Quanto costa vivere da soli in Italia?

Andare a vivere da soli è il sogno di ogni adolescente e di ogni persona giovane che voglia uscire dal controllo dei genitori e avere uno spazio tutto per sé. Quando il fatidico momento dell’età giusta arriva, però, per vivere da soli  spesso non ci sono le risorse per permettersi una vita in solitaria. Le bollette, l’affitto o il mutuo sono tutte spese che un giovane può sostenere da solo solo se le sue entrate sono abbastanza ragionevoli.
Quali sono i costi di andare a vivere da soli? Ecco un piano per sopravvivere senza mangiare solo scatolette di tonno.

L’affitto: quanto costa prendere una stanza nelle varie città

La prima domanda da porsi quando si vuole andare a vivere da soli è in quale città si vuole vivere. Nelle metropoli, infatti, i costi sono quasi insostenibili rispetto alle piccole città. Ancora diverso è il discorso nelle città universitarie, che hanno tutto a misura di studente, inclusi i costi degli affitti.
Partiamo proprio da questo ultimo esempio, che è di solito il primo step dell’andare a vivere da soli. La casa in cui si vive non è intera proprietà di uno studente, ma è condivisa con altri, e si prende in affitto solo una stanza o un posto letto. In questo caso i costi sono ridotti, e nelle principali città studentesche d’Italia come Padova, Bologna e Urbino gli affitti per un posto letto in doppia si aggirano tra i 150 e 200 euro a persona, bollette escluse. I costi salgono un po’ per le stanze singole, ma difficilmente sforano i 300 euro al mese.
A questi vanno sommate le bollette, da pagare comunque in condivisione, che difficilmente superano i 40 euro a testa mensili per tutte le utenze. Ove presenti ci sono anche le spese condominiali, ma diciamo che con una media di 500 euro al mese si vive tranquillamente quando si è studenti in città a misura di universitario.
Le problematiche cambiano per coloro che vogliono vivere una vita da studente in una metropoli come Milano o Roma. Anche i costi per i singoli posti letto nelle stanze doppie sono inaccessibili in queste città, aggirandosi attorno ai 400 euro, senza parlare della possibilità di trovare una stanza singola a meno di 500 o 600 euro mensili, escluse le utenze. L’occasione di trovare affitti a meno c’è anche in queste grandi città, ovviamente, ma richiede il compromesso di andare a vivere in delle periferie lontanissime, che comunque permettono il raggiungimento del centro città e delle facoltà universitarie solo a prezzo di abbonamenti salatissimi ai mezzi pubblici o ai treni.

Quanto costa vivere da soli in Italia?
Casa di studenti universitari italiani
fonte: Vice com

Affittare un appartamento per andare a vivere da soli

Chi non è più studente e vuole un appartamento tutto per sé deve comunque fare i conti con delle spese abbastanza stringenti. Tanto per iniziare l’affitto grava tutto sulle spalle di un solo inquilino senza poter dividere, anche se si tratta di un monolocale o di un bilocale. Dunque una casa di pochi metri quadri, tra i 35 e i 50, può costare tra i 400 e i 600 euro di affitto.
I problemi iniziano se si devono sostenere spese ingenti come quelle del riscaldamento. Qualora questo fosse centralizzato esse sono comprese nelle spese condominiali, che comunque non sono quasi mai sotto i 500 euro annui. Le utenze per una persona sola sono certamente più basse di quelle che arrivano in una casa condivisa, ma si aggirano lo stesso attorno ai 50 o 60 euro mensili. Inoltre, al giorno d’oggi quasi nessuna casa rimane priva di connessione internet, che per quanto proposta a prezzi vantaggiosi da varie compagnie telefoniche è comunque una spesa che si somma alle altre.

Se la casa non si affitta ma si acquista: i mutui a tasso agevolato per andare a vivere da soli

Molti giovani che vogliono andare a vivere da soli sono anche pronti per pagare un mutuo a tasso agevolato piuttosto che affittare una casa. Vivere da soli magari è una scelta che avviene dopo qualche anno di lavoro, specialmente per chi ha deciso di non continuare con l’università. Queste persone hanno dunque l’occasione di iniziare a pensare a una casa tutta per sé senza pagare affitti.
Esistono dunque i mutui a tasso agevolato. Questi mutui hanno il vantaggio di proporre un tasso variabile o la possibilità di saltare una rata quando non si riesce a pagare. La garanzia richiesta è molto bassa o comunque semplice da raggiungere, perché basta avere una busta paga anche non larghissima. Qualche volta può essere richiesta una firma dei genitori per garantire che il mutuo verrà pagato. Le rate mensili sono comunque abbastanza basse, spesso più basse dell’affitto di un appartamento intero.
Inoltre, stipulando un mutuo a tasso agevolato si può iniziare a costruire un’abitazione tutta propria che rimane nel tempo.

La spesa quando si vive da soli. Se mamma non riempie più il frigo…

La spesa di provviste alimentari è un tasto dolente per chi va a vivere da solo e vuole sapere quali sono i costi. La risposta è: dipende dal supermercato. Questo non significa che andare a vivere da soli deve automaticamente coincidere con un collasso alimentare per cui si mangiano solo schifezze per risparmiare, ma certamente quando non sono più i genitori a fare le scorte e bisogna pensarci da soli bisogna disporre un budget compreso tra i 70 e i 120 euro mensili. Molto dipende dagli alimenti che ognuno mangia, che possono essere o meno costosi, ma il ruolo lo gioca la catena di supermercati in cui ci si rifornisce.
Ci sono, infatti, molte marche di supermercati a basso prezzo che propongono cibi di qualità senza spendere una fortuna, e possono essere una vera e propria ancora di salvezza per chi è andato a vivere da solo da poco tempo. Anche i mercati rionali, nelle città dove esistono ancora in modo diffuso, sono molto utili per risparmiare un po’ sui prodotti freschi come frutta e verdura.
Mediamente facendo spesa in un supermercato di bassa fascia si possono spendere anche 70 euro al mese per rifornirsi se si è soli, avendo un’alimentazione variata e nella media.

Quanto costa vivere da soli mantenendo un animale?

Gli animali possono essere un tasto dolente nelle famiglie, perché a volte i giovani li desiderano e i genitori non hanno voglia di prendersene cura, rinviando tutto a quando il giovane sarà uscito di casa e potrà fare come vuole in una casa tutta sua.
Arrivato il fatidico momento ci sono molte persone che decidono di prendersi cura di un animale dal momento che ormai vivono da sole. L’animale più scelto in questi casi è il gatto, perché può vivere anche in spazi più ristretti ed ha un’autoregolazione dei propri pasti e dei propri bisogni.
Chi decide di mantenere un animale come il gatto ha delle spese mensili piuttosto basse:si stima che per mantenere un gatto, comprese tutte le spese mediche e quelle vive, non si spendano più di 150 euro l’anno. Una media, dunque, tra 10 e 15 euro al mese, che viene impiegata specialmente nell’acquisto di pasti e di terra per la lettiera.
Diverso è il discorso del cane, che comporta più impegno quotidiano e più spese. Per nutrire un cane è necessario un apporto maggiore di cibo e un numero più elevato di spese per vaccinazioni, visite e per tenere generalmente alto lo standard di vita dell’animale. Siamo attorno ai 250 euro l’anno, dunque una spesa media mensile di più di 20 euro.


Bollette ed utenze domestiche:

Quando si va a vivere da soli una delle cose più semplici sembra essere quella di pagare le utenze domestiche, cosa che invece non è così.
Le spese tra luce, acqua, gas, contratto ADSL (o fibra ottica), spese condominiali, Tassa sui Rifiuti, possono gravare di migliaia di euro all’anno sulle spalle dell’affittuario.
Saper risparmiare in casa, è una delle prime cose che bisogna imparare.
Per esempio: in inverno se si usano per troppo tempo dei termosifoni elettrici oppure degli asciugacapelli ( abbiamo visto con i Nostri occhi delle ragazze che per interi pomeriggi si scaldavano con un asciugacapelli, mentre studiavano), la bolletta elettrica può arrivare a costare fino a 300, 400 o anche 500 o più euro ogni due mesi, una “botta” notevole per le tasche di due o tre studenti che in pratica non lavorano.
Stessa cosa per il gas da riscaldamento invernale o la per il consumo di condizionatori d’aria in estate.
Per non parlare della TARI, la famigerata tassa sui rifiuti che va a metri quadri, più grande è una casa, più si deve pagare. E’ vero che l’inquilino deve pagare solo una parte della TARI ed il resto è a carico del padrone di casa, ma se siete uno studente, siete solo, ed affittate una casa da 200 metri quadri in zona residenziale, ecco che magari Vi ritroverete con una TARI da centinaia di euro all’anno e, anche se potete pagarla in 3 o 4 rate, si tratta comunque di una spesa molto importante se non lavorate o se avete un lavoro part time.
Meglio saperle prima certe cose, che dover pagare centinaia di euro di utenze domestiche.

Opinioni: è possibile vivere da soli? Che stipendio serve?

Vivere da soli è una sfida, soprattutto se si è orgogliosi e non si vuole chiedere aiuto ai genitori una volta usciti di casa. È difficile dire quale sia uno stipendio adatto alla vita da soli. Diciamo che il minimo si situa tra gli 800 e i 1000 euro in una città non troppo dispendiosa. C’è anche da dire che molto dipende dalla vita che si fa, se si fanno molte uscite, acquisti, viaggi o si è persone morigerate.
Per i giovani comunque vivere da soli rappresenta una delle più grandi conquiste per le quali vale la pena fare qualsiasi sacrificio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *