Economia Italiana in Recessione non è un Problema, il Problema è non fare nulla

L’economia italiana è in recessione, ora è ufficiale – 0,2% del PIL al 4° trimestre 2018 su un’aspettativa che era del – 0,1%, dice Istat. Siamo ufficialmente in recessione economica in quanto per 2 trimestri consecutivi c’è stato il segno meno del PIL.
Nonostante questa non sia una bella notizia, la notizia peggiore è quella che non si sta facendo nulla per contrastare questa recessione economica. la manovra del Governo Conte anzi è basata su una crescita del 3% nel 2019, è questo che diceva il Ministro Savona solo 4 mesi fa, cioè a settembre 2018.
Siamo al 31 Gennaio 2019 e ora scopriamo che l’economia italiana è in recessione; gli italiani vogliono sapere di chi è colpa.
Cosa diranno quando scopriranno che la recessione è colpa del patto che gli italiani hanno stretto con la politica?

Economia italiana in recessione, che fare?

Questo Governo ha puntato tutta la sua manovra economica su Reddito di Cittadinanza e Quota 100.

Si tratta di due provvedimenti che – ad un primo momento – possono sembrare subito molto utili e ben pensati, tanto che anche i precedenti governi avevano un REI ( simile al reddito di cittadinanza) e altre forme di prepensionamento , ma si tratta di provvedimenti che possono alleviare temporaneamente i problemi di qualche fascia di popolazione, ma che nel lungo periodo potrebbero non portare quei benefici in cui punta il Governo Conte, cioè una “ripartenza” dell’economia italiana.

Il vero problema è che contro la recessione dell’economia italiana ed una crisi economica globale, non esistono vere e proprie soluzioni che possono stravolgere tutto.

In pratica non ci resta che subirla e sperare in qualche svolta di economia politica, che però deve partire ‘dal basso’, cioè dai cittadini.

Economia Italiana in Recessione non è un Problema, il Problema è non fare nulla

Il problema della recessione dell’economia italiana non era prevista da questo esecutivo

Veniamo ai problemi reali che potrebbe portare questa nuova recessione della Nostra economia, recessione dalla quale eravamo usciti poco pochi anni fa sotto il contestatissimo Governo Renzi.

Come dicevamo, solo a settembre, il Ministro Savona, quello che sarebbe dovuto diventare il Ministro dell’Economia, fermato solo da Mattarella, l’Italia sarebbe dovuta crescere del 3% in questro 2019.

Ma già da giugno si sapeva della crisi economica del 2019, come Noi abbiamo pubblicato riprendendo tanti articoli pubblicati nei quotidiani che si occupano di Wall Street ben 6 mesi fa.

Le prospettive di un’economia non cambiano così,  dal giorno alla notte così – a meno di grandi eventi catastrofici – quindi c’è stato un enorme errore di valutazione, ancora più grave visto che sia Unione Europea che Fondo Monetario Internazionale che altri organi indipendenti come le Agenzie di Rating e sindacati italiani avevano detto che c’erano tutti i presupposti perchè l’Italia entrasse in recessione nel 2019.

La tanto sbandierata “manovra del popolo” è stata presentata confidando in una crescita del PIL dello 1,5% nel 2019, poi corretta a 1%, e ancora correggibile ( con tagli da lacrime e sangue per rispettare le promesse di Quota 100 e RDC) nei prossimi mesi.

Errori madornali che un professore di ragioneria avrebbe valutato con un secco 4 ad ogni studente di scuola media superiore.

Errori che non sono dovuti ad errori di calcolo, ma per stare dietro ad una bieca propaganda e calcolo elettorale, in puro stile partitocratico, cioè quella teoria filosofica in cui un partito fa di tutto per soddisfare il proprio elettorato, anche dandogli l’uovo oggi e lasciandolo a digiuno domani, l’importante avere consensi, è questa infatti la definizione di POPULISMO.

economia italiana in recessione: previsione futura

Cosa bisognerebbe fare per poter uscire da questa recessione, alcune ipotesi.

  1. Niente. La recessione se ne andrà da sola, con l’incremento della domanda interna grazie a nuove pensioni e al nuovo reddito di cittadinanza, si acquisteranno quei pochi punti di PIL necessari per tornare al segno più. Peccato che tutti siano concordi nel dire che – visto che siamo in Italia e di posti di lavoro non ce ne sono – il RDC a lungo andare diverrà un vero e proprio problema per il Bilancio dello Stato ed avrà conseguenze poco prevedibili, ma di sicuro rovinerà la classe media che vedrà aumentarsi le tasse e diminuire i servizi gratuiti.
  2. Riscrivere tutta la manovra : lo dicono in molti, ma è praticamente impossibile. Non si può togliere il reddito di cittadinanza prima ancora di averlo dato, per poter dare degli sgravi fiscali , è una idea bislacca che solo a qualche economista d’arrembaggio poteva venire in mente ( leggi Calenda) .
  3. Aggiustare la manovra: dare grandi sgravi fiscali a chi assume. In parte è fatto con il RDC, ma solo in parte, bisogna tagliare le tasse o raggrupparle, visto che ci vogliono 50 permessi per aprire un Bar in centro.

Di chi è Colpa della crisi economica?

E’ colpa innanzitutto degli italiani.

Dalla DC, al Forza Italia, al PD al Movimento 5 Stelle, alla Lega, sono tutti partiti votati dagli italiani e sempre per lo stesso motivo: scambio di favori elettorali.

E’ facile sempre scaricare tutta la responsabilità sui politici, troppo facile.

La cultura economica italiana è prevalentemente catto comunista. Cioè in gran parte gli italiani pensano che lo Stato sia una sorta di di mamma che ti ha messo al mondo e ti debba mantenere, tutto il contrario dei paesi anglosassoni ( e ci includiamo anche tutti i paesi asiatici , visto che la cultura economica è simile) che dicono “Non chiederti cosa lo Stato può fare per te, ma chiediti cosa puoi fare Tu per lo Stato” , riprendendo le parole di John Fitzgerald Kennedy.

Si votano partiti che promettono soluzioni facili,  come redditi di cittadinanza, sono decenni che non si vota più per cose che potrebbero portare il bene di tutti, come più scolarizzazione : il 17% dei ragazzi nel sud Italia abbandona la scuola prima dell’età dell’obbligo, una vera tragedia; le università italiane difficilmente compaiono tra quelle più prestigiose del mondo, questo perchè anche la preparazione delle scuole superiori e medie è evidentemente scarsa.

Il numero di pensionati è in continuo aumento e il numero di nuovi nati è in continua diminuzione, non si pensa ad una grande patto generazionale di sacrificio sia tra giovani e vecchi, un qualcosa di nuovo e rivoluzionario, si pensa solo alla soluzione facile, cioè un bel reddito di cittadinanza e una bella pensione anticipata.

Produzione di PC, smartphone, robotica, microchip, software. NULLA , in Italia non c’è nulla; l’Italia è il deserto dell’alta tecnologia. E’ inutile avere opere d’arte quando dobbiamo comprare tecnologia per controllarle, siamo costretti a comprare software per gestione di siti di musei, ecc.

Il mondo continua a girare e l’economia italiana è bloccata agli anni ’50, la Nostra ignoranza tecnologica, è pari solo alla Nostra incapacità di rinnovamento.

Eppure di soluzioni se ne potrebbero trovare a decine, non senza ulteriori sacrifici certo, ma se tutti pensiamo al proprio orticello, alla fine saranno solo coloro che hanno più potere economico ad avere più peso nelle decisioni, sarà un gatto che continua a mordersi la coda, poi è inutile piangere sul “Gap tra ricchi e poveri”, quando sono sempre i poveri – per primi – a privilegiare i ricchi , per la loro miopia a livello economico e per la loro voglia di avere l’uovo oggi e lasciare la gallina di domani alle altre nazioni.

Prima gli italiani, ma per ora siamo solo il primo popolo al mondo che da  industrializzato si sta trasformando in un paese del 3° mondo.

Economia Italia è un sito che si occupa di economia, finanza, tasse e pensioni dal 2012

2 commenti

  1. è la peggiore visione dell’Italia che ho letto. Colma di artifici per plagiare e distruggere quel poco di buono che sta facendo questo governo. La recessione è un fenomeno mondiale e da essa se ne esce, non è il sintomo di una catastrofe economica

    1. Guardi che le stesse identiche parole le ha dette il Ministro dell’Economia Tria:
      “Il problema non è la recessione, ma affrontarla”

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