Programma economico del Centrodestra per le elezioni del 2018

Le elezioni Politiche Marzo 2018 passeranno alla storia come quelle delle grandi promesse, il programma economico del centrodestra, ( Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia) non sembra discostarsi dagli altri in fatto di grandi promesse, vediamo insieme cosa ci aspetta per queste elezioni 2018.
A fine Dicembre, il Presidente della Repubblica Mattarella ha sciolto le Camere ed è stato confermato giorno 4 Marzo 2018 come il giorno in cui i cittadini italiani saranno chiamati ad esprimere il proprio voto alle Elezioni Politiche. Secondo i primi sondaggi il centro destra non sarebbe tra i favoriti, ma come ogni cosa è troppo presto per dare un giudizio e decretare un vincitore anche perché i partiti schierati sono davvero tantissimi e con questa aria di crisi e la bassa ripresa economica il popolo non si fida quasi più dei partiti storici e pone più fiducia sull’ignoto, starà agli “anziani” dimostrare di meritare nuovamente il voto dei propri concittadini. Gran parte degli schieramenti ha inviato il proprio programma amministrativo (alcuni dei quali non ancora confermati o dettagliati) per le elezioni che si terranno a breve, facendo promesse su ogni ambito: economico e sociale.

Di seguito verrà descritto il programma economico del centro destra, comprensivo della Flat Tax e del Reddito di Dignità (ReD) descritti nel dettagli con vantaggi, svantaggi ed esempi.

Programma di Governo Giallo Verde M5S Lega:

Riassumendo il programma di Governo, le ultime notizie del 16 Maggio 2018:

– 780 euro a testa per chi non lavora
– meno tasse per tutti
– meno tasse per le aziende
– costruzioni di nuove carceri
+ poliziotti
+ soldi alla difesa
– RAI sotto totale controllo giallo verde
– costruzioni di nuovi campi di concentramento per migranti
– i soldi per tutte ste spese non è dato sapere da dove li prenderanno

QUANTE TASSE  SI PAGHERANNO CON LA FLAT TAX DI SALVINI

QUANTE TASSE  SI PAGHERANNO CON LA FLAT TAX DI SALVINI

La colazione di centrodestra vincerà le elezioni?

Il Popolo delle Libertà, cioè la coalizione di Centro destra Salvini ( Legsa) Berlusconi ( Forza Italia) e Meloni (Fratelli d’Italia) sono i favoriti in queste elezioni politiche, ma difficilmente riusciranno a raggiungere la maggioranza assoluta, cioè 50% + 1.

Una riforma elettorale fatta male – per non scontentare nessuno – porterà sicuramente ad uno ‘stallo’, obbligando 2 coalizioni ad allearsi, se vogliono governare.

Programma economico del centrodestra

La principale mossa economica presente nel programma elettorale del centrodestra per le amministrative del 2018 sembrerebbe essere la Flat Tax, grazie alla quale si pensa di poter incrementare il valore dei conti pubblici: meno tasse, meno evasione. Con i suoi punti di forza e punti deboli la Flat Tax viene proposta per aiutare lo Stato e la sua finanza. Altro punto fore è il ReD: Reddito di Dignità, reddito tramite il quale si vuol aiutare i cittadini che guadagnano poco mensilmente così da diminuire la percentuale di povertà italiana.

Programma economico del Centro Destra per le elezioni del 2018
Da sinistra a destra: Salvini segretario della Lega, Berlusconi Presidente di Forza Italia e Giorgia Meloni segretario di Fratelli d’Italia costituiscono insieme il Popolo della Libertà, la coalizione di centrodestra alle elezioni politiche 2018.

Cos’è la Flat Tax proposta nel programma economico del centrodestra

La Flat Tax è una tassa unica forfettaria che andrebbe a sostituire le aliquote irpef. In poche parole si tratta di una tassa uguale per tutti, molto più bassa di quelle a cui si è abituati al momento quindi tutti pagherebbero la stessa quota. La Flat Tax è stata proposta già nel 1994 dal governo Berlusconi e recentemente ripresa da Salvini, alleato in queste ultime elezioni politiche con il centro destra di Berlusconi e della Meloni.

Cos’è una flat tax proposta dal Cdx

La Flat Tax è composta sostanzialmente da 2 fattori: imposta ed aliquota, la prima dipende dal reddito: maggiore è il reddito più alta sarà l’imposta, ma l’aliquota sarà uguale per tutti e non ci sarà differenza tra reddito familiare e reddito di impresa. L’aliquota proposta da Berlusconi è pari al 20%, secondo lui, infatti, sarebbe il minimo per tenere al riparo i conti pubblici (Salvini ha proposto addirittura il 12% così da favorire i più poveri e tutti i contribuenti in generale). In questo modo si pensa di aiutare di molto i cittadini che dovranno versare le quote allo Stato costantemente e che rischiano, al momento, di vedere gran parte del proprio reddito in tasse.

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Flat Tax: esempi europei e proposta del Cdx

La Flat Tax è presente in molti paesi dell’Est Europa e, stando agli studi, sembra essere conveniente solo per stipendi davvero alti.

In Italia, potrebbe non prendere piede a causa dell’articolo 53 della Costituzione, secondo il quale il sistema tributario deve dipendere dalla progressività del contributo del cittadino (più è alto il reddito maggiore sarà l’aliquota), quindi potrebbe essere una proposta che rimarrà tale: gli altri partiti potrebbero fortemente opporsi alla messa in atto di questa legge.

Nei Paesi in cui risulta già essere messa in atto si ritrovano a pagare meno coloro i quali hanno redditi elevati, chi invece ha un reddito basso si ritrova piuttosto svantaggiato.

programma politico di berlusconi alle elezioni
Silvio Berlusconi , 81 anni , dalla D’Urso a presentare il suo programma politico per le elezioni del 2018

Flat Tax: vantaggi esposti dal centrodestra

Tra i vantaggi esposti dal centro destra troviamo la riduzione dell’evasione fiscale: i proprietari di grandi aziende (o chi ha intenzione di aprirne una) non saranno più spaventati dall’alto livello di tassazione, invece i i cittadini potranno fare da sé la dichiarazione dei redditi vista la maggiore facilità di calcolo. Questo comporterebbe una maggiore “volontà” nel pagare le tasse.

Ovviamente questi sono solo i pensieri che il centro destra espone, bisognerà vedere quanto sarà possibile metterla in atto e se sarà ben accetta dal popolo e dagli altri partiti che daranno voce ai propri elettori.

ReD: cos’è il Reddito di Dignità

Il ReD (Reddito di Dignità) dovrebbe essere un aiuto economico dato a chi mensilmente guadagna meno di 1000 euro al mese. La soglia potrà comunque alzarsi in base a diversi fattori, ad esempio il numero di figli e la zona in cui si vive.

Si differenzia dal reddito di cittadinanza in quanto devono essere applicate alcune procedure per ottenerlo ed inoltre bisogna provare che il proprio reddito è al di sotto della soglia stabilita. Anche per questa proposta molti partiti si trovano in disaccordo, si rischia l’evasione fiscale perché molti dichiarerebbero meno per ottenere il ReD.

La difficoltà di realizzazione

I controlli da applicare sarebbero piuttosto costosi e non si riuscirebbero a controllare tutti i richiedenti. Per poter procedere alla richiesta verrà aperto un portale che aiuterà il cittadino a farne domanda, saranno disponibili anche i vari consulenti finanziari, si potranno chiedere informazioni anche ai ragionieri di fiducia che riceveranno, una volta approvata la legge, subito informazioni dettagliate sul come e cosa fare per permettere al cittadino avente diritto di avere il reffito di dignità, anche solo per un certo periodo di tempo, quello in cui, ad esempio, si perde il lavoro o si vive particolari condizioni difficoltose. Su Internet saranno comunque presenti tutti i casi in cui chiunque potrà farne richiesta.

Programma economico del centrodestra, conclusioni:

Ovviamente il programma risulta ancora incompleto e si aspettano i vari comizi che aiuteranno i cittadini a capire come bypassare gli svantaggi e rafforzare i vantaggi che sembrano essere promettenti.

La Flat Tax potrebbe essere ( come molti hanno sempre detto) una tassa che aiuta i ricchi, proprio perchè manca quel principio di proporzionalità tipico delle imposte.

Questo però non deve far escludere a priori questo

Ancora la strada che porterà l’Italia ad una condizione economica ottimale è lunga, probabilmente impossibile in tempi sia brevi che medi, visto che l’Italia non è mai stata un paese molto ricco.

Quello a cui bisogna stare attenti è però questo: nel momento in cui si va a votare, non bisogna usare “il cuore”, la politica non ha niente a che vedere con i sentimenti. La politica serve solo a dare voce a degli interessi che possono essere economici o di diritti individuali o di un gruppo di persone. Bisognerebbe cercare di fare una cernita di quelle che sono le promesse elettorali realizzabili e quelle che sono solo sogni che rimarranno sulla carta.

Per fare questo tipo di cernita, bisogna tenersi informati, conoscere almeno le basi della giurisprudenza italiana, dell’economia italiana, nonchè dei rapporti di forza tra i vari partiti, sindacati e lobby economiche, siano esse la Confindustria che i sindacati di pensionati o lavoratori.

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Collaboratore di Economia Italia dal 2012, scrive di economia, finanza e politica dal 2007. Diplomato in ragioneria, è pubblicista e operatore turistico, ha frequentato la Facoltà di Economia e Commercio e il Dipartimento di Lettere, lingue, letterature , civiltà antiche e moderne, presso l'Università degli Studi di Perugia.

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