Successione Legittima: a Chi Spetta l’Eredità tra Fratelli, Cosa dice la Legge

Oggi ci occupiamo di successione legittima, e nello specifico della successione legittima tra fratelli.
Quando si parla di eredità, si evocano molte sensazione, e risentimenti, specie quando sorgano contrasti sulla divisione dell’ asse ereditario.
Quando muore un caro è sempre un gran dolore emotivo, a questo malessere psicologico si aggiungono tutta un a serie di obblighi burocratici da svolgere il prima possibile per evitare conseguenze peggiori, come incappare in multe o sovrapprezzi; il diritto di successione è piuttosto complicato da capire, il Codice Civile gli dedica ampi spazi, su Economia Italia già ne abbiamo parlato altre volte ( come troverete nei Link di riferimento), oggi vediamo cosa dice la legge.
Cerchiamo di puntualizzare alcuni concetti molto importanti in tema di eredità, e successione legittima.

Successione legittima – precisazioni

Con il termine di successione legittima si intende quella tipologia di successione che viene aperta qualora manchi un testamento, o qualora il testamento non dia disposizioni integrali sull’ asse ereditario.

Diversa dalla successione legittima è quella legittimaria che riguarda esigenze che il nostro legislatore ha voluto normare espressamente: successione riguardanti il coniuge, discendenti ed ascendenti anche in assenza di un testamento.

In riferimento al nostro tema, ossia la successione legittima, l’ articolo 457 del Codice civile stabilisce che la stessa si apre solo quando manchi, in tutto od in parte, un testamento.
Il secondo comma dello stesso articolo stabilisce che non si apre successione legittima se non quando manca, in tutto o in parte quella testamentaria.
Da questi assunti ne deriva che la mancanza totale di un testamento non è requisito per aprire una successione legittima.
Ma a chi spetta la successione legittima?

Quote della successione legittima, i vari casi

Successione Legittima: a Chi Spetta l'Eredità tra Fratelli, Cosa dice la Legge

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Beneficiari di una successione legittima

Il nostro legislatore all’ articolo 565 del Codice civile chiarisce chi siano i beneficiari di una successione legittima. Nell’ ordine: coniuge, discendenti, ascendenti, collaterali (fratelli e cugini), altri parenti con grado inferiore, e per ultimo lo Stato.
Dalla lettura di questo articolo ne scaturisce che la parentela è rilevante, e lo è fino al sesto grado.

Ma come calcolare le quote di successione legittima?

Il calcolo delle quote di successione dipende dalla chiamata all’ eredità in forza di una successione legittima: essere chiamati all’ eredità, in successione legittima, fa acquisire la qualifica di delati.

Considerando contemporaneamente gli articoli 566 e 567 del Codice civile, si evince che al padre ed alla madre succedono i figli, anche quelli adottivi, in parti uguali. Ogni figlio, quindi, ha una quota uguale all’ altra. Tali articoli non si applicano, ad esempio, in caso di concorrenza di coniuge e figli all’ asse ereditario in una successione legittima.

Una breve puntualizzazione sulle succesioni

Qualora il de cuius lasci, come superstiti, i genitori (in assenza di coniuge o fratelli), gli stessi succederanno in parti uguali.
Se il de cuius lasci, sempre come superstiti, nessun genitore, né fratello, né coniuge, e invece si riscontrino ascendenti (nonni, ad esempio), sono questi ultimi a succedere in parti uguali: metà per la linea paterna, e metà per la linea materna. L’ ascendente più prossimo esclude il più remoto: tra nonno e bisnonno, l’ erede legittimo è solo il nonno.

Fratelli, sorelle ed altri parenti hanno diritto all’eredità?

Ritorniamo al tema della nostra trattazione odierna: fratelli e sorelle, ed uniamoci la presenza di altri parenti.
Consideriamo il caso di un soggetto che muore in assenza di figli, genitori, coniuge, ma solo fratelli. Ebbene, questi succedono in (successione legittima) in parti uguali.
L’ articolo 570 del Codice civile stabilisce alcuni concetti importanti.
Nello specifico, il secondo comma chiarisce come quando ci siano dei fratelli unilaterali (ossia che condividono un solo genitore – uterini se con stessa madre, e consaguinei con stesso padre), gli stessi conseguano solo la metà dei fratelli bilaterali (entrambe i genitori sono condivisi). Esempio. Se il de cuius lasci un asse ereditario di Eur 150,00 con superstiti un fratello bilaterale, ed una sorella unilaterale, succede quanto segue: al fratello bilaterale spetta 100, mentre alla sorella unilaterale solo 50.

Ed in caso di concorso fra genitori, o ascendenti e fratelli?

Nella nostra successione legittima, riguardante il de cuius, qualora i genitori concorrano con eventuali fratelli, ai genitori spetta non meno della metà dell’ asse ereditario. La parte rimanente andrà divisa tra i fratelli, con le precisazioni sopra ricordate in presenza di fratelli unilaterali o bilaterali. In proposito, interviene, ad ulteriore conferma, l’ articolo 571 del Codice civile.

La presenza dei parenti, oltre i casi di cui sopra: cominciano a complicarsi un poco le cose.

I parenti, fino al grado sesto, concorrono in parti uguali, ovviamente a parità di grado, ed il parente maggiormente prossimo esclude il più remoto. L’ articolo 572 del Codice civile chiarisce come la regola, appena enunciata, valga solo qualora il de cuius non lasci ascendenti, discendenti, fratelli, o coniuge.

Aggiungiamo la presenza del coniuge, ai fratelli, e vediamo cosa succede per la successione legittima.
Il nostro legislatore, all’articolo 581 del Codice civile, afferma come al coniuge vada la metà dell’ ereditàse concorre con un figlio, ed un terzo qualora concorra con due figli, o più, del de cuius.
In assenza di figli, ed in presenza di ascendenti, fratelli/sorelle, al coniuge spettano soltanto i due terzi dell’ asse ereditario.
Se il coniuge non concorre con ascendente, figli, fratelli e sorelle, a quest’ ultimo spetta l’ asse ereditario in toto (articolo 583 Codice civile).
In caso di separazione, il coniuge concorre all’ eredità come se la separazione non fosse avvenuta, salvo il caso di separazione con addebito.

Secondo il dettame dell’ articolo 586 del Codice civile, se all’ apertura della successione legittima, nessuno si presenti, o tutti rinuncino all’ eredità, lo Stato subentra in toto.

E se i fratelli, o altri delati rinunciano all’eredità?

Secondo quanto prevede l’ articolo 521 del Codice civile, chi rinuncia all’ eredità viene considerato come non chiamato. Conseguentemente, come stabilisce l’ articolo 522 del Codice civile, si crea l’ accrescimento nella successione legittima: la quota del rinunciante accresce la quota degli altri delati che accettano.
Rimane salva la rappresentazione come prevista dall’ articolo 467 del Codice civile: i discendenti subentrano nel grado del loro ascendente qualora (i discendenti) siano, in riferimento al de cuius, discendenti o fratelli/sorelle.

Diritto su Successione, Conclusioni

Da quanto sopra esposto, sia in riferimento ai fratelli, ed in generale sulla successione legittima, aggiungiamo come il de cuius, qualora caso faccia testamento, non può disporre pienamente del suo patrimonio, in quanto la legge fissa dei paletti precisi sulla parte dell’ asse ereditario che devono essere riservati ai legittimari, ossia il coniuge, i figli, e gli ascendenti legittimi, anche quando venga disposto diversamente.

Fonti: Commentario del Codice CivileS. mortis causa nella famiglia legittima e naturale

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