Italia dal 2012, scrive di economia, finanza e politica dal 2007. Diplomato in ragioneria, è pubblicista e operatore turistico, ha frequentato la Facoltà di Economia e Commercio e il Dipartimento di Lettere, lingue, letterature , civiltà antiche e moderne, presso l'Università degli Studi di Perugia.

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