27 mar 2017

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Quanto costa il passaggio di proprietà di auto, moto, casa?

Acquistare un veicolo usato oppure una casa è una scelta che comporta un gran numero di costi.
A parte i costi legati all'oggetto che si sta acquistando, che crescono se ci si trova in presenza di un veicolo o di un immobile di lusso, ci sono anche delle spese burocratiche da sostenere.
La più importante è il passaggio di proprietà.
Questo documento certifica che esiste un nuovo proprietario diverso da quello precedente, e mette in regola l'oggetto acquistato dal punto di vista giuridico.
Molte persone cercano di lucrare su questa fase della compravendita facendo ostruzionismo nella regolazione degli oggetti acquistati: ma cosa rischia, davvero, chi non fa il passaggio di proprietà?
Ecco tutto quello che c'è da sapere su questa procedura burocratica fondamentale.

Quanto costa il passaggio di proprietà di auto, moto, casa?

Passaggio di proprietà di auto, moto e camion: tutte le dinamiche burocratiche


Il passaggio di proprietà di un veicolo è il più comune, che viene fatto generalmente nelle compravendite tra privati. Chi acquista un veicolo usato, infatti, ne diventa a tutti gli effetti il proprietario, quindi il responsabile legale. A questo punto tra il vecchio e il nuovo proprietario bisogna fare un passaggio di proprietà.

Le automobili si dividono in due categorie: quelli di potenza inferiore a 53 kW e quelli di potenza superiore a questa cifra.
Per i veicoli di potenza fino a 53 kW l'imposta è per una parte variabile e per una parte fissa. La parte variabile dipende dalla provincia di residenza di chi chiede il cambio di proprietà e dal numero di chilometri percorsi dall'auto. Inoltre ci sono delle spese da sostenere per quanto riguarda i documenti burocratici. In particolare si paga:

  • una marca da bollo da 16 euro per autenticare la firma delle due parti contrattuali;
  • un bollo da 32 euro per le volture del certificato di proprietà;
  • se manca il precedente Icp si deve pagare una tassa di 43.86 euro.
Se la vettura ha una potenza superiore ai 53 kW si calcola il prezzo da pagare il proporzione alla crescita della potenza.
Il passaggio di proprietà va poi registrato presso gli uffici della motorizzazione civile della città di chi acquisisce il veicolo, oppure all'ACI, agli uffici anagrafici comunali o al PRA (Pubblico Registro Automobilistico).

Per quanto riguarda le moto e gli scooter il passaggio di proprietà costa all'incirca un centinaio di euro, che sono sempre equamente suddivisi tra gli oneri burocratici e il vero pagamento della tassa. In particolare si devono pagare:
  • 16 euro di marca da bollo;
  • 16 euro per l'aggiornamento del libretto di circolazione e per la nuova firma del nuovo proprietario;
  • circa 10 euro di diritti da pagare alla motorizzazione civile della città di chi acquisisce il mezzo;
  • circa 25 euro di tassa ACI;
  • 32 euro per la trascrizione degli atti al PRA e per i diritti di segreteria di tutte le operazioni.
Anche i camion per i trasporti su gomma hanno le loro tariffe per il passaggio di proprietà che crescono in base alla capienza del camion. Le spese da pagare dal punto di vista burocratico sono sempre le stesse, ma crescono quelle per il cambio di proprietà vero e proprio. Ecco una tabella riassuntiva dei costi da sostenere per il passaggio di proprietà del camion:
  • capienza fino a 700 chili: 259 euro;
  • da 701 a 1500 chili: 377 euro;
  • da 1501 a 3000 chili: 424 euro;
  • da 3001 a 4500 chili: 495 euro;
  • da 4501 a 6000 chili: 544 euro;
  • da 6001 a 8000 chili: 675 euro;
  • oltre 8000 chili: 841 euro.


Passaggio di proprietà di casa: la questione della compravendita e quella dell'eredità

Anche un immobile può essere interessato da costi di passaggio di proprietà, che subentrano sia se avviene una compravendita che nel caso di un'eredità.
Quando sussiste una compravendita tra due sconosciuti si va dal notaio a fare il cosiddetto rogito, cioè a certificare presso un pubblico ufficiale l'avvenuto passaggio di proprietà da una persona ad un'altra. I costi, in questo caso, si aggirano attorno a diverse centinaia di euro, anche perché il notaio ha anche la responsabilità di trasmettere l'atto all'Agenzia delle Entrate.
Se la negoziazione avviene tra parenti, cioè un parente dona la casa all'altro o gli dona la sua porzione di casa per ricostituire l'unità dell'immobile (ed eventualmente poterlo vendere o affittare) si può ricorrere anche a quella che si chiama negoziazione assistita, ovvero di fatto un atto in cui i due firmatari si trovano d'accordo su tutto e redigono di proprio pugno un documento che testimonia l'avvenuto passaggio di proprietà senza compilarlo davanti al notaio. Questo di fatto estromette la figura del pubblico ufficiale, che deve solo dare comunicazione all'Agenzia delle Entrate di avvenuto passaggio di proprietà.
In caso di negoziazione tra parenti e di passaggio di proprietà tramite donazione, dunque, bisogna sostenere solo le imposte statali. Non esiste una vera e propria imposta d registro sul valore dell'immobile, che inizia ad essere calcolata solo se l'immobile supera 1 milione di euro di valore (cosa davvero rara). Ci sono, però, delle imposte da pagare comunque, ovvero
  • l'imposta ipotecaria (che corrisponde al 2% del valore dell'immobile);
  • l'imposta catastale dell'1%.
Ci sono in questo caso delle agevolazioni se la casa viene donata dai genitori o da altri parenti a un giovane che non possiede una prima casa. In questo modo ci sono delle tasse ancora più vantaggiose, perché indipendentemente dal valore dell'immobile il giovane si trova a pagare un'imposta fissa di 200 euro per questo passaggio di proprietà.

Altro discorso, invece, è la tassa di successione, cioè il passaggio di proprietà tra una persona fisicamente viva ed una deceduta. Se una persona muore e la sua casa viene destinata a qualcuno secondo eredità legale o secondo volontà testamentarie ma non è stato effettuato il passaggio di proprietà quando la persona era ancora in vita, allora si paga questa tassa. 
Le aliquote delle tasse di successione hanno diversi scaglioni:
  • 7% del valore complessivo dell'eredità (immaginiamo qui per comodità che venga ereditato solo un immobile) con tolleranza fino a 400 mila euro per coniugi e figli. Questo significa che viene pagato il 7% di imposta di successione sulla parte di valore dell'immobile che supera i 400.000 euro;
  • 8% con tolleranza fino a 100 mila euro per eredi orizzontali (fratelli);
  • 10% per gli altri parenti fino ad un massimo del quarto grado, ma senza franchigia di tolleranza;
  • 15% per sconosciuti.

Le armi e il passaggio di proprietà

Le pistole, i fucili e in generale tutte le armi da fuoco devono essere legalmente registrate sotto il nome del legittimo proprietario, che ne è anche penalmente responsabile in caso di uso improprio. Che succede, però, se un'arma viene regalata o venduta a qualcuno? Esattamente come per un veicolo o una casa, bisogna fare il passaggio di proprietà affinché sui documenti di quell'arma risulti il nome del nuovo proprietario.
In questo caso bisogna fare una denuncia di detenzione e cessione alla Questura o ai Carabinieri presentando un modulo prestampato. I costi da sostenere sono solo quelli burocratici dell'autenticazione dell'atto tramite marca da bollo da 16 euro.


Passaggi di proprietà dei servizi, quali sono i costi? 


I servizi come le linee telefoniche e gli abbonamenti internet sono oggetto di passaggio di proprietà in diverse situazioni, ovvero quando l'intestatario del servizio vuole lasciarlo ad altri intestatari (si pensi, ad esempio, ai contratti di affitto di una casa, dove l'inquilino precedente lascia il servizio di telefonia o di internet all'inquilino successivo) oppure quando il titolare dell'abbonamento decede e qualcuno decide di ereditarne il servizio.
Nel primo caso, ovvero nel caso di subentro, questa pratica si divide in due tipologie:

  • il subentro familiare (nel quale un familiare acquisisce la linea telefonica o di internet di un altro);
  • il subentro oneroso, ovvero quello tra estranei che prevede il pagamento di un canone.
Le tariffe per il subentro oneroso, sia della linea telefonica che di quella internet, sono all'incirca di 20 euro per quasi tutti i principali gestori. Il subentro tra familiari e quello in caso di decesso sono a titolo gratuito.



Voltura delle utenze, tutte le procedure da seguire e i costi da affrontare

La voltura delle utenze è una procedura noiosa ma indispensabile quando si arriva in una nuova casa. Sia che si arrivi in un immobile con contratto d'affitto sia che si acquisti la casa, è molto probabile che le bollette siano intestate o al proprietario o al precedente inquilino. Pertanto bisogna fare un passaggio di nominativi per figurare come nuovo inquilino della casa, soprattutto se si vuole fare la domiciliazione bancaria della bolletta.
La voltura della fornitura elettrica, ad esempio, prevede dei costi fissi e dei costi variabili. Quelli fissi sono:
  • una marca da bollo da 16 euro;
  • un contributo di 27.59 euro per le spese burocratiche.
Ci sono degli ulteriori contributi che dipendono dal tipo di fornitura che si ha, se si è sottoposti ad un'azienda partecipata statale o ad aziende private che forniscono servizi secondo un principio di libera concorrenza. Nel primo caso c'è un costo fisso di 23 euro, mentre nel secondo le tariffe sono discrezionali in base all'operatore a cui ci si riferisce.


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