Condono Cartelle Esattoriali Agenzia Entrate: Come Funziona la Pace Fiscale 2019

Il Consiglio dei Ministri del Governo MS5 e Lega ha raggiunto l’accordo sulla pace fiscale, un termine più blando per dire che ci sarà un condono delle cartelle esattoriali dell’Agenzia delle Entrate, vediamo chi avrà diritto a questo ‘sconto fiscale’ , i requisiti e caratteristiche del condono delle cartelle esattoriali. Dopo dibattiti e chiarimenti, sebbene tuttora sembrano sorgere questioni che richiamano l’opinione pubblica a pretendere ulteriori spiegazioni, si può indicare il funzionamento della pace fiscale e di cosa prevedere la normativa. Riguardo cosa sia esattamente, si parla perlopiù di un’importante operazione di condono, ma gli addetti ai lavori la definiscono come quell’azione rivolta ad introdurre all’interno del Decreto Fiscale 2019 degli articoli atti a ridurre il peso del fisco sui contribuenti. Per chiarire, la pace fiscale prevede quattro operazioni: rottamazione delle cartelle, liti pendenti avanti il tribunale tributario, dichiarazione integrativa speciale al 20% e stralcio dei debiti sino a mille euro. Le prime due, cioè la rottamazione e le liti giudiziarie sul tema fiscale, sono i primi passi che il Governo attua per riuscire a raggiungere altro importante scopo: la famosa novità fiscale sulla flat tax.

 

Come funziona il Condono Cartelle Esattoriali o Pace fiscale 2019

Tanti operatori del settore definiscono la pace fiscale dell’attuale Governo come l’ennesimo condono cartelle esattoriali, strumento che faciliterà la vita retributiva di molti evasori concedendo meccanismi per evitare di adempiere completamente agli obblighi fiscali.

Secondo i promotori si parla di uno strumento indispensabile a regolarizzare la posizione dei contribuenti che non si trovano nella condizione di effettuare il pagamento delle imposte. In questi giorni la situazione sembra essere tesa proprio riguardo la pace fiscale, seppure i membri del Governo tranquillizzano l’opinione pubblica a riguardo affermando che non esistono problemi.

Detto questo, le norme sull’argomento fanno parte del Decreto Fiscale connesso alla Legge di Bilancio 2019, differente da precedenti affermazioni annunciate dalla Lega riguardo il pagamento del debito. Infatti prevedevano tre differenti aliquote, rispettivamente del 6%, 10% e 15% per il pagamento del debito sulle somme non dichiarate calcolato tenendo conto della situazione economica del contribuente. Ad oggi di parla di dichiarazione integrativa al fine di portare alla luce somme appunto non dichiarate, entro un limite al momento di 65.000 euro. A fronte di questi punti che sembrano necessitare di ulteriori chiarimenti, ciò che risulta chiaro sono:

  • · meccanismo di rottamazione delle cartelle;
  • · stralcio dei debiti sino a mille euro;
  • · dichiarazione integrativa a cui sarà applicata l’imposta del 20%;
  • · definizione in termini agevolati delle attuali cause pendenti tra il contribuente ed il fisco.

Comunque servirà l’emanazione dell’atto finale, precisamente la Legge di Bilancio 2019, per dirimere le controversie esistenti sulla pace fiscale. Difatti al momento anche se le norme sono state scritte e presentate al Presidente della Repubblica, sino alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale non esiste una certezza totale sulle decisioni prese.

Condono Cartelle Esattoriali Agenzia Entrate: Come Funziona la Pace Fiscale 2019Condono Cartelle Esattoriali Agenzia Entrate: Come Funziona la Pace Fiscale 2019

Rottamazione ter delle cartelle esattoriali

Il meccanismo della rottamazione ter consente di pagare l’importo del debito assunto dal contribuente al netto delle sanzioni e degli interessi maturati e dovuti. Significa che adempiendo alla rottamazione ter, il debitore deve corrispondere una somma priva delle eventuali sanzioni applicate, della mora e relativi interessi ed anche delle eventuali sanzioni civili accessorie. Le cartelle esattoriali che rientrano in questa rottamazione sono quelle emesse nel periodo temporale tra il 1° gennaio 2000 ed il 31 dicembre 2017; ovvero precisamente le stesse trasferite dalla vecchia Equitalia all’Agenzia delle Entrate e Riscossioni. Le istante per accedere alla rottamazione ter sono da presentare entro il 30 aprile 2019, adoperando i moduli scaricabili dall’apposita sezione del sito istituzionale dell’Agenzia delle Entrate. Il meccanismo stabilisce il pagamento del dovuto in dieci rate, suddivise nei cinque anni seguenti, le cui scadenza saranno il 31 luglio e 30 novembre di ogni anno.

Liti pendenti tra contribuente e fisco

Tale decisione serve a dirimere le numerose controversie pendenti avanti l’autorità giudiziaria che vedono come parti il contribuente ed il fisco. La normativa da introdurre nella Legge di Bilancio prevede che in caso di soccombenza dell’Agenzia delle Entrate sono previste due differenti pagamenti del dovuto: in primo grado si dovrà metà del valore del procedimento; in secondo grado si dovrà il terzo del valore del procedimento. Come specificato, queste agevolazioni sono previste nel caso in cui l’Agenzia delle Entrate sia soccombente sul merito o sull’ammissibilità dell’intero procedimento. È stabilito inoltre che nel caso la lite riguardi le sanzioni non collegate e gli interessi di mora, il contribuente potrà corrispondere solamente il 15% del valore della controversia.

 

Stralcio delle cartelle sino a mille euro

Lo stralcio è la procedura che prevede di separare una posizione giuridica da un procedimento, in modo da esaminarla in separata sede. La pace fiscale come definita dal Governo, prevede la possibilità di operare lo stralcio dei procedimenti riguardanti somme non superiori a mille euro, senza dovere corrispondere il dovuto per le sanzioni e gli interessi. La cancellazione dei procedimenti riguardanti le somme non superiori a mille euro è automatica, non sarà dovuta alcuna presentazione di apposita domanda. Secondo i dati presentati dallo stesso Governo, questi procedimenti sono il 55% del totale dei debiti da riscuotere, coinvolgendo quasi 15 milioni di contribuenti in Italia.

 

Dichiarazione integrativa al 20%

Il meccanismo della dichiarazione integrativa speciale consente al contribuente di evitare possibili ulteriori sanzioni su somme di danaro omesse al fisco. Accedendo a questa procedura, potrà il debitore presentare una nuova dichiarazione evidenziando le possibili somme sommerse, corrispondendo per essere un dovuto del 20%. Tale decisione è rivolta a consentire ai contribuenti di mettersi in regola con il fisco, senza incorrere in sanzioni per non avere indicato nelle proprie dichiarazioni dei redditi il vero totale sui guadagni. All’inizio di parlava di un limite pari ad un terzo dei redditi dell’anno precedente e non superiore ad un tetto massimo di 100.000 euro, ma quest’ultima somma sembra essere stata ridimensionata. Ad oggi sembra essere 65.000 euro a cui si applicherà un’imposta del 20%, operando come sanatoria grazie alla dichiarazione integrativa. Comunque sarà l’atto finale del Governo, cioè il Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2019, a dirimere ogni possibile controversia sugli aspetti non chiari della pace fiscale. Per questo serve attendere la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del testo finale.

 

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