Gazprom: Cos’è, perchè è Importante per l’Economia della Russia

Da anni, e ancor più negli ultimi mesi con l’esplosione del conflitto Russia-Ucraina, Gazprom acquisisce una celebrità crescente, poiché protagonista del settore energetico. Oggi in quest’articolo scopriremo cos’è e di cosa si occupa attraverso storia, profilo societario e ultime notizie, per comprendere anche la sua situazione finanziaria.

Indissolubilmente legata al governo russo, con la sua attività d’estrazione e vendita di gas naturale, possiede il monopolio nelle esportazioni approvato da Putin, contando inoltre una serie di partecipate in tutto il mondo. Nonostante sia un nome celebre i media non parlano spesso della sua natura nel dettaglio, occorre quindi capire, cos’è e cosa fa Gazprom?

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Gazprom: Cos'è, perchè è Importante per l'Economia della Russia
Putin gestisce da dietro le quinte Gazprom.

Cos’è Gazprom e di cosa si occupa?

Fondata nel 1989 a San Pietroburgo dopo la privatizzazione del Ministero del Gas sovietico, PAO Gazprom è una multinazionale russa del settore energetico-minerario specializzata nella gestione di gas naturale. Il suo nome è la contrazione di Gazovaja Promyšlennost’, che significa Industria del Gas, mentre la sede principale è a Lachta, periferia di San Pietroburgo. Controllata dal Governo della Federazione Russa al 50,2%, dal 2006 detiene il monopolio dell’export di gas naturale, approvato da Duma e Vladimir Putin ( che ne è il capo, di fatto).

Attraverso una strategia integrata, è attiva in ogni area del settore con:

  • Esplorazione
  • Produzione
  • Raffinazione
  • Trasporto
  • Distribuzione
  • Marketing

La nascita dell’industria di gas russo risale alla Seconda Guerra Mondiale, con esplorazione, sviluppo e distribuzione. Gazprom viene fondata dopo la scoperta di grandi riserve naturali di gas in Siberia, Urali e sul Volga, col presidente Michail Gorbaciov che la nomina ente responsabile di produzione, distribuzione e vendita.

Viene privatizzata nel 1992, sotto la presidenza di Boris Eltsin, divenendo società per azioni, cosa che la porta ad acquisire credibilità e fama anche in Europa, emettendo obbligazioni per 2,5 miliardi di dollari. Tornerà in mani statali nel 2000 col primo governo Putin, che emana riforme per aver maggiore controllo sugli Oligarghi Russi.

Con oltre 50 società partecipate al 100%, tra cui la compagnia aerea Gazpromavia, e oltre 40 società a partecipazione minore, come la banca Gazprombank, ha un fatturato 2021 di 138,28 miliardi di euro, +62,01% rispetto all’anno precedente e +120% dell’export. Secondo la classifica Forbes Global 2000, nel 2020 è la 32a azienda pubblica più grande al mondo, mentre nel 2022 è al primo posto tra le società russe per capitalizzazione sulla Borsa di Mosca superando Sberbank.

Da dove estrae Gazprom?

Il forte business Gazprom dipende principalmente dal giacimento di Urengoj, nella Siberia nordoccidentale e risalente all’età cretacica, costituito da circa 3.000 pozzi per un’area di circa 500 km2, con riserve di 16 trilioni di m3 e produzione a pieno regime di 36,8 miliardi di m3/anno.

Ai fini della produzione, seguono i giacimenti di Yamburgskoye, nei distretti di Tazovsky e Nadymsky, largo circa 150 km2 e con riserve per 8,2 trilioni di m3, e di Shtokman, sul Mare di Barents, per un’area di 1,4 km2 e riserve per 300 miliardi di m3.

Produzione ed esportazione Gazprom

Con oltre 150 partecipate, Gazprom è anche in Italia con Volta al 59% e Promgas al 100%, con presenze anche in Austria, Bielorussia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Kazakistan, Regno Unito, Romania, Svizzera e Turchia. Proprio con la Bielorussia ci fu un contenzioso nel 2007, conclusosi con l’aumento di +100,00 dollari/1.000 m3 di gas per la Bielorussia, che ha risposto con una tassa di trasporto di 42,00 dollari/tonnellata.

Tra i più importanti gasdotti gestiti da Gazprom vi sono:

  • Blue Stream (o Turkstream), verso la Turchia tramite Mar Nero
  • Nord Stream 1 & 2, verso l’Europa occidentale tramite Mar Baltico (Nord Stream 2 viene chiuso a marzo 2022 come effetto delle sanzioni dell’Europa verso la Russia)
  • Yamal-Europe, verso l’Europa orientale tramite Bielorussia
  • Urengoy-Pomary-Uzhhorod, verso l’Europa tramite Ucraina
  • Sakhalin-Khabarovsk-Vladivostok (o Siberia Power), verso Cina ed Estremo Oriente

Secondo dati interni, oltre il 30% dei 600-700 miliardi di m3 di gas naturale viene esportato oltreconfine, di questa percentuale circa il 70% è destinato all’Europa, per 135,75 miliardi di m3, in particolare:

  • Germania, 45,84 miliardi
  • Italia, 20,28 miliardi
  • Turchia, 16,40 miliardi
  • Austria, 13,22 miliardi
  • Polonia, 9,67 miliardi

Molti paesi dell’est-Europa dipendono quasi interamente da Gazprom per le loro forniture di gas naturale, tra tutti Macedonia del Nord, Bosnia-Erzegovina e Bulgaria, che ne fruiscono dal 77% al 100%. Stando a dati del MISE, importandone fino al 95,6% del totale, al 2022 l’Italia dipende dal gas russo per circa il 38,2%, seguito da quello algerino al 22,8%.

Forniture Gazprom, la situazione attuale

Dal 16 giugno 2022 Gazprom taglia a -59,88% le forniture di gas destinate alla Germania provenienti dal Nord Stream 1, riducendola in due giorni da 167 a 67 milioni di m3, soddisfacendo solo il 50% della richiesta italiana. La compagnia russa attribuisce il taglio a problemi tecnici, specialmente della stazione Portovaya sul Mar Baltico.

Secondo Claudio Descalzi, amministratore Eni, i tagli sono in linea con quelli calcolati, mentre gli stoccaggi italiani sono al 54,9% grazie alle forniture da Algeria e Azerbaigian, ipotizzando il raggiungimento del 70-80% entro ottobre 2022. Ovvie ripercussioni sono avvenute sul carburante, che in Italia supera i 2,00 euro sia per benzina che diesel, e sul metano sulla Borsa di Amsterdam, che segna +42,7% nell’ultima settimana da 82,5 a 117,74 euro/MWh.

Misure d’emergenza saranno prese dal Governo Italiano: il presidente Mario Draghi, che ritiene quello di Gazprom un “uso politico del gas”, ipotizza una riduzione del riscaldamento domestico e da ufficio, del consumo delle centrali elettriche e dell’illuminazione pubblica, dando priorità all’utilizzo di centrali a carbone (in totale contrapposizione alle misure di transizione ecologica di chiusura entro il 2025) e all’accelerazione su nuovi fornitori strategici.

A conti fatti, nonostante l’instabile situazione macroeconomica, Gazprom è al centro dell’attuale conflitto Russia-Ucraina senza risentire particolari criticità, poichè uno dei simboli della potenza russa, controllata direttamente dal governo e fornitrice per oltre il 30% di gas naturale all’estero.

Una posizione imponente, che da febbraio 2022 non sembra però subire le sanzioni UE verso Putin, tra cui la chiusura di Nord Stream 2 e i divieti di debito e investimento verso di essa. Secondo il segretario NATO Jens Stoltenberg la guerra potrebbe durare ancora anni, ma davanti alle sanzioni il colosso russo potrebbe rispondere con nuovi tagli, rappresentando una seria minaccia per l’intera Europa.

Gazprom è fondamentale per l’economia russa.

La Russia, nonostante le potenzialità, non è mai diventato un paese ricco per dei suoi problemi strutturali e culturali e l’esportazione delle materie prime come petrolio e gas rimangono uno dei pilastri fondamentali dell’economia, che permettono di pagare pensioni e welfare.

Per questo motivo Gazprom è fondamentale per l’economia in Russia.

 

Un’ondata di misteriosi suicidi dei dirigenti russi di Gazprom

Quattro recenti suicidi di alti dirigenti dell’industria del gas russa sembrano alquanto sospetti. Si ritiene che un caso sia stato quello che è noto come un suicidio prolungato. L’agenzia di sicurezza di Gazprom sta indagando su tutti i decessi. Almeno due dei dirigenti sapevano molto del flusso finanziario dell’azienda.

  1. Il 18 aprile, i corpi senza vita di Vladimir Avayev, 51 anni, sua moglie e la figlia minore, 13 anni, sono stati trovati nel loro appartamento di Mosca. Secondo gli investigatori, Avayev ha prima ucciso sua moglie e sua figlia, e poi se stesso. Secondo quanto riferito, Avayev è diventato geloso del fatto che sua moglie sia rimasta incinta dal suo autista. Alcune persone che hanno contattato l’ex dirigente poco prima della sua morte hanno detto che era di buon umore e niente sembrava che avrebbe sparato alla sua famiglia. La porta dell’appartamento era chiusa a chiave dall’interno, non sono state trovate tracce di altre persone presenti durante la sparatoria, secondo la figlia di 22 anni di Avayev che ha trovato la sua famiglia morta. Avayev era un ex vicepresidente di Gazprombank. Ha gestito un’impresa, anche a Kaliningrad, e ha collaborato con il megacorpo russo Rostech. È un caso di alto profilo per le autorità russe. Un gruppo di investigatori, tra cui il capo del comitato investigativo di Mosca, Andrey Strizhov, è arrivato sulla scena del crimine.
  2. In precedenza, i corpi di altri due alti funzionari della Gazprom sono stati trovati in un lussuoso complesso immobiliare di Leninskoye, vicino a San Pietroburgo.
  3. Alla fine di gennaio di quest’anno, il capo del servizio di trasporto Gazprom Invest, Leonid Shulman, è stato trovato morto nel bagno di casa sua. Accanto a Shulman c’era un biglietto in cui si lamentava del dolore alla gamba rotta. È stato trovato con pugnalate ai polsi. Lo scorso autunno, le unità di sicurezza di Gazprom hanno indagato sulla presunta frode di Shulman durante l’aggiornamento della flotta di veicoli dell’azienda.
  4. Il 25 febbraio, l’ex vice di Gazprom, 61 anni, Alexander Tyulyakov, è stato trovato impiccato in un garage vicino a San Pietroburgo. Non appena la polizia è arrivata sulla scena del crimine, Le unità di sicurezza di Gazprom si sono presentate.
  5. Ravil Maganov, presidente della compagnia petrolifera russa Lukoil, ( la seconda più grande compagnia energetica russa dopo Gazprom), è morto dopo essere caduto da una finestra della Clinica centrale ospedaliera di Mosca.
  6. Ivan Pechorin – 13 settembre 2022. E’ morto volando giù da una barca nel mare artico. Il suo predecessore era morto di “ictus” a 43 anni a settembre scorso. Lui svolgeva il compito di Capo della Corporazione per lo sviluppo del Medio Oriente e dell’Artico,

In tutti i casi, ci sono sospetti diffusi che le morti possano essere state inscenate come suicidi, ma chi è stato e perché? Forse alcune persone di alto livello legate al Cremlino stanno ora nascondendo le tracce di frode nelle aziende statali. Se Gazprom vede importanti rimescolamenti di personale tra i suoi dirigenti, questa ipotesi potrebbe essere vera.

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