07 giu 2017

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Stipendi di preti, suore, vescovi: quanto guadagnano e chi paga

Quanto guadagnano i preti? Qual'è lo stipendio di suore, cardinali, del Papa? Di seguito, ecco quanto prendono i prelati .
Le figure religiose come preti e suore, ma anche vescovi, cardinali e lo stesso capo della Chiesa cattolica sono figure sociali che non siamo abituati ad associare ad uno stipendio fisso. I preti e le suore godono della possibilità di avere vitto e alloggio nei conventi nei quali vivono ed operano, ma siamo sicuri che sia solo quello il sostentamento che il Vicariato accorda loro?
In realtà gli stipendi di preti e suore possono arrivare anche a cifre astronomiche a seconda del ruolo ricoperto: ecco quanto guadagna un prete al mese, e chi paga i salari dei religiosi.


Quando guadagna un prete o una suora? Gli stipendi di tutte le gerarchie ecclesiastiche

Per scoprire quanto guadagna un prete al mese bisogna innanzitutto fare una distinzione tra preti e parroci. In una parrocchia, infatti, ci possono essere più preti ma solo uno di loro è il parroco. I preti semplici possono arrivare a guadagnare circa 1000 euro al mese, mentre i parroci guadagnano circa 1200 euro al mese. La crescita dello stipendio, dunque, non dipende solo dalla carica, ma anche dall'anzianità (che d'altra parte va di pari passo con la possibilità di ottenere ruoli di prestigio).
Le suore e i frati non percepiscono stipendio, a meno che non facciano un'attività esterna alla loro vita ecclesiale (es. insegnante), allora in quel caso prendono i soldi del lavoro che svolgono come un comune civile.

Quanto guadagnano vescovi e cardinali:

I vescovi, ovviamente, guadagnano di più dei semplici parroci: il loro stipendio può arrivare fino a 3000 euro mensili.
I cardinali, invece, guadagnano in media 5000 euro. I cardinali hanno anche diritto a gettoni di presenza per le attività politiche del Vaticano. I monsignori che fanno parte dei direttivi e delle commissioni politiche dello Stato, infatti, hanno anche impegni di natura politica oltre che spirituale, come assemblee, riunioni e commissioni. Per questo, come per i parlamentari dello Stato italiano, esisteva un obolo A questo si deve sommare la beneficenza di molti fedeli, che preferiscono lasciare i propri averi, sia liquidi che immobiliari, alla Chiesa. Un vescovo, un cardinale o un semplice prete che ottengano un appartamento o un capitale tramite un lascito testamentario possono devolverlo per attività di beneficenza o per ospitare delle persone senza fissa dimora. Se il lascito testamentario, però, specifica che l'appartamento o la rendita non sono lasciati alla Chiesa, ma al singolo prete, egli può disporne come meglio crede: quel lascito, allora, diventa a tutti gli effetti una rendita di tipo privato.
Stipendi di preti, suore, vescovi: quanto guadagnano e chi paga

Chi paga gli stipendi di preti e suore:

La domanda che molti cittadini si pongono è: chi paga gli stipendi di preti e suore? Molti erroneamente credono che sia lo Stato italiano a pagarli, altri pensano che sia il Vaticano in persona. In realtà la verità sta nel mezzo: l'ente che si occupa degli stipendi degli ecclesiastici è l'ICSC (Istituo centrale di sostentamento del clero), connesso alla CEI. L'Istituto gestisce direttamente gli stipendi di tutti i dipendenti religiosi. Gli ecclesiastici devono compilare il modulo P01 dove dichiarano quali siano le proprie attività all'interno della diocesi o della parrocchia: in base a quello si stabilisce un punteggio di anzianità che determina lo stipendio.
Per quanto riguarda le pensioni di preti e suore, esiste un fondo pensionistico chiamato Fondo del Clero: questo è gestito dall'Inps dello Stato italiano (che in questo caso, dunque, amministra una parte dei sostentamenti che la Chiesa dà ai suoi dipendenti). Il minimo di pensione che si può percepire se si è a gradi più bassi della gerarchia ecclesiastica (quindi un prete o una suora "semplici") è di poco più di 900 euro mensili.

L'8 x mille e i guadagni della Chiesa

La donazione dell'8 x mille è sicuramente la fonte di sostentamento maggiore della Chiesa non solo cattolica, ma anche di tutte le altre confessioni. Questa donazione permette di donare l'8 x mille del proprio reddito ad un'organizzazione religiosa riconosciuta a propria scelta, che deve impiegare quel denaro in missioni di pace, in aiuti umanitari e sanitari ai più deboli sia sul suolo italiano che estero. Nella Chiesa cattolica l'8 x mille contribuisce per circa l'80% alle necessità di sostentamento dell'ente: si stima che entrino alla Chiesa circa 350 milioni di euro annui. Nell'ultimo periodo, però, l'8 x mille sembra aver diminuito la sua presa sugli italiani: molti preferiscono donare denaro a cause sanitarie o sociali, e molti nuovi cittadini o immigrati che credono in diverse confessioni religiose donano alla propria chiesa il necessario, e non a quella cattolica.

Quanto guadagnano i professori di religione


Un tempo era diffusa su tutto il territorio nazionale la pratica di far insegnare la religione cattolica a degli ecclesiastici. Non è raro, infatti, sentire i nostri nonni ancora parlare del "prete" di religione, più che del professore di religione. Negli ultimi 20 anni, però, questa pratica è quasi del tutto sparita, se si eccettuano gli ecclesiastici che insegnano religione cattolica negli istituti parificati. I docenti di religione, ormai nella stragrande maggioranza dei casi laici, percepiscono uno stipendio non dal provveditorato (quindi dallo Stato italiano), ma dal vicariato. Gli stipendi sono tarati su quelli degli altri docenti, ma i professori di religione sono ad incarico annuale. Il fatto che abbiano una sola ora in ogni classe impone loro di seguire 18 classi per arrivare al minimo di ore consentite per legge per gli insegnanti.
Ma quanto guadagnano davvero i preti che insegnano religione? Essi sottostanno al sistema stipendiale gestito dall'ICSC, tramite la presentazione del modulo P01, uguale a quello degli altri sacerdoti che non insegnano. Poiché questi sacerdoti integrano le proprie attività con l'insegnamento della religione cattolica, essi non percepiscono un doppio stipendio, ma incrementano lo stipendio minimo solo della cifra che serve a compensare il loro punteggio di anzianità.

Preti di corsia: quanto guadagnano i cappellani degli ospedali

Tra gli stipendi di preti e suore più contestati ci sono quelli che interessano i preti di corsia. Negli ospedali più grandi, infatti, è messo a disposizione un servizio di conforto spirituale di religione cattolica (su richiesta del singolo malato possono essere presenti anche figure religiose di diverse confessioni) che dovrebbe essere su base volontaria. I singoli sacerdoti, nei momenti liberi, dovrebbero rendersi disponibili a supportare i malati con preghiere e confessioni. Questo servizio, però, ha un costo, poiché i sacerdoti sono retribuiti per quelle ore, che vengono considerate di servizio: si stima che il costo possa arrivare fino a 35 milioni di euro annui. Sia i preti che le suore che svolgono questo servizio a tempo pieno possono arrivare a ottenere ben più di 2000 euro mensili, molto più di un normale stipendio da prete.

Gli stipendi dei preti militari

I cappellani militari sono sicuramente i religiosi che guadagnano di più: il loro stipendio può arrivare anche a superare i 4000 euro, alla stregua di quello di un vescovo o di un cardinale. Tra i cappellani militari si distinguono quelli di terra (che seguono le missioni in giro per il mondo e vivono in tutto e per tutto la vita militare insieme all'esercito) e quelli di mare, che invece seguono le spedizioni navali. 
Chi paga lo stipendio dei cappellani militari? Questa volta a farsene carico è davvero lo Stato italiano: in base alla legge 1961/512 dell'Ordinariato militare italiano, infatti, i preti militari sono equiparati agli ufficiali. Si stima che lo Stato italiano spenda 10 milioni di euro l'anno per gli stipendi dei cappellani militari. 7 milioni vengono invece destinati alle pensioni dei preti militari ormai in ritiro:circa 17 milioni di euro annui, insomma, per il mantenimento dell'apparato religioso di contorno a quello militare.
Gli arcivescovi militari, poi, sono equiparati ai generali di corpo d'armata: questo significa che essi possono arrivare a percepire anche più di 9000 euro al mese.


Quanto guadagnano i preti delle confessioni non cattoliche?

Se è interessante indagare gli stipendi di preti, suore e di tutte le altre figure di riferimento della Chiesa cattolica, è altrettanto interessante scoprire quanto guadagnano i religiosi delle confessioni non cattoliche. In Italia c'è una ristrettissima minoranza di persone che credono in confessioni cristiane non cattoliche, quindi è difficile fare una stima. All'estero, però, ad esempio in Germania, i pastori sono dei veri e propri "dipendenti" della comunità, che può anche licenziarli se non si crea una sinergia tra fedeli e pastore. Il pastorato è aperto anche alle donne (sia nel protestantesimo di Germania che nella confessione anglicana) e generalmente i pastori sono sposati o hanno comunque una famiglia.
Si stima che i pastori protestanti possano percepire uno stipendio di circa 3500 euro, ma il lavoro è a tempo pieno e non si occupa solo della cura delle anime: molte parrocchie, infatti, hanno al proprio interno una serie di servizi (come ad esempio gli asili nido) che sono di aiuto alla comunità.

Il prete per eccellenza: a quanto ammonta lo stipendio del Papa?

Una delle domande che più incuriosisce gli italiani è: quanto guadagna il Papa? Non c'è una vera risposta, nel senso che dipende dal pontefice in carica, dal suo stile di vita e dalle attività che egli compie, a parte il compito pastorale che ricopre. Si stima che Benedetto XVI, ad esempio, avesse uno stipendio mensile di oltre 2500 euro al mese, ai quali si aggiungevano gli introiti dei libri che ha scritto durante tutta la sua vita. Papa Ratzinger, infatti, ha sempre coniugato l'attività religiosa con quella di ricerca teologica e di scrittura di saggi.
Papa Francesco, al contrario, ha voluto dare un segnale di radicale rinnovamento della Chiesa. Egli ha rinunciato al suo stipendio fisso, sperando che tutte le gerarchie ecclesiastiche seguissero il suo esempio. Bergoglio ha comunque la possibilità di attingere denaro in ogni momento dal fondo personale del Papa, l'Obolo di San Pietro. Questo fondo si rigenera grazie alle donazioni spontanee dei fedeli che vogliono finanziare progetti di beneficenza.


Trovare lavoro come prete o suora/frate

Oggi come oggi lavorare come prete o frate o suora è abbastanza semplice. La crisi di vocazioni ha portato ad una vera e propria 'fame di preti' specialmente nel Nostro paese.
D'altronde il prete è praticamente un mestiere come un altro, si consideri che si hanno molti benefit, ad esempio le offerte dei fedeli possono aiutare a pagare le bollette di luce, acqua, gas, eventuale affitto, macchina per spostarsi eccetera.
Di solito i ragazzi che si dicono contrari alla vita ecclesiastica lo fanno perchè non ci si può sposare. In realtà da sempre i preti convivono con qualcuno del sesso opposto ( o dello stesso sesso) per tutta la vita, quindi non si possono sposare, ma in realtà fanno quello che fanno tutti gli altri uomini.
Limitante invece è l'attività delle suore, in quanto se vogliono guadagnare soldi lo devono fare con attività esterne ( tipo l'insegnamento) 
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