17 nov 2016

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Equitalia rottamazione cartelle esattoriali 2017, come funziona

Come funziona la rottamazione cartelle di Equitalia per il 2017? Come posso pagare meno soldi sui debiti che ho con Equitalia? Oggi la Camera ha approvato il Decreto fiscale per abolire Equitalia.
Il Governo  Renzi è riuscito a catalizzare l'attenzione degli italiani intorno a 2 temi molto importanti per la popolazione: le pensioni e la riscossione. L'aspirazione per i cittadini in prossimità dell'età pensionabile è di uscire dal mondo del lavoro il prima possibile. Soprattutto per via delle mutate condizioni in direzione sfavorevole oltre all'alta instabilità ed incertezza.

Altro tema caldo è quello della riscossione. Equitalia genera un po' in tutti cattivi pensieri. Gli italiani si sentono oppressi. In molti hanno compiuto gesti estremi. La Riscossione non ha avuto fino ad oggi un volto umano. Così l'esecutivo ha pensato di fare 2 operazioni: eliminare Equitalia (al suo posto un soggetto che fa capo all'Agenzia delle Entrate) e rottamare le cartelle esattoriali nel 2017.

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Rottamazione cartelle Equitalia, il decreto fiscale

La cosiddetta rottamazione rientra nel Decreto Fiscale connesso al nuovo testo unico che tra le diverse misure significative prevede quelle legate ad Equitalia e il pagamento delle relative cartelle.

Nel decreto è programmata la soppressione di Equitalia, che entro il prossimo primo luglio dovrà essere inglobata dall'Agenzia delle Entrate (diventerà Equientrate), la "rottamazione" delle cartelle esattoriali (5 rate al massimo senza sanzioni e interessi di mora) e la riapertura dell'operazione di rientro dei capitali, la cosiddetta voluntary disclosure, portati all'estero.

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Chiusura definitiva di Equitalia

Equitalia chiude dal prossimo mese di giugno 2017. Il termine chiusura non deve generare equivoci. Le posizioni debitorie rimangono. Come in realtà anche i suoi dipendenti che passeranno al nuovo ente. Si spera quantomeno che cambino i metodi di riscossione e che non siano solo promesse elettorali. Ma questo si potrà realmente verificare solo nella seconda metà del 2017.

Piano di rottamazione delle cartelle pendenti

Nel passaggio parlamentare la rottamazione è stata estesa e riguarderà anche le cartelle pendenti dal 2000 e fino al 2016. Nella prima versione si potevano sgravare solo le cartelle fino al 2015. Modifiche anche sui tempi, più lunghi rispetto a quelli iniziali. Il termine ultimo per presentare la dichiarazione all'agente della riscossione slitta dal 23 gennaio 2017 al 31 marzo 2017.

Più tempo anche per le rate stabilite per corrispondere l’importo dovuto. Inizialmente erano state stabilite 4 rate di pagamento. Ora le rate concesse per il pagamento sono diventate 5. Rimane il principio che i pagamenti dovranno essere per il 70% delle somme totali il prossimo anno e per il restante 30% nel 2018.

Il nuovo piano di rottamazione

Potranno aderire tutti coloro che hanno debiti pendenti dal 2000 al 2016 che riguardano: imposte dirette (Irpef, Ires, Irap, Imu); contributi Inps e Inail; Iva (tranne quella di importazione); multe stradali.

Non rientrano nella rottamazione le somme da corrispondere a titolo di recupero di aiuti di Stato, i crediti derivanti condanne della Corte dei conti; le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna; le sanzioni amministrative per violazioni al Codice della strada (agevolazione solo sugli interessi, compresi quelli di cui all’articolo 27, comma 6, legge 689/81).

Chi può aderire allo sgravio delle cartelle esattoriali

Possono fare richiesta di rottamazione anche i debitori che stanno pagando a rate. Coloro hanno in corso un piano di rateizzazione pagano in maniera ridotta solo le rate del 2017.

I debiti si salderanno solo per l’importo dovuto senza calcolo di sanzioni e interessi. Insieme al pagamento rateale c'è anche l'opportunità di pagare il dovuto anche in un'unica soluzione.

La procedura non è automatica. Una volta presentata la domanda, spetterà all’Agente incaricato della riscossione, informare i contribuenti della somma dovuta e l’importo delle eventuali rate.

I tempi di pagamento delle 5 rate sono i seguenti: 3 devono essere versate nel 2017 (il 70% dell'importo) e 2 nel 2018 per il restante 30%, includendo anche i ruoli del 2016.

Modalità di pagamento

Per pagare le cartelle sgravate si potranno utilizzare i bollettini precompilati, effettuare versamenti agli sportelli del concessionario della riscossione o scegliere la domiciliazione bancaria. Chi opta per l'addebito sul proprio conto bancario dovrà spuntare nella domanda la casella apposita per autorizzare l’agente della riscossione alla trasmissione del modulo per l’addebito attraverso la “Comunicazione di adesione”.

E' preferibile utilizzare i bollettini o il pagamento agli sportelli piuttosto che autorizzare l'ente della riscossione ad “entrare” nel nostro conto. Fermo restando che, nel momento in cui si dovesse saltare anche una sola rata o ritardare, si decadrebbe in automatico dal beneficio.

Chi aderisce alla rottamazione deve rinunciare ai contenziosi in atto. In pratica deve adeguarsi alle pretese della nuova Equitalia senza potersi “opporre”! Non potrà fare più valere le proprie ragioni.

La domanda da presentare

Chi vuole aderire alla rottamazione deve presentare domanda, che si può scaricare sul portale di Equitalia o prendendo il modellino cartaceo presso gli sportelli dell'agenzia più vicina o scaricando il modulo online ( link in alto) . Non ci sarà alcun automatismo. Dovrà essere compilata la domanda con i propri dati personali, le informazioni sulle cartelle interessate e la scelta se pagare in un’unica soluzione o a rate. Poi bisognerà presentare la stessa direttamente agli sportelli di Equitalia o essere inviata, insieme ad una copia della carta d’identità, alla casella e-mail o Pec della Direzione Regionale di Equitalia di riferimento. Entro il 31 maggio 2017 Equitalia dovrà rispondere alla domanda inviata dal contribuente. Solo da allora si conosceranno importi, tempistiche e condizioni effettive.


Conviene davvero aderire? Sicuramente è bene attendere che il provvedimento diventi definitivo e farsi consigliare da un consulente di fiducia. Fidarsi è bene. Non fidarsi è meglio.

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