Piano di accumulo e fondo pensione: ecco quali sono le differenze e quando servono

Dati i numerosi sconvolgimenti economici, politici e sociali che stanno investendo negli ultimi anni non solo l’Italia, ma l’intero pianeta, pensare al futuro è oggi più importante che mai. Tra gli aspetti da prendere in maggiore considerazione rientra quello finanziario.

Mettere da parte un piccolo capitale per quando si andrà in pensione oppure da utilizzare per effettuare un acquisto importante e improrogabile diventa ogni giorno più difficile, ma ricorrendo alle giuste soluzioni si può riuscire nell’impresa.
Tra i metodi più utili a tal fine rientrano i fondi pensione e i piani di accumulo.

Diciamo subito che si tratta, in entrambi i casi, non solo di forme di risparmio, ma anche e soprattutto di forme di investimento, dunque non prive di rischi.

Per questo motivo, prima di sottoscrivere un contratto, dovresti rivolgerti a professionisti del settore che, dopo aver valutato con attenzione la situazione finanziaria personale e il livello di rischio per te accettabile, possano aiutarti a capire come scegliere il PAC che fa per te o il fondo pensione più adatto alle tue esigenze.

In questo articolo ci limiteremo a delineare le caratteristiche dei due metodi di risparmio e investimento, sottolineando le differenze e cercando di capire in quali circostanze potrebbero risultare utili.

Piano di accumulo e fondo pensione: ecco quali sono le differenze e quando servono
Piano di accumulo e fondo pensione: ecco quali sono le differenze e quando servono

Piano di accumulo capitale: di cosa si tratta

Comunemente abbreviato con la sigla PAC, il Piano di Accumulo Capitale è un metodo di investimento flessibile che consente di accantonare periodicamente delle piccole o grandi somme di denaro.

Tale denaro non viene depositato su un conto o su un libretto di risparmio, ma è utilizzato dal gestore del fondo scelto per l’acquisto di titoli di vario genere, in genere ben diversificati.

L’ammontare delle somme versate mensilmente o con altra cadenza è correlato alle reali possibilità dell’investitore e permette di aumentare gradualmente il valore dell’investimento.

Che cos’è il Fondo Pensione e come funziona

Il Fondo Pensione è pensato come forma di previdenza integrativa e il suo funzionamento è in parte simile a quello del Piano di Accumulo, in quanto prevede il versamento periodico di somme di denaro che il gestore del fondo provvederà a investire per la creazione di un paniere di titoli ben diversificato.

Oltre ai versamenti volontari, i quali possono essere effettuati tanto da lavoratori e liberi professionisti, quanto da casalinghe e disoccupati, chi ha un lavoro dipendente può decidere di versare nel fondo anche il TFR, ossia il trattamento di fine rapporto.

PAC e Fondo Pensione: quali sono le differenze

Nonostante le somiglianze, Piani di Accumulo e Fondi Pensione presentano caratteristiche e finalità diverse.

Mentre il primo è pensato per chi desidera investire somme di denaro via via crescenti, al fine di raggiungere un obiettivo economico sul medio o lungo termine, il secondo consente di ottenere una rendita che andrà ad aggiungersi alla previdenza obbligatoria.

Chi aderisce a un Piano di Accumulo può dunque uscire dall’investimento ed entrare in possesso del denaro maturato in qualsiasi momento, mentre il Fondo Pensione è vincolato al raggiungimento dell’età pensionabile.

La scelta tra i due, da effettuarsi preferibilmente con l’aiuto di un consulente finanziario, deve dunque tenere conto degli obiettivi, nonché dell’orizzonte temporale dell’investimento.

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