Comprare Buoni Fruttiferi Postali conviene per investire, oggi?

Conviene ancora comprare Buoni Fruttiferi Postali per investire, nel  2018?
Abbiamo già parlato dei Buoni di Poste italiane, ma vediamo se ancora oggi, investire i propri risparmi nei Buoni Postali, è ancora un’idea valida. Idea che può arrivare dopo aver visto la campagna pubblicitaria condotta da Poste Italiane e tesa a riportare l’attenzione su questo strumento finanziario, sicuramente si tratta di un investimento sicuro.

Va infatti considerato il particolare momento economico e un quadro nel quale sono diventati sempre più rari i modi per poter mettere a frutto con buoni rendimenti i risparmi in un mondo occidentale caratterizzato da bassi tassi di interesse, come forse non era mai successo prima.

Perchè comprare Buoni Fruttiferi Postali ancora oggi?

Proprio il quadro d’insieme spinge di conseguenza molte persone a chiedersi se i buoni fruttiferi emessi da Poste Italiane possano rappresentare una reale alternativa ai bond emessi a livello statale e alle azioni.

Nel primo caso, le politiche varate dalla Banca Centrale Europea guidata da Mario Draghi hanno comportato un vero e proprio crollo dei rendimenti offerti dai bond sovrani, mentre nel caso delle azioni sono gli stessi risparmiatori a diffidare di uno strumento comunque rischioso per la sua affidabilità.

Da quanto detto, ne discende che se da un lato è sempre meno produttivo immobilizzare i propri soldi su un conto bancario, a causa di rendimenti inadeguati e spese di gestione elevate, dall’altro i risparmiatori sono alla ricerca di strumenti finanziari non rischiosi.

La ricerca è però resa complicata dal difficile momento vissuto dai mercati finanziari.
Dopo la crisi dei mutui subprime, i timori per nuovi crolli dei mercati azionari sono ancora molto forti, spingendo molti risparmiatori a scrutare ansiosamente l’orizzonte.

In un contesto di questo genere, si può dunque capire il rinnovato interesse verso i Buoni Fruttiferi Postali.Conviene comprare i Buoni Fruttiferi Postali per investire, oggi?

Comprare Buoni Postali per diversificare il portafoglio titoli

Lungi da Noi consigliare di comprare i Buoni di Poste italiane per fare un investimento redditizio, rimane il fatto che sono strumenti finanziari garantiti dallo Stato italiano e li possiamo considerare come le Obbligazioni di Stato.

Per diversificare il Nostro portafoglio titoli, possiamo quindi acquistare un certo numero di Buoni Postali, sapendo che sarà una sorta di risparmio garantito il quale proteggerà dall’inflazione i Nostri risparmi.

Cosa sono i Buoni Fruttiferi Postali

I Buoni Fruttiferi Postali, noti anche con l’acronimo di Bfp, sono ormai da molto tempo uno strumento estremamente utilizzato dai risparmiatori del Belpaese. Per capire il loro successo basta in effetti ricordare come gli italiani abbiano investito oltre 200 miliardi di euro in Bfp.

Essi rappresentano un titolo che consente al sottoscrittore di vedersi garantito al termine del periodo previsto non soltanto il capitale versato, ma anche degli interessi che sono stati prefissati proprio in base alla durata dell’investimento.

A collocarli sul mercato è Poste Italiane, tramite la sua rete di distribuzione.

Come funzionano i Buoni Fruttiferi Postali

Il funzionamento dei Buoni Fruttiferi Postali è molto semplice: il sottoscrittore provvede al versamento di una somma, che fornisce la base su cui saranno calcolati gli interessi.

Se si può decidere in ogni momento di ritirare quanto versato e gli interessi nel frattempo maturati, va anche precisato come il periodo minimo per ottenere una remunerazione si aggira tra i sei e i dodici mesi, a seconda della tipologia che è stata adottata.

I Buoni Fruttiferi Postali rappresentano un investimento sicuro

Va rilevato come gli esperti concordino nel ritenere i Buoni Fruttiferi Postali un investimento sicuro.

A fare da base al loro ragionamento è in particolare il fatto che su questo strumento finanziario eserciti il suo benefico influsso lo Stato, il quale pone la sua garanzia mediante la Cassa Depositi e Prestiti (CDP).

Va infatti puntualizzato come i Bfp, pur essendo collocati da Poste Italiane, vengano in effetti emessi dalla CDP.

A renderli sicuri è soprattutto il fatto che i Buoni Fruttiferi Postali non risentano delle forti mutazioni che caratterizzano il mercato, una dote che li differenzia quindi anche dai Buoni del Tesoro e che può invogliare soprattutto chi non intenda mettere a repentaglio la propria situazione finanziaria.

Tassazione e rendimenti dei BFP:

I Buoni Fruttiferi Postali, hanno una imposta di bollo, possono inoltre vantare un regime fiscale più conveniente nei confronti delle altre rendite finanziarie, dovendo pagare il 12,5% di tasse invece del 26% delle seconde.

Per quanto riguarda i rendimenti, va ricordato che essi variano appunto in base al tipo di titolo scelto e alla sua durata.

I Buoni Fruttiferi Postali a sei mesi partono da un rendimento nominale dello 0,1%, destinato a crescere con il periodo in cui si versa il proprio capitale.

Comprare Buoni Fruttiferi Postali 2018: Rendimento, Calcolo, Conviene?
Quali sono i vantaggi offerti dai Bfp

Il vantaggio più notevole offerto da questo strumento è la sicurezza di avere comunque un rendimento, pur basso, in un quadro di mercato turbolento e tale da comportare notevoli rischi per chi intenda investire in azioni.

Il rendimento abbastanza limitato, dovrebbe peraltro spingere a dare una definizione più precisa dei Bpf in veste di strumento per il risparmio, più che come un modo di investire.
Considerati i recenti fatti che hanno interessato alcuni istituti bancari italiani, si tratta comunque di una caratteristica da apprezzare.

Andrebbe poi sottolineato come i Buoni Fruttiferi Postali rappresentino anche un modo di aiutare l’economia tricolore, in quanto proprio tramite il loro collocamento la Cassa Depositi e Prestiti riesce a reperire i fondi necessari per il finanziamento dei lavori pubblici.

Inoltre i sottoscrittori non devono versare alcuna commissione e non sono sottoposti a spese di gestione.

L’unica spesa aggiuntiva è la quota che occorre versare per iscriversi, attestata a 50 euro.

 

Svantaggi dei Buoni Postali

Gli svantaggi dei Bpf Il primo svantaggio da mettere in evidenza è proprio la bassa remunerazione dell’investimento, lontanissima ad esempio da quanto era garantito una volta dai Buoni Ordinari del Tesoro (Bot).

Un altro svantaggio, da molti reputato soltanto teorico, è il rischio emittente, ovvero il fatto che i Bfp in caso di default dell’Italia non varrebbero più nulla.

Un rischio che sconsiglia di sottoscriverli insieme ai Buoni del Tesoro Poliennali (Btp), altro strumento ad esso sottoposto, in quanto impedirebbe di diversificare l’investimento.

Al proposito andrebbe comunque sottolineato come la mancata ripartenza dell’economia globale e la stentata o nulla crescita del nostro Prodotto Interno Lordo (PIL) sembrino rendere leggermente più concreta l’ipotesi di un fallimento dello Stato che rimane comunque più che altro un’ipotesi scolastica.

Non manca però un’altro elemento di preoccupazione che dovrebbe far riflettere, legato proprio alla storia dei Bpf.

Va infatti ricordato come alcuni risparmiatori abbiano deciso di adire le vie legali contro Poste Italiane in relazione alla corresponsione di interessi giudicati non congrui.

Una vicenda relativa ai buoni trentennali che è andata peraltro ad aggiungersi ad altri episodi riguardanti i Bpf a medio termine, tale da procurare all’ente accuse neanche velate di opacità nella gestione dei mezzi finanziari da parte delle associazioni che difendono i consumatori.
Infine, occorre ricordare come non tutti i Buoni Fruttiferi Postali siano convenienti.

A tal proposito andrebbe puntualizzato come lo siano soltanto quelli su cui vadano a gravare interessi fissi o variabili stabiliti sulla base di parametri certi. Mentre non lo sono i Bfp la cui remunerazione sia collegata all’andamento degli indici azionari.


Esiste un rischio Bail In?

L’ultimo aspetto da esaminare è quello legato al rischio di Bail In, ventilato da alcuni addetti ai lavori anche per i Bpf.

A tal proposito si può comunque escludere questa ipotesi, in quanto Poste Italiane è ancora controllata dallo Stato tramite il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ed emette appunto tramite Cassa Depositi e Prestiti.

Inoltre l’istituto non utilizza i soldi di BancoPosta per i finanziamenti ai privati, ma funge soltanto da intermediario.

Di conseguenza possiamo affermare che nel caso dei Buoni Fruttiferi Postali 2018, ancora ha senso investire

Conclusioni: comprare Buoni Postali per diversificare il portafoglio titoli

Lungi da Noi consigliare di comprare i Buoni di Poste italiane per fare un investimento redditizio, rimane il fatto che sono strumenti finanziari garantiti dallo Stato italiano e li possiamo considerare come le Obbligazioni di Stato.

Per diversificare il Nostro portafoglio titoli, possiamo quindi acquistare un certo numero di Buoni Postali, sapendo che sarà una sorta di risparmio garantito il quale proteggerà dall’inflazione i Nostri risparmi.

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Collaboratore di Economia Italia dal 2012, scrive di economia, finanza e politica dal 2007. Diplomato in ragioneria, è pubblicista e operatore turistico, ha frequentato la Facoltà di Economia e Commercio e il Dipartimento di Lettere, lingue, letterature , civiltà antiche e moderne, presso l'Università degli Studi di Perugia.

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