Quanto Guadagna un Ministro: Stipendio di un Ministro in Italia

La politica ha un costo rilevante per i cittadini, specie in Italia.
Parlare di stipendio per parlamentari e ministri può diventare un argomento di discussione, con l’ avvertenza che parliamo, in ogni caso, di cifre abbastanza spesso elevate.
Ciò che i cittadini italiani rimproverano alla politica non riguarda solo il costo, o gli stipendi. Come noto, il Governo attuale sta lavorando, così pare, per ridurre i privilegi della politica, anche per i ministri, prima e dopo l’ incarico.
Parlare di stipendi dei politici in Italia è un argomento che fa molta presa sul pubblico. In Italia lo stipendio medio è di circa 1600 euro nette al mese, ma va detto che ci sono milioni di persone che prendono molto meno e altri milioni che non lavorano, quindi quando sentono che un parlamentare può arrivare a prendere tra stipendi e rimborsi fino a 20 mila euro a l mese fa nascere un sentimento di invidia e  di rabbia.

Questo stato di cose in questi ultimi anni è stato molto sfruttato dalla politica per creare consenso al grido di “tagliamo i privilegi”, stipendi che in realtà andrebbero anche bene se non fossero aiutati da altre forme vero e proprio privilegio e di risultati, cioè di vero impegno a migliorare la vita di tutti i cittadini italiani, cosa che spesso latita. Se anche i politici fossero sottoposti ad una valutazione di redditività, questa classe politica dovrebbe essere come minimo redarguita, se non licenziata in buona parte e sostituita con persone più qualificate.

Prima di occuparci di quanto guadagna un ministro in Italia, puntualizziamo cosa statuisce la nostra carta costituzionale in merito. Chi è un ministro, e come lo si diventa?

Quanto Guadagna un Ministro: Stipendio di un Ministro in Italia
Foto al giuramento da ministri del Governo Conte 2

Essere ministro della Repubblica in Italia

La nostra Costituzione si occupa profusamente della figura di ministro.

L’ articolo 92 dispone che il Governo sia composto dal Presidente del Consiglio dei ministri e dai ministri.
Un ministro, così come il Presidente del Consiglio, sono funzionaria dello Stato italiano: svolgono la propria attività a servizio del paese, sono retribuiti, ma la loro attività non rappresenta una professione.

In merito al numero dei ministri della Repubblica, la legge n. 244 del 2008 (legge finanziaria) statuisce all’ articolo 1 che il numero dei ministeri sia quello previsto dal decreto legislativo n. 300 del 1999, quindi 12.
In merito al numero totale dei componenti il Governo, inclusi i ministri senza portafoglio, vice ministri e sottosegretari di Stato non deve eccedere il numero di 60. La legge appena citata è una legge ordinaria, e quindi, può sempre essere variata, così che il numero che abbiamo citato può essere soggetto a variazione.
In merito alla scelta dei ministri, gli stessi possono essere scelti tra i membri del Parlamento italiano, ma anche no.
Un ministro, dopo la nomina, può continuare ad appartenere ad una delle Camere: la legge non statuisce alcuna incompatibilità in merito.

I ministri possono essere preposti ad un ministero specifico: in tal caso vengono definiti ministri con portafogli, ministri segretari di Stato, o semplicemente ministri. Qualora siano nominati, senza essere preposti ad un ministero specifico, sono definiti ministri senza portafoglio. Questi ultimi sono in ogni caso parte del Consiglio dei ministri, e del Governo.

Il numero dei ministeri, l’ organizzazione e le attribuzioni sono statuiti dalla Costituzione all’ articolo 95.
I ministri con portafoglio lavorano in cooperazione con i sottosegretari di Stato e da vice ministri.

Ogni provvedimento assunto da un ministro nell’ esercizio delle sue funzioni viene preso con decreto (decreto ministeriale), ossia un provvedimento amministrativo vero e proprio.
I decreti ministeriali possono essere emanati anche da più ministri contemporaneamente, in tal caso di si parla di decreto interministeriale, qualora il provvedimento disciplini aree tematiche diverse.
L’ articolo 14 della legge n. 165 del 2001 prevede che, ogni anni, ed entro 10 giorni dalla pubblicazione della legge di bilancio, ogni ministro provveda a svolgere determinate attività.
Nello specifico, ogni ministro provvede a definire obiettivi, e priorità della sua azione. Provvede ad assegnare ai dirigenti, assegnati a centri di responsabilità del ministero, le risorse finanziarie adeguate.
Un ministro non può avocare, o riservare a sé provvedimenti che devono essere adottati dai dirigenti preposti, e parimenti non può annullarli. Ciò che può fare il ministro, in caso di palese inerzia ed inattività del dirigente, ed in caso di tutela dell’ interesse pubblico prevalente, è il nominare un commissario ad acta che vi provveda.

L’ articolo 95 della Costituzione prevede che i ministri siano responsabili sia collegialmente (per gli atti del Consiglio dei ministri), sia individualmente per gli atti del proprio dicastero.
A livello politico, i ministri sono responsabili verso il Parlamento, potendo essere sfiduciato sia il Governo in toto, sia i singoli ministri.
Oltre alla responsabilità politica, esiste una responsabilità amministrativa, ed una penale (reati commessi nell’ esercizio delle funzioni). Esiste un meccanismo costituzionale specifico per poter giudicare un ministro colpevole penalmente, e lo stesso viene richiamato sovente dai media in caso di accusa per gravi responsabilità di singoli ministri. Non ci soffermiamo su questo tema.

A fronte di quanto detto, è corretto parlare di stipendio elevato di un ministro? Quanto guadagna un ministro?

Il guadagno di un ministro in Italia

Abbiamo già accennato come sia opinione popolare prevalente che i costi della politica, siano parlamentari, siano ministri, siano troppo elevati e vadano contenuti.
Ma proviamo a fare qualche considerazione sul guadagno di un Ministro della Repubblica italiana.
Il modo più semplice per poter dare qualche indicazione è il considerare la dichiarazione dei redditi di ogni singolo ministro.
Nel precedente Governo (governo giallo – verde con Di Maio e Salvini), il ministro dell’ Interno dichiarava all’ incirca Eur 8500,00 come reddito imponibile. Sempre il ministro dell’ Interno aggiungeva nella sua dichiarazione dei redditi circa Eur 11000,00 per i diritti legati al suo libro, ed Eur 100000,00 come Eurodeputato. Il guadagno come ministro pare non essere niente male, anche se, forse, non si tratta di una cifra esorbitante.
Il ministro del Lavoro Poletti, o meglio ex ministro (fonte Sole 24 Ore) dichiarava un ammontare lordo per circa Eur 114000,00 (stipendio netto come ministro Eur 5500,00).

In generale, considerando anche i diversi benefici, come la diaria, possiamo ipotizzare uno stipendio che oscilla intorno ai 5.000 euro netti al mese.

A questi soldi, va aggiunto lo stipendio da senatore o da deputato della Repubblica.

Come si diventa Ministro e Ministri e Primi Ministri “non eletti dal popolo

C’è da dire che un Ministro può essere anche una persona non eletta come parlamentare, in questi ultimi anni ci sono stati molti casi: dall’attuale primo ministro Conte ( 1° e 2° mandato), Renzi, Monti. Ma anche altri, come l’attuale Ministro dell’Interno Lamorgese che è stata scelta in quanto Prefetto.

Infatti, al momento in cui si insedia un Governo, i partiti che formano la maggioranza possono mettersi d’accordo per chiamare a formare il Governo un Primo Ministro di grande personalità ed autorità nazionale, anche se costui non è mai stato eletto come parlamentare.

A sua volta , dopo che il Presidente della Repubblica gli ha affidato l’incarico di formare un governo, Il Capo dell’esecutivo,  può chiamare a far il ministro persone competenti nella specifica materia, esattamente come l’ex Prefetto Lamorgese che è poi diventato Ministro dell’Interno.

A questo punto, se il Presidente della Repubblica non ha dubbi o reclami da fare sui ministri indicati dalla maggioranza, provvederà a nominarli Ministri della Repubblica e si svolgerà il noto giuramento sulla Costituzione Italiana.

Certo sono cifre importanti, anche se parliamo di un ministro della Repubblica che rappresenta il nostro paese, anche a livello internazionale.

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