Home schooling: educare i figli a casa, pro e contro

Andare a scuola è un traguardo importante per tutti i bambini. L’inizio della scuola in prima elementare segna un passaggio che chiude i battenti con l’infanzia e proietta il bimbo verso le sue prime responsabilità.
Molti genitori, per svariati motivi, sono invece contrari alla scuola. Preferiscono educare i propri figli con il metodo dell’home schooling.

L’home schooling è una pratica diffusa in molte regioni del mondo occidentale. Gli esperti, tuttavia, sono discordi su questo tipo di trattamento.

Ecco come funziona l’home schooling e tutti i tipi di pro e contro che questa scelta può riversare sul bambino.

Cos’è l’Home schooling

Per home schooling si intende la scolarizzazione dei bambini tra le mura domestiche. Non è certo una novità. Fino a tutto il XIX secolo, e per le famiglie nobili anche nel XX, i figli venivano educati in casa da un precettore.

Fino alla fine del 1800, per altro, l’istruzione non era nemmeno obbligatoria. Fu la legge Casati del 1859 una delle prime a obbligare i genitori a far completare almeno la seconda elementare ai propri figli. La legge Coppino del 1877 elevò l’obbligo scolastico ai cinque anni di elementari. Cosa più importante, queste leggi furono le prime a prevedere punizioni per i genitori inadempienti.

Da allora la scuola è molto cambiata, ma è rimasta comunque il luogo associativo primario per eccellenza.

In Italia, tuttavia, non è mai stata obbligatoria la scuola, bensì l’istruzione. Questo significa che mediante la presentazione di una dichiarazione alle autorità, i genitori sono liberi di educare i propri figli con metodi alternativi alla scuola. Questo può avvenire purché il genitore o il tutore porti il bambino a una conoscenza equivalente a quella che si può ottenere con la scuola.

 

Come funziona e quando è stato inventato l’ home schooling

L’home schooling può essere considerato non un’invenzione, ma un recupero. L’educazione domestica  dei ragazzi di famiglie abbienti ha sempre rappresentato un vanto. Nel mondo moderno molti genitori, contrari ai metodi educativi della scuola tradizionale, hanno preferito recuperare questi metodi dal passato.

home schooling

In Italia le famiglie che la praticano home schooling sono soltanto un migliaio, anche se negli ultimi anni sono cresciute del 65%.

Negli altri paesi, soprattutto quelli anglosassoni, il fenomeno è molto più diffuso. Negli Stati Uniti le famiglie che lo scelgono sono circa 2 milioni.

Anche i metodi non sono uniformi. Alcuni genitori prediligono l’insegnamento di comportamenti e concetti, più che di nozioni. Ecco allora che il bambino viene lasciato seguire i propri ritmi e le proprie inclinazioni personali. Questo tipo di home schooling predilige anche molto la realizzazione di progetti e lavoretti pratici.

Altri genitori, invece, sono contrari ai metodi usati dalla scuola ma non a quello che viene insegnato. Ecco perché si rivolgono all’uso di testi scolastici e cercano di seguire il programma della classe corrispondente all’età del bambino.

Generalmente l’home schooling funziona su un diretto rapporto di parentela tra insegnante e alunno, che sono genitore e figlio. Altre volte, però, altri genitori possono incoraggiare l’affidamento dei propri figli ad un adulto comune. Si creano, quindi, piccole classi di pochissimi individui (non più di due o tre) supervisionati da un adulto unico.

 

Il documentario che spiega come funziona l’home schooling

Per sensibilizzare a questa scelta di alcuni genitori è stato creato anche un documentario. Il docu-film si intitola Figli della libertà ed è uscito nel marzo 2017.

I protagonisti sono due genitori, Anna e Lucio, che raccontano le esperienze quotidiane con la loro figlia Gaia. Anna e Lucio hanno deciso di tentare un approccio non didattico con Gaia. Non ci sono insegnanti, né compiti a casa. Soprattutto, non ci sono voti. Gaia impara quello che vuole nel tempo che vuole.

Le domande dei genitori arrivano solo quando si rendono conto che la propria figlia è, fisiologicamente, un po’ diversa dai coetanei. L’home schooling la renderà una persona fuori dal mondo o un essere umano libero e felice?

Papà Lucio non lo sa, e vuole trovare le risposte andando a chiedere a soggetti che non hanno completato la scuola: siete persone realizzate o vi sentite infelici?

 

Cosa dicono gli esperti?

Negli ultimi anni, data la crescita della pratica dell’home schooling, molti esperti psicologi si sono pronunciati in materia.

La maggior parte dei medici riconosce che la flessibilità e l’approccio basato su un singolo bambino possano portare a un benessere dell’individuo. Quando ci si trova in classi numerose i bambini sono fisiologicamente poco seguiti e possono tendere a non apprendere. Con l’home schooling invece il rapporto è di uno a uno.

Tuttavia, gli esperti nutrono più di qualche perplessità.

Tanto per iniziare, il fatto che la figura del genitore sia anche quella dell’insegnante può creare uno squilibrio nei rapporti di autorità. Prima o poi il bambino crescerà e si troverà immerso in un sistema scolastico prima e lavorativo poi. Se l’insegnante è il genitore tende ad esserci una confidenza che non ci sarà in futuro. Come la gestirà il bambino non abituato?

In secondo luogo, la prossimità affettiva tra genitore e figlio potrebbe anche far scattare dei meccanismi di ricatto. A scuola si studia per non prendere brutti voti o per non fare brutta figura, ma comunque si studia. A casa il bambino potrebbe pretendere favori o vizi in cambio del proprio impegno. Il genitore impreparato nelle dinamiche psicologiche dell’età infantile potrebbe non saperlo gestire.

Infine, il bambino che non riceve una scolarizzazione tradizionale può comunque trovare altri momenti di associazione come lo sport, eventualmente la formazione religiosa o semplicemente i momenti ricreativi.
Se il bambino non ha imparato a socializzare a scuola, come potrà inserirsi nelle logiche di gruppo in questi ambienti? Riuscirà a gestire la presenza di molti suoi simili senza volersi sentire l’unico ad aver diritto ad attenzione costante?

home schooling in italia come funziona

Home schooling: pro e contro

Quali sono dunque i pro e contro dell’home schooling?

Per quanto riguarda i vantaggi, sicuramente il più evidente è la flessibilità. I programmi, i metodi, le materie e il numero di ore di studio sono tarate sul bambino singolo. Un genitore può decidere di approfondire una materia anche con altri metodi interattivi, come l’uso del computer o di enciclopedie.

Un’altra questione positiva è anche, certamente, la difesa della salute del figlio. Genitori eccessivamente scrupolosi o impauriti da eventuali malattie o ferite possono stare tranquilli che con l’home schooling il bambino non sarà messo in pericolo. Questo può tornare utile, ad esempio, anche a bambini con gravi problemi di salute o basse difese immunitarie, che si trovano in un certo senso costretti tra le proprie mura domestiche.

Tra gli svantaggi, tuttavia, si trova innanzitutto la già citata difficoltà di socializzazione. Un bambino educato con l’home schooling può avere più difficoltà di inserimento in un ciclo scolastico successivo. Non bisogna sopravvalutare, tra l’altro, le capacità del genitore-insegnante. Una preparazione domestica può non essere completa per l’inserimento dell’alunno del ciclo scolastico seguente.

di: Elena Pepponi

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